C’è poco da fare: anche nell’epoca del digitale sfogliare le pagine della Gazzetta dello Sport al mattino rimane un piacere. Magari mentre si sorseggia qualcosa di caldo. Solo che stamattina il caffè rischia di essere andato di traverso ai tifosi della SPAL. Il motivo? All’interno di un corposo e variegato speciale dedicato alle eccellenze dell’Emilia-Romagna, c’è infatti un’illustrazione che esclude Ferrara e la sua squadra dalla mappa delle principali rappresentanti calcistiche della regione. Nel disegno realizzato da Emanuele Lamedica, a corredo di un articolo di Nicola Binda, le singole città vengono accompagnate da una piccola tabella che riporta gli anni di serie A e B in cui le relative squadre hanno militato nella loro storia. Si va dai 68 anni di A del Bologna all’unico campionato di B a cui il Forlì ha preso parte (nel 1946-47!). I 16 anni nella massima serie e i 20 di cadetteria della SPAL sembrano essere passati inosservati. Così come sono misteriosamente scomparsi gli anni migliori della Reggiana (3 di A, 33 di B): anche la squadra granata manca all’appello, oscurata probabilmente dalle nuove realtà ruggenti di nome Sassuolo e Carpi.

Proprio al Carpi è dedicato l’articolo a cui l’illustrazione è abbinata. Un testo in cui tutte le altre, illustri e meno illustri, sono citate solo in un preambolo in cui la SPAL viene accostata all’aggettivo “mitica”. Il nome ricorre anche in un sottotitolo che apre la pagina (“Il Calcio di Provincia”). Insomma, la dimenticanza sta tutta nel disegno, anche se, nella pagina precedente in una sezione dedicata agli allenatori compare una menzione a Gibì Fabbri. In cui si parla principalmente dei suoi trascorsi al Vicenza.

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Questa sparizione ha creato così un sollevamento popolare – esclusivamente da social network – che per un giorno o qualche ora soltanto mette fianco a fianco i tifosi di SPAL e Reggiana. Rivali, se non proprio nemici, e impegnati in un duello a distanza che conoscerà un capitolo risolutivo il prossimo 10 maggio, con lo scontro diretto in quello che una volta era il Giglio e ora è il Mapei Stadium. Un’occasione d’oro per un’illustrazione tutta dedicata a loro, no, cara Gazzetta?



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