Passa anche dalla partita casalinga contro Udine la salvezza del Kleb Basket, che dopo due sconfitte consecutive deve necessariamente rimettere il naso fuori dall’acqua per scavare il solco decisivo ai danni della Bakery Piacenza e della Termoforgia Jesi e approfittare delle loro sconfitte negli anticipi della 26ma giornata del girone est di Serie A2. Battere la formazione dei grandi ex Martelossi, Amici e Cortese (assente per infortunio) permetterebbe agli estensi di vivere con meno apprensione il finale di stagione, ma nel primo quarto sono i padroni di casa a rompere il ghiaccio con il canestro grazie ad una tripla di Pinton, ma Fantoni accorcia immediatamente da sotto su assist del rientrante Swann. E’ un testa a testa che dura pochissimo, perché Udine vola addirittura sul 2-16 senza lasciare al Kleb la minima possibilità di replica, e solamente con l’ingresso in campo di Campbell la situazione migliora: 20-27 a fine primo quarto.

Ora sì che la partita è punto a punto, peccato che dal divario maturato dopo i primi 10′ non si scappi più. Il Kleb segna, Udine risponde, ma a Leka si gela il sangue nelle vene quando Campbell, dopo un arresto e tiro, cade male e si siede in panchina per un problema alla caviglia. Tutte le attenzioni sono per lui, mentre in campo per Udine la croce ha solamente un nome: Spanghero, che con un paio di scelte inadeguate impedisce ai suoi di prendere il largo per la seconda volta in partita. Intanto Campbell c’è, e torna sul parquet in chiusura di secondo quarto, ma l’effetto non si nota e all’intervallo lungo Ferrara è sotto 35-46.

Nel secondo tempo la situazione sembra precipitare dopo una clamoroso errore arbitrale: Pellegrino, con la palla ancora in mano allo scadere dei 24” offensivi, segna da 3 a sirena abbondantemente suonata. Nessuno degli arbitri se ne accorge, così il canestro – pesantissimo – viene convalidato, rendendo vano il tentativo di rimonta estense, ancora sotto di dieci punti all’ultima pausa (57-67).

A -7, sul 61-69, il tentativo del Kleb di rientrare nel match è evidente. Campbell è il leader indiscusso e tutte le palle passano per le sue mani, mentre Udine inizia a sentire la pressione, ma un fallo in attacco di Fantoni rende tutto più complicato, e quando Mortellaro infila il tap-in del +11 l’ultima fiammella sembra spegnersi definitivamente. Ci vuole una magia di Liberati a riaprire ogni discorso (64-72), e due liberi di Swann riducono il gap a -6. Campbell risponde a Pinton da tre punti, e con il centro di Fantoni Ferrara mette ancor più in chiaro il concetto: il Kleb c’è e ci crede ora più che mai. E fa bene, perché tre tiri liberi di Ganeto portano gli estensi a -1 e un antisportivo di Amici fa il resto: Ganeto impatta e sorpassa dalla lunetta, Fantoni firma il +3 con l’MFPalace totalmente fuori controllo. Ci pensa Simpson a raffreddare, anche solo di un minimo, l’ambiente a 2′ dalla fine, ma la solita serpentina caracollante di Swann riporta i padroni di casa avanti di 2 con 36” da giocare. Troppi per poter cantar vittoria, ma Simpson sbaglia l’arresto e tiro, Swann vola a rimbalzo e si guadagna un viaggio in lunetta di importanza capitale. L’ex Treviso, però, trema e fa 0/2, ma il doppio errore non influirà sul risultato finale perché Simpson sbaglia l’ultima conclusione e regala a Ferrara una vittoria clamorosa, meritata, voluta e sudata che probabilmente vuol dire salvezza. E chi l’avrebbe mai detto dopo un primo quarto da brividi?

BONDI FERRARA-GSA UDINE 82-80

Bondi Ferrara: Panni 7, Swann 17, Ganeto 7, Molinaro, Fantoni 18. Campbell 28, Conti, Mazzoleni, Liberati 5, Calò, Buffo, Mazzotti. All.: Leka.

GSA Udine: Pinton 15, Penna 1, Simpson 10, Powell 22, Pellegrino 14. Mortellaro 2, Amici 3, Chiti, Nikolic 10, Spanghero 3. All.: Martelossi.

parziali: 20-27; 35-46; 57-67.

 



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