Se il tribunale federale nazionale della Figc avesse accolto completamente le richieste del procuratore federale Giuseppe Pecoraro nel processo sportivo a carico della Juventus e di Andrea Agnelli, la SPAL avrebbe rischiato di dover rinunciare al proprio pubblico nella trasferta allo Stadium. Pecoraro infatti aveva chiesto – tra le altre cose – che la condanna della società bianconera comprendesse anche la disputa di due partite a porte chiuse: si sarebbe trattato di Juventus-Lazio del 14 ottobre e appunto di Juventus-SPAL del 25. Questo scenario è stato scongiurato dalla sentenza del TFN che ha sì condannato la Juve, il suo presidente e altri tre ex tesserati per i contatti proibiti con i rappresentanti del tifo organizzato bianconero, ma ha escluso dalle sanzioni le porte chiuse per i match di campionato, limitandosi (per così dire) a una multa da 300mila euro.

Il verdetto a quanto pare non ha soddisfatto alcuna delle due parti. Da un lato il procuratore federale Pecoraro ha espresso soddisfazione per la condanna di tutti i deferiti, ma ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport di voler far ricorso, in quanto ritiene che le condotte siano da sanzionare ancora più duramente.
Un ricorso, ovviamente di segno opposto, è stato annunciato anche dalla Juventus con un comunicato apparso sul sito ufficiale della società, in cui si professa “fiducia nella giustizia sportiva e ribadisce di aver sempre agito in un percorso condiviso con le Forze dell’Ordine con l’obiettivo di contribuire alla piena salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico”.



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