Cambi in panchina per Chievo e Udinese: via Ventura e Velazquez, ecco Di Carlo e Nicola

La settimana della sosta del campionato è servita a due squadre per cambiare allenatore. Una l’ha fatto volontariamente (l’Udinese), l’altra si è trovata improvvisamente a dover trovare un sostituto (il Chievo). In Friuli è già finita l’era del giovane spagnolo Velazquez: verrà rimpiazzato da Davide Nicola, che torna ad allenare in serie a poco meno di un anno di distanza dalle sue dimissioni al Crotone. Ha firmato un contratto fino al 2020. Il 37enne Velazquez paga un avvio decisamente negativo fatto di due vittorie, tre pareggi e sette sconfitte. L’Udinese non vince dal 23 settembre (0-2 al derelitto Chievo).

Proprio il Chievo, ultimo a quota zero punti, ha ufficializzato il suo terzo allenatore stagionale: tocca a Domenico Di Carlo salvare il salvabile dopo le macerie della breve gestione di Gian Piero Ventura. L’ex ct della Nazionale si era dimesso domenica dopo il 2-2 col Bologna. Nonostante il ds Romairone avesse provato a dissuaderlo dal lasciare, martedì è arrivata la rescissione consensuale del contratto che avrebbe dovuto legare il tecnico ai gialloblù fino al 2020. D’altra parte l’attacco pubblico del capitano Sergio Pellissier via Instagram aveva lasciato intendere quanto fosse pesante il clima fin dall’arrivo di Ventura tra i giocatori del Chievo. Di Carlo torna al Chievo per la terza volta in carriera: tra il 2008 e il 2010 aveva condotto i “mussi” a due salvezze e nel 2010-2011 riuscì addirittura a conquistare il 10° posto in serie A. Nella stagione successiva venne esonerato dopo appena sei partite ed al suo posto arrivò Eugenio Corini per un’altra agevole salvezza. In tempi recenti l’ex centrocampista del Vicenza ha guidato il Novara con risultati non esattamente entusiasmanti.

Rimane invece al suo posto Ivan Juric, un altro degli allenatori dati per traballanti dopo il 12° turno di campionato. L’allenatore del Genoa ha incassato parole all’insegna della fiducia da parte del suo presidente Enrico Preziosi: “Ovviamente tutti gli allenatori sono legati ai risultati, il derby è una partita importante: se devo fare una critica, la devo fare per la partita con l’Inter, potevamo perdere in maniera diversa. Ma non è colpa di Juric se perdiamo per un’uscita sbagliata del portiere all’ultimo minuto o per un’autorete. Mi sembra che il gioco l’abbia espresso in maniera abbastanza significativa, poi sa benissimo che noi siamo legati ai risultati come lo è lui: spero solo che possa riscattarsi e ha una prova importante come il derby, ed è evidente che sia importante per noi questa gara”. La sensazione è che se il derby di Genova dovesse risolversi con un risultato negativo per i rossoblù, si aprirebbe una nuova crisi.

Per il momento i cambi di panchina in serie A sono quattro. Prima degli avvicendamenti a Udine e Verona erano arrivati gli esoneri di Ballardini proprio a Genova e Andreazzoli ad Empoli.

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