É il clima di grande rilassatezza a contraddistinguere le dichiarazioni post-partita dei due allenatori. Se Leonardo Semplici elogia i suoi, pur sottolineando come per raggiungere l’obiettivo manchi ancora qualche punto, Massimiliano Allegri punta l’attenzione sui suoi giovani, prendendo con grande filosofia una sconfitta che rimanda solamente di pochi giorni la conquista dell’ottavo titolo consecutivo.

LEONARDO SEMPLICI
Per battere una squadra come la Juventus serviva una grande gara e, soprattutto nel secondo tempo, l’abbiamo fatta. Mentre nel primo abbiamo patito la loro esperienza e il palleggio. Nell’intervallo il mio intervento è stato soprattutto mentale: ho cercato di scuotere i ragazzi. Ho detto alla squadra che la partita si poteva anche perdere, ma bisognava giocarla, mettendo in campo le qualità che in diverse altre occasioni abbiamo dimostrato di avere. Siamo scesi in campo con un piglio diverso, migliore, crescendo nel palleggio, accorciando in avanti e tenendo più palla con gli attaccanti, riuscendo a ribaltare una situazione non facile. Chiaramente le partite si preparano sempre al meglio, poi non sempre è possibile riproporre in campo tutto ciò che si è pensato. Ho scelto Missiroli mezzala perché, contro un avversario dinamico e abituato a buttarsi dentro come Cuadrado, mi serviva un giocatore di gamba; inoltre Pasquale (Schiattarella) è molto più adatto nel palleggio come regista. La squadra sta crescendo, come succede spesso alle mie formazioni in questo periodo della stagione, anche perché sta sfruttando l’esperienza dello scorso anno, oltre alla crescita di alcuni elementi che ci hanno messo un po’ per ambientarsi. Questo dimostra come il gruppo sia prima di tutto valido sotto l’aspetto umano“.

L’obiettivo ancora non è raggiunto, ci sono ancora diciotto punti a disposizione; stasera festeggeremo, perché il risultato è di grande prestigio, ma domani torniamo a concentrarci e a pensare a una partita che per noi è molto importante come quella di sabato contro l’Empoli. Qualcuno potrebbe lamentarsi della formazione schierata dalla Juventus? Non credo, anche perché se guardiamo gli undici iniziali, a parte un paio di elementi, tutti gli altri sono nazionali. Sicuramente Allegri avrà ponderato a dovere queste scelte. C’è da dire che sapevamo che la Juventus avrebbe potuto presentarsi un po’ scarica a livello emotivo, ma se si fosse presentata al 100% per noi non ci sarebbero state molte possibilità. Ora non so se possiamo definirci ‘ammazza grandi’, però è vero che ultimamente contro di loro abbiamo trovato punti e prestazioni che, tempo fa, nessuno avrebbe pensato potessimo fare. Sono risultati che devono darci la forza per poter festeggiare insieme al nostro pubblico un’altra permanenza in serie A. Sui singoli non mi pare il caso di soffermarmi, ma Sergio (Floccari) ha dimostrato ancora una volta di essere eccezionale sotto tutti i punti di vista, prima come uomo poi come professionista. In questi due anni ha contribuito a far crescere non solo i ragazzi, ma anche noi come staff, con un confronto continuo”.

MASSIMILIANO ALLEGRI
Per la prima volta abbiamo perso nonostante fossimo andati in vantaggio, ma nell’arco di una stagione è normale succeda. Abbiamo giocato una bella partita e sono contento dei ragazzi che hanno debuttato, in particolare di Gozzi e Nicolussi. I gol che abbiamo preso sono dovuti appunto all’inesperienza. Con un po’ più di attenzione avremmo fatto il punto per lo scudetto matematico. La SPAL nel primo tempo ha atteso, mentre nel secondo ha reagito perché era sotto. Sul 2-1 abbiamo avuto due situazioni favorevoli, ma non abbiamo trovato il gol. Qualcuno ha detto che la Juventus ha falsato il campionato? Credo che i risultati dicano ben altro e che quelli che hanno giocato oggi hanno fatto meglio di quanto avrebbero fatto gli altri, giocando a pochi giorni di distanza da due partite di Champions. Dispiace avere perso, non per lo scudetto, che potremo vincere o domani o domenica prossima. Sento dire che per la Juventus è facile vincere, ma la differenza rispetto alle altre squadre non è negli scontri diretti, ma nel giocare con la stessa determinazione anche tutte le altre partite. I campionati si vincono così, me l’hanno insegnato sin da piccino e vale anche ora che il calcio è diventata roba da scienziati“.



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