Eppur qualcosa si muove. La società di via Copparo sta lavorando senza sosta, in questi giorni, per cercare di portare a casa rinforzi di spessore in vista dell’ormai prossima riapertura delle liste, il due gennaio.
Va subito detto che Vagnati, il diggì biancazzurro che ha in mano il pallino del mercato della Spal e a cui la Federazione Italiana Giuoco Calcio lunedì prossimo conferirà a Coverciano la nomina ufficiale di direttore sportivo, non ama particolarmente parlare di trattative in corso: brucia ancora troppo, in fondo, il voltafaccia di Adriano Russo patito – e mai del tutto digerito – la scorsa estate, quando ormai sembrava tutto fatto; il ‘Pres’ Mattioli, dal canto suo, chiamato in causa alla voce arrivi, glissa e racconta di trovarsi in quel famoso momento del ‘non vedo, non sento e non parlo. E, se so, mi dimentico perché sono vecchio’. Tutto nella norma, quindi, soprattutto quando in pentola bolle qualcosa.
Mattioli 2Non sono passate ancora due settimane dalla riunione tecnica avvenuta tra Mattioli, Vagnati e la Famiglia Colombarini che si è convinta, senza neanche troppo discutere, di dover mettere le mani al forziere per rinforzare una squadra che ha bisogno, inevitabilmente, di qualche ritocco. Più di uno, aggiungiamo noi: pensare a quattro volti nuovi per altrettante cessioni alla chiusura della sessione invernale, non è affatto utopistico. Caratteristiche? Già pronti, poco costosi, bravi e di prospettiva. Possibilmente in età media. Salvo rare eccezioni. E Fabio Lebran è una di queste.

Già, perché il prossimo due gennaio, all’ombra del Castello Estense, a meno di terremoti dell’ultim’ora arriverà il forte difensore centrale Fabio LEBRAN. Classe 1987, compirà ventisette anni proprio il prossimo dodici gennaio, il gigante veneto di proprietà del Parma – è alto un metro e novanta – nativo di Camposampiero e il cui procuratore è un certo Giorgio Zamuner, è stato individuato come il primo rinforzo eccellente della retroguardia estense. Arriverà, perché tutti, ormai, sono d’accordo: la Spal, manco a dirlo, il Parma, il procuratore e il giocatore. Una di quelle trattative nate, decollate e chiuse in pochissimo tempo nei giorni scorsi, che fa tutti ‘felici e contenti’, non ultimo il diggì Vagnati, che del ragazzo è un grande estimatore, al di là del suo ostinato ‘no comment’ sull’operazione in corso. VagnatiLa carriera di Lebran: destro naturale, inizia a Montebelluna prima che il Parma lo noti e decida di acquisirne il cartellino. A diciotto anni inizia la sua avventura tra i professionisti a Carrara dove, tra il 2005 e il 2007, in C2, colleziona venti presenze comprese tre gare di play-out; siamo nel periodo in cui il patron dei ducali Gherardi è azionista di maggioranza anche del Carpenedolo e, proprio alla società bresciana, Lebran viene prestato dove giocherà trentacinque partite, tutte da titolare, compresi i play-off promozione. Nelle due stagioni seguenti il difensore cambierà ancora maglia, stavolta in Prima divisione: prima indosserà la casacca del Venezia e con i lagunari scenderà in campo trenta volte segnando anche il suo primo gol tra i professionisti contro il Legnano, nell’aprile 2009; poi, la stagione successiva, il Parma lo dirotta a Rimini e qui, a fine campionato, si conteranno ventisette gare. Dal 2010 al 2012 lo nota l’Albinoleffe in serie B, sempre molto attento ai giovani prospetti provenienti dalle categorie inferiori: tra i cadetti, in due stagioni con la maglia dei seriani, Lebran giocherà trentatré volte, segnando pure un gol a Castellamare di Stabia, non riuscendo comunque a trovare continuità; la stagione scorsa è a Perugia, quattordici gettoni compresi i playoff, infine, dal sedici luglio di quest’anno, infine, eccolo iniziare un’esperienza all’estero, in Slovenia, al ND Gorica in Prva Liga la massima serie nazionale, squadra attualmente quarta in classifica e che annovera tra le sue fila, in prestito, una… ventina di calciatori provenienti proprio dal Parma e dove allena Gigi Apolloni. A proposito del Gorica: qui, tra gli altri, sono stati parcheggiati anche i vari Checcucci, Modolo, Bazzoffia, Misuraca e Lapadula tutti giocatori che, per un qualche motivo, potrebbero rientrare nei piani spallini: solo ipotesi o suggestioni pre-natalizie?
Lebran che di mestiere non è un difensore-goleador – ma d’altronde lui, i gol, per prima cosa non deve farli fare – arriverà con la stessa formula  ma, c’è da giurarci, se il giocatore non deluderà le attese e convincerà l’entourage ferrarese, il suo destino sarà in maglia biancazzurra anche la prossima stagione. Tramonta definitivamente, a questo punto, la pista che avrebbe dovuto portare a Ferrara Ramzi Aya in cambio di Raffaele D’Orsi, il cui destino non sarà comunque in maglia spallina e per cui si sta cercando una sistemazione adeguata che accontenti tutte le parti in questione.



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