Il 13 maggio non è una data come le altre per i tifosi spallini. Due anni fa, a Terni, festeggiavano il ritorno nella massima serie dopo ben 49 anni di attesa. Per celebrare questa ricorrenza Davide Vagnati ha accolto l’invito di Sky, toccando diversi temi nel corso della mezz’ora passata con Sara Benci e Gianluca Di Marzio: “Il ritorno in serie A è stata un’emozione grandissima, grazie a un gruppo davvero straordinario, senza stelle. Anche se devo ammettere, che per una società come la nostra, è molto più difficile restarci, soprattutto il primo anno”.

Tornando all’attualità, non si può iniziare che da una classifica che sorride ai biancazzurri: “Siamo molto contenti della nostra classifica e del fatto di poter essere spettatori non paganti in questo finale di stagione, potendo giocare senza particolari assilli. È difficile dire come si svilupperanno le cose: ieri l’Empoli ha messo tanta carne al fuoco, ma ha comunque un calendario molto difficile”.
Un traguardo, quello della SPAL, che secondo il direttore ha radici ben profonde: “La cosa più importante per noi è l’unione tra le varie componenti e il fatto di essere una società dalla struttura snella. Oltre alla proprietà della famiglia Colombarini, c’è il presidente Mattioli, poi ci sono io che che curo l’area tecnica. Tutto questo si unisce a uno staff che in questi anni ci ha dato tante soddisfazioni e una città che fa veramente parte di noi, con un pubblico che non è mai mancato nel tifo anche nei momenti difficili. Io credo che, per società come la nostra, non di grandi dimensioni, il senso di appartenenza sia fondamentale. Non possiamo permetterci grandi campioni, per cui puntiamo sempre sulla voglia di mettersi in discussione e di prevalere sull’avversario; fin qui siamo stati bravi nel farlo e i risultati ci hanno dato ragione”.

Ma con Gianluca Di Marzio i temi caldi sono quelli legati al mercato e il direttore non si è sottratto, analizzando la situazione dei giocatori più chiacchierati al momento: Manuel (Lazzari) è un giocatore cresciuto con noi, è stato il mio primo acquisto quando eravamo in C2 ed è veramente il simbolo della nostra crescita. Merita di avere un’occasione importante e, anche se spero di no, sono convinto che qualcuno quest’anno ce lo porterà via. Sassuolo? Hanno una proprietà molto importante, ma per quello che è il legame tra Manuel e la città, credo se ne andrà solo per un top club. Su Petagna è prematuro poter dire se rimarrà o meno, noi vorremmo tenere tutti quelli che desiderano restare, mentre chi chiederà di andare cercheremo di accontentarlo se ci saranno le condizioni giuste. Quando un anno fa abbiamo investito su di lui ci siamo presi una grossa responsabilità, ma l’avevo incontrato più volte e avevo visto nei suoi occhi qualcosa di diverso. Avevamo bisogno di un ragazzo che potesse andare in doppia cifra, perché senza è difficile salvarsi in serie A. C’è riuscito e siamo tutti molto contenti di questo”.
In sospeso anche il futuro di un Floccari rigenerato negli ultimi due mesi: “Con Sergio non abbiamo ancora parlato, ma ora sta dimostrando di stare veramente bene. É una persona intelligente, può valutare il suo futuro in maniere obiettiva da solo. Se deciderà di smettere qualcosa da fare glielo troveremo e sarà sicuramente un valore aggiunto”.

Il mercato però non tocca solo i calciatori, con le sorti di Leonardo Semplici e del direttore sportivo biancazzurro stesso a tenere col fiato sospeso la piazza: “Con Leonardo abbiamo parlato, siamo in ottimi rapporti, e presto ci troveremo per parlare dei programmi futuri. C’è la possibilità di allungare di un anno il contratto attuale e credo sarà una formalità. Lui sa qual è la nostra realtà, non possiamo permetterci di fare il passo più lungo della gamba, e il nostro obiettivo difficilmente sarà diverso dalla salvezza. Poi se saremo bravi a cedere e comprare elementi altrettanti bravi, potremo anche migliorarci, ma non è assolutamente scontato che questo accada. Per quanto riguarda il mio futuro, io ho un altro anno di contratto, non ho necessità di rinnovare. Ho parlato qualche giorno fa col presidente, a cui devo moltissimo e ho lasciato la porta aperta. A Ferrara sto benissimo e qualsiasi decisione sarà condivisa”.



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