Dieci minuti finali giocati in un’amichevole estiva, davanti a circa 600 persone al Paolo Mazza, possono significare molto in positivo per un giovane della Berretti classe 1996 come Marco Laquaglia. Sempre quei dieci giri d’orologio, hanno invece avuto un significato decisamente negativo per Samuele Sereni, che a dieci giorni dall’inizio del campionato ha avuto l’ennesima conferma di non rientrare nei piani tecnici del tecnico spallino Oscar Brevi.

Il biondo esterno sinistro ex Rimini, relegato spesso in panchina durante tutto il precampionato e chiuso ancor di più dopo l’arrivo di Matteo Legittimo, ha le valigie pronte all’uso. Destinazione Sassari? Il gradimento della Torres è noto, resta da vedere se sarà sufficiente a convincere Sereni al trasloco. Di noto c’è soprattutto che il pubblico ferrarese si è schierato apertamente dalla parte del ragazzo, che l’anno scorso ha contribuito alla vittoriosa corsa per la Lega Pro unica e che è riconosciuto dai tifosi come uno dei giocatori che incarnano la mentalità spallina dentro e fuori dal campo. Nei primi giorni di lavoro i tifosi invocavano Sereni capitano, mentre nei vari ritiri, prima al Country Club poi a Sant’Agata, si notava un Vikingo che tirava il gruppo durante gli allenamenti con la sua consueta carica.

Poi qualcosa evidentemente è cambiato. Ieri sera, a venti minuti dal termine Sereni si è alzato per il riscaldamento e solo dieci minuti più tardi è stato chiamato a sostituire l’esausto Lazzari in fascia destra. Totalmente fuori ruolo, totalmente fuori dal progetto. Sereni, un sinistro schierato a destra alla Cerci? Macché, solo un’esigenza per dar fiato allo stremato Lazzari, mentre sul binario di sinistra Rosina aveva preso il posto di Legittimo a metà della seconda frazione. La professionalità e la serietà di Sereni, come detto, hanno colpito il pubblico ferrarese che, in silenzio per tutta l’amichevole, ha intonato un “Sereni uno di noi” seguito da un significativo e rumorosissimo applauso all’ingresso del giocatore biancazzurro. Questa storia può davvero finire così? Con un “grazie e arrivederci”? Settembre si avvicina, il giorno 2 chiude il mercato. Vale davvero la pena di lasciare andare un simile lottatore che in appena sei mesi ha abbracciato con tale convinzione la causa spallina?



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