Dici Antenucci e pensi all’attesa. Quella per un gol che manca dalla 12^ giornata (SPAL-Cagliari 2-2, l’illusorio punto del 2-0), ma anche quella che l’attaccante molisano ha riservato – inavvertitamente – alla stampa a margine di un evento benefico andato in scena nella Galleria Matteotti, pieno centro di Ferrara. Travolto dall’affetto di grandi e piccini a caccia di foto e autografi, il capitano della SPAL ha impiegato un po’ per accontentare tutti, prima di concedersi per qualche considerazione sul momento biancazzurro.

FASE DECISIVA – “Sicuramente aprile è il momento decisivo del campionato. Dopo queste tre partite ne avremo altre, ma saranno importanti, in primis quella di Frosinone. Dobbiamo andare là e fare il nostro gioco come abbiamo provato a fare in tanti stadi d’Italia e ovviamente cercare di fare risultato. Mi aspetto un ambiente di una squadra che si deve salvare, un po’ come capita a noi anche se abbiamo qualche punto in più. Normale che ci daranno battaglia e noi risponderemo“.

LA SPINTA POST-ROMA – “Avevamo bisogno di vincere una partita in casa perché ci mancava tanto. Dovevamo tornare a far punti e secondo me abbiamo fatto una partita davvero buona, contro una squadra forte“.

TITOLARE A INTERMITTENZA – “Sono a disposizione del mister e della squadra. E’ il mio terzo anno a Ferrara e cerco sempre di dare l’anima in tutte le occasioni. Poi a volte la prestazione è buona, altre meno, ma l’intento è quello. Normale che per un attaccante fare gol significa tanto e quindi un po’ mi manca, è normale. Però mi sto allenando serenamente, anche perché non c’è solo il gol nel lavoro delle punte, ma anche tanto sacrificio per la squadra. Questo è da sottolineare per tutti i giocatori d’attacco“.

LA SOSTA – “A me le soste non fanno impazzire perché spezzano un po’ il ritmo delle condizione fisica e mentale di quel determinato momento. Però ci sono e dobbiamo farle, per cui adesso ci aspetta una partita fondamentale e in questi giorni abbiamo lavorato molto bene, seppure con un gruppo ristretto“.

IL FUTURO – “Io ho sempre detto di stare benissimo qui a Ferrara. L’importante ora è mantenere la categoria, poi parleremo di tutto il resto“.



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