Nel primo pomeriggio di sabato ha parlato in conferenza stampa anche Gian Piero Gasperini, che dopo le fatiche in Europa League della sua Atalanta non può permettersi nessuna pausa. Domenica alle 18 all’Atleti Azzurri d’Italia arriva la SPAL, che dopo il successo per 1-0 maturato in casa nell’ultimo turno contro il Genoa partirà da Ferrara con l’unica intenzione di dar continuità al suo momento positivo: “La SPAL sta ridando ossigeno alla sua classifica, ma noi sappiamo che una vittoria ci metterebbe in una posizione favorevole: L’unica situazione che mi ha dato noia è stata ad Udine,  perchè credo che in certe sfide, quando ci si trova in vantaggio, si debba fare qualcosa in più per portare a casa il risultato”.

Contro i friulani, infatti, è arrivata una sconfitta in rimonta, mentre in Europa League in casa dell’Apollon Limassol la beffa si è materializzata nel finale, con Zelaya che al 93′ ha pareggiato il rigore trasformato da Ilicic nel primo tempo: “Campi come quello dell’Apollon sono difficili e il manto erboso non era il massimo. la qualificazione ai sedicesimi di finale è vicina, non possiamo farci abbattere da un pareggio allo scadere. Il nostro periodo è così, dobbiamo essere bravi a gestire vittorie e sconfitte, ma ora bisogna rigettarsi nella mischia. La sosta ci servirà a ridare importanza al campionato. Solo in seguito penseremo all’Europa League”.

Ora l’attenzione di Gasperini è tutta rivolta alla SPAL e ai tanti ex che animeranno la sfida. E con Floccari che non sarà della partita e Grassi e Borriello destinati presumibilmente a partire dalla panchina, lo spauracchio numero 1 è Alberto Paloschi, sicuramente in cerca di rivalsa nei confronti di una squadra che non lo ha valorizzato abbastanza nel corso dell’ultima stagione, relegandolo al ruolo di riserva di Petagna: “Mi dispiace per come sono andate le cose – prosegue il tecnico dell’Atalanta -, è un ragazzo splendido, oltre che un ottimo professionista. Purtroppo il nostro calcio non è adatto alle sue caratteristiche. Lui ha bisogno di giocare in profondità, lì sì che è davvero bravo”.



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