Semplici e la SPAL, atto sesto… e anche l’ultimo? Il titolo col quale La Gazzetta dello Sport apre la sua intervista esclusiva con l’allenatore spallino sembra suggerire uno scenario simile. Il mister, per la verità, non usa la parola “scappare” nel suo colloquio con Luca Calamai, ma comunque lascia intendere che i tempi siano maturi per una svolta nella sua carriera: “Ancora non ho concluso il mio lavoro. Quest’estate avrei potuto spiccare il volo. Ho avuto un’offerta importante (il Genoa? ndr), ma ho scelto ancora la SPAL. Contemporaneamente, però, mi sono iscritto a un corso d’inglese. Voglio parlarlo alla perfezione. Ci sarà un momento in cui dovrò salutare la mia seconda casa e andare a misurarmi altrove. Penso al percorso di Maurizio Sarri. Ha aspettato l’occasione giusta e l’ha colta al volo. Io sono pronto al salto di qualità. Me lo sono conquistato vincendo in tutte le categorie e con i risultati ottenuti in questi anni con la SPAL“.

Semplici conta di aver superato lo scetticismo relativo al suo passato: “Le società preferiscono gli ex calciatori di grido. I tifosi sono contenti, ci sono i titoloni sui giornali. Prima ci rimanevo male, ora è diverso. Ora il mio nome è entrato nella testa dei club di fascia alta. E’ una battaglia che ho vinto grazie al mio lavoro, come è stato per Sarri. O, tornando ancora indietro nel tempo, per Sacchi“.

Il presente però è ancora biancazzurro: “Dobbiamo vincere un altro scudetto, cioè conquistare un’altra salvezza. Guardo le partecipanti al prossimo campionato e sospiro. Cagliari, Genoa e Bologna hanno fatto un salto di qualità. La stessa Fiorentina non lotterà una seconda volta per la salvezza. Ci sono le tre neopromosse, noi… e pochi altri. Sarà dura, come sempre“.

Sullo sfondo, ma non troppo, il mercato che chiude il 2 settembre: “Spero di riavere almeno Bonifazi, uno che tra due-tre anni lotterà per vincere lo scudetto. Ora stiamo cercando altri giocatori come Petagna, elementi che vanno convinti delle loro potenzialità. La SPAL quest’estate ha scelto di cambiare pelle. Non siamo all’anno zero, ma quasi. Cerchiamo giocatori che abbiano voglia di rimettersi in gioco“.



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