Una decisione arbitrale, come un errore tecnico di un calciatore, può condizionare l’andamento psicologico di una partita. La scelta fatta dalla coppia Pairetto-Mazzoleni al 30′ del secondo tempo ha inevitabilmente inciso sul largo risultato finale, visto che una volta sotto la squadra di Leonardo Semplici non è più riuscita a trovare il bandolo della matassa. Fino a quel momento, però, la prestazione dei biancazzurri, pur al cospetto di una Fiorentina che ha comandato il gioco e creato diverse palle-gol, era stata più che sufficiente, soprattutto in termini di personalità. Meritano menzioni particolari le prove di un Bonifazi sempre più a suo agio in questa categoria e di Petagna che, oltre al grande lavoro sporco, continua a essere il miglior realizzatore spallino.

VIVIANO 6 – Sui gol non sembra poter fare molto di più, intuisce anche la scelta di Veretout sul rigore. Il resto del pomeriggio non lo vede eccessivamente impegnato, nonostante la grande pressione offensiva della squadra toscana.

CIONEK 6,5 – Si arrangia come può, prima come centrale di destra nella difesa a tre e poi come terzino nella difesa a quattro. Provvidenziali un paio di chiusure a inizio secondo tempo. Cerca anche di rimontare su Gerson, inutilmente, sull’azione del 1-4.

FELIPE 5,5 – Meno appariscente rispetto agli altri difensori, ma con lui al centro della difesa la SPAL è sembrata avere più sicurezza, anche nei momenti in cui la Fiorentina ha spinto con più veemenza. Protagonista nell’episodio chiave: entra in piena area su Chiesa e provoca la chiamata-VAR di Mazzoleni. (dal 41’ s.t. FLOCCARI ng – Entra con la partita già ampiamente compromessa).

BONIFAZI 7 – Sicuramente il migliore di un reparto arretrato messo a dura prova dalla pressione offensiva viola. Usa al meglio fisico e velocità contro avversari di calibro importanti come Muriel e Chiesa.

LAZZARI 6,5 – Pochissimi minuti in campo, prima di un infortunio muscolare che non sembra promettere nulla di buono. Il salvataggio sulla linea dopo nemmeno un minuto vale però quasi un gol. (dal 13’ p.t. MURGIA 6 – Entra con il piglio giusto nel primo tempo, dando un maggior qualità in mezzo al campo. Nel secondo tempo, però, cala vistosamente alla distanza)

VALOTI 6 – Corre sempre come un matto, e, appena può, si fa vedere in area, come nell’occasione che porta al momentaneo 2-1 spallino, con un bell’inserimento sul secondo palo. Nel finale perde il pallone che Gerson trasforma nell’1-4, con la SPAL ormai in disarmo.

VALDIFIORI 5,5 – La prestazione di oggi non fa altro che dare ragione alle recenti scelte di mister Semplici. Ancora troppo lento in mezzo campo per fare la differenza. Sul gol del vantaggio però è bravo a seguire l’azione ed a calciare verso la porta di Lafont. (dal 1’ s.t. SCHIATTARELLA 5 – Rileva il compagno infortunato, ma non fa molto di più, anzi. Paga lui per le proteste collettive sull’assegnazione del rigore).

KURTIC 6 – Fa e disfa nel corso dei primi quarantacinque minuti di gioco. Tanto movimento e pressing, come in occasione del vantaggio. Recupera, pressa, intimidisce gli avversari con la sua tenacia. Però perde anche diversi palloni.

FARES 7 – La Fiorentina, come altre squadra in questa stagione, battezza il suo lato come quello dal quale entrare più facilmente e, alla prima azione, la scelta di Pioli sembra essere azzeccata. Col passare dei minuti però, con le buone e le cattive, prende le misure a un giocatore di qualità decisamente superiore come Chiesa. Suo lo spunto che porta al gol di Valoti, poi annullato da Pairetto.

PETAGNA 7 – Si alterna tra la posizione consueta di punta centrale e quella di attaccante esterno a destra. Lotta come un leone, mettendoci anche  tanta qualità. Opportunista in occasione del vantaggio biancazzurro ad approfittare della respinta di Lafont.

ANTENUCCI 5,5 – Si ritrova a fare la punta centrale dopo una decina di minuti, ma si vede che non è il suo ruolo abituale. La Fiorentina però in fase di fraseggio è in giornata di regali e, dopo aver sprecato il primo alla mezz’ora, si rifà pochi minuti dopo regalando un bel pallone a Valdifiori.

SEMPLICI 6 – L’inizio della SPAL sembra essere tatticamente in linea con le sofferenze di un girone fa a Firenze. L’infortunio di Lazzari lo priva forse del suo giocatore più determinante, ma lui coglie la palla al balzo per ridisegnare (più volte) la squadra, prima di trovare la quadratura del cerchio col 442. Purtroppo l’altro infortunio di Valdifiori gli nega la possibilità di incidere nei minuti finali con i cambi.



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