E’ un Adriano Furlani soddisfatto quello che si presenta nella sala stampa del Pala Hilton Pharma dopo la vittoria su Piacenza. Ecco le parole del coach estense.

Coach, stasera abbiamo visto una prestazione convincente della Mobyt, in più l’imbattibilità casalinga rimane intatta.
“Sì, la pallacanestro che stiamo giocando adesso è una pallacanestro che va a strappi, abbiamo dei momenti soprattutto a livello offensivo in cui riusciamo a finalizzare certe situazioni e altri momenti in cui entriamo in una fase di confusione. E’ ovvio che dobbiamo normalizzare la situazione, dobbiamo vivere queste partite con maggior tranquillità, adesso siamo ancora in una fase dove sembra che ci litighiamo le giocate e facendo questo entriamo in momenti di difficoltà. Dopo la prima giornata dissi: un plauso va a Ferri. La prima partita ha finito con due tiri, la seconda senza tiri, questa sera ancora pochi tiri: si sta autolimitando per cercare di mettere a disposizione tiri per tutte le bocche che vanno sfamate. Bocche che a volte sembrano incontentabili, e lì dobbiamo essere più razionali, più obiettivi, più cinici nell’andare a pescare i mismatch favorevoli. Dopo di che, quando siamo poco lucidi in attacco, anche in difesa risultiamo slegati. Dobbiamo trovare continuità e applicazione. In questo momento iniziale è importante mettere punti in classifica, per poi sperare di migliorare anche l’aspetto tecnico-tattico”.

Dopo il turno infrasettimanale contro Imola il principale argomento di dibattito sono state le prestazioni di Castelli e Huff. Questa sera hanno dato un’ottima risposta sul campo: il primo con una prestazione assolutamente convincente, il secondo invertendo, almeno in parte la tendenza.
“Huff secondo me è ancora in una fase molto ignorante della situazione. Non conosce gli avversari, non conosce la realtà della pallacanestro europea e si espone sempre a delle non-soluzioni soprattutto a livello difensivo, non a caso quando è rientrato nella seconda parte del match la squadra si è un po’ disunita a livello difensivo, abbiamo ritrovato equilibrio rimettendo in campo Bottioni e da lì siamo ripartiti anche con l’attacco. Ci vuole tempo e pazienza, lui non è un giocatore che ha la personalità e la capacità di Hasbrouck, però è un giocatore che sa fare altre cose, sta in noi saperlo sfruttare, sta in lui mettersi a disposizione della squadra. Noi non abbiamo bisogno solo di solisti, abbiamo bisogno di gente che canti nel coro, altrimenti diventiamo un accozzaglia di persone e saremo sempre in balia delle percentuali di tiro. Voglio una squadra un pochettino più razionale”.

Amici è uscito malconcio. Abbiamo visto che avete provato a chiarire con gli arbitri quello potrebbe anche essere stato un malinteso.
“L’arbitro mi sembrava molto convinto della chiamata che ha fatto. Quello che noi sosteniamo è che Alessandro ha calciato una seggiola per un gesto di rabbia, ed è comprensibile, adesso è all’ospedale. Si può dare un fallo tecnico, ma non un’espulsione. L’obiettivo della chiacchierata era far capire che un’espulsione diretta può comportare anche una giornata di squalifica e noi non vogliamo subire una penalizzazione così grave. Ci poniamo nella bontà d’animo di chi ha preso questa decisione. Poi sono andato anche a protestare perché sul +18, su due azioni d’attacco, ci sono stati tre falli voluti e non fischiati, che in un ipotetico arrivo con differenza canestri è una decisione che non ci tutela”.

Ora rimane da trovare la quadratura del cerchio anche in trasferta, dove le cose si complicano un po’.
“Il calendario non è tanto benevolo. Ci pone tutte le big fuori casa: Treviglio, Omegna, Latina, Treviso. Nel girone d’andata noi andiamo a Reggio Calabria, viaggiamo per trasferte difficili su campi importanti. Non vado a cercare alibi: abbiamo fatto un’uscita e siamo tornati a casa con le orecchie molto basse, ci hanno bastonato di brutto per un atteggiamento completamente sbagliato. Adesso ci deve essere un atteggiamento di solidità anche nelle partite esterne, fermo restando che incontreremo squadre difficili, sono test molto importanti che metteranno alla prova la tenuta mentale e avremo anche un responso su cosa vorremo diventare quando diventeremo grandi”.



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