Il calcio sotto le feste natalizie lasciamolo agli inglesi. Questo devono avere pensato i presidenti della serie A se è vero che l’idea di giocare tra Santo Stefano e Capodanno è già stata accantonata in vista della stagione 2019-2020.

Questo almeno riporta – tra le altre – la Gazzetta dello Sport in merito al consiglio della Lega di Serie A di lunedì 1 aprile, riunito anche per decidere le date del prossimo campionato. Niente più partite nel periodo natalizio, si torna alle origini. Partenza il 24 agosto, chiusura il 24 maggio con appena tre settimane di anticipo sull’inizio di Euro 2020. Pausa invernale dal 23 al 4 gennaio, soliti tre turni infrasettimanali (25 settembre, 30 ottobre e 22 aprile) con quattro soste per gli impegni delle nazionali (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre e 29 marzo).

Si è ragionato a lungo – scrive Marco Iaria su Gazzetta – sul segmento delle feste natalizie. In questa stagione si era perseguito il modello Premier League: un’evoluzione dell’esperimento della stagione precedente, in cui erano state già ‘dissacrate’ le vacanze natalizie programmando la serie A il 23 e il 30 dicembre e il 6 gennaio. Quest’anno si è giocato il 22, 26 e 29, per poi riprendere il 20 gennaio. Dalla prossima stagione si tornerà all’antico: ultima giornata prima della pausa il 22 dicembre, poi la sosta natalizia, quindi la ripresa il 5-6 gennaio. L’analisi costi-benefici dell’operazione Santo Stefano ha portato i consiglieri di Lega a prendere questa decisione: evidentemente i risultati di pubblico non sono stati così entusiasmanti da compensare le polemiche legate alla rottura di certe abitudini. La reintroduzione della pausa, trapela dalla sede della Lega, è una forma di rispetto per le tradizioni del Paese: si restituisce un po’ di sacralità alle date della serie A, anche perché le partite sotto le feste non avevano portato grandi benefici in termini commerciali“.



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