La SPAL recupera il Sassuolo dopo l’iniziale svantaggio e torna dal Mapei Stadium di Reggio Emilia con un punto importante in ottica salvezza. I biancazzurri sono andati meglio nel secondo tempo rispetto al primo. Decisivo ancora una volta Petagna, buone prestazioni anche di Floccari e Bonifazi nel contesto di una partita tutt’altro che entusiasmante.

GOMIS 6 – Lo si rivede a difendere i pali della porta della SPAL dopo che l’arrivo di Viviano (out per un problema non meglio specificato ad un ginocchio) l’ha relegato in panchina. Incolpevole sul gol di Peluso al 43’. Nell’arco della partita non deve fare chissà che cosa: pomeriggio tranquillo.

BONIFAZI 6,5 – Tiene a bada Matri con disinvoltura, è puntuale nel chiudere ogni inserimento degli altri attaccanti neroverdi. Mai in sofferenza, gara di grande solidità.

CIONEK 6 – Ha due clienti scomodi dalle sue parti: Rogerio e Boga sono velocissimi, ma riesce a contenerli grazie all’esperienza senza andare in affanno. Spinge, non con regolarità, però qualche volte si fa vedere anche nei pressi dell’area avversaria.

FELIPE 6 – Attento e preciso, a dir la verità non in entrambe le fasi: in diverse occasioni esce palla al piede per dare il là alla manovra della SPAL senza patemi di sorta, mentre in marcatura non è proprio irreprensibile in qualche circostanza. Non riesce a chiudere in extremis su Peluso in occasione del vantaggio dei padroni di casa. Il palo grida ancora vendetta, gran scelta di tempo.

FARES 5,5 – Un fantasma per tutto il primo tempo. Poca intesa con Kurtic: la catena mancina biancazzurra è sostanzialmente nulla fino all’intervallo di metà gara. Migliora nel finale con un paio di chiusure e grazie all’accentramento di Kurtic.

MURGIA 6 – Il suo grande dinamismo non gli basta: spesso si trova costretto, suo malgrado, a giocare al torello mentre Magnanelli e Sensi palleggiano con le mezze punte Djuricic e Boga. Ma ha personalità, fattore che gli permette di rimanere in partita e portare a casa la pagnotta.

VALOTI 5,5 – Gioca parzialmente fuori ruolo da esterno destro e di fatto non riesce mai a creare grattacapi alla difesa del Sassuolo. Partita di sacrificio. (Dal 41’ st DICKMANN ng – Si piazza dietro nel tentativo di arrembaggio finale della SPAL).

MISSIROLI 5,5 – L’aria di quella che una volta è stata casa non sembra fargli benissimo: lento, fuori dal gioco, annullato dai dirimpettai neroverdi. Completa l’opera restando colpevolmente passivo sugli sviluppi del calcio d’angolo che porta avanti i padroni di casa. Meglio nel secondo tempo, quando gioca più centrale, quasi da regista. Fa espellere Duncan con un anticipo secco.

KURTIC 6 – Quasi disperso sull’out di sinistra nella prima frazione, si gode il piacevole sole di Reggio Emilia, limitandosi sostanzialmente a coprire le avanzate di Adjapong. Diligente, fin troppo forse. Però crea sempre pericoli quando calcia da fermo. Nella ripresa si accentra più frequentemente e cresce di conseguenza.

PETAGNA 7 – Fa da raccordo tra centrocampo ed attacco. Gode di un’estrema fiducia nei propri mezzi (ottima cosa) che però talvolta lo porta a forzare le giocate o perdere un tempo di gioco. Ma il suo gioco spalle alla porta è prezioso perché guadagna falli che permettono alla SPAL di rifiatare e conquistare campo. Glaciale dal dischetto, firma il decimo gol in campionato. (Dal 46’ st PALOSCHI ng – una manciata di minuti in campo, non sfiora neanche la palla).

FLOCCARI 6,5 – Non era titolare dal 26 dicembre. Per voglia, impegno e apprensioni create alla retroguardia del Sassuolo, il migliore dei biancazzurri in fase offensiva nella prima frazione di gioco. Mai domo. Bravo e furbo a conquistare il rigore. Esce fra gli applausi del suo pubblico, meritati. (Dal 20’ st ANTENUCCI 6 – Entra osannato dalla curva, ma non ha modo di incidere, nonostante la voglia di dare il proprio contributo non gli manchi di certo).

CONSUMI 6 – Tecnicamente non si tratta di un vero esordio da professionista su una panchina, ma sicuro è la prima volta da capo allenatore in Serie A. E ne esce con un pareggio che fa morale e muove la classifica. Non era facile.



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