A due giorni da SPAL-Lazio la dirigenza biancazzurra ha deciso di utilizzare la conferenza stampa di presentazione di Sala e Reca per rilasciare delle dichiarazioni molto forti e destinate inevitabilmente a fare discutere. Di seguito ecco le considerazioni dei patron Simone e Francesco Colombarini.

SIMONE COLOMBARINI
“Ho voluto indire questa conferenza stampa per esprimere il disappunto – il mio in particolare – per la situazione che si sta venendo a creare. C’è diffidenza nell’aria, quasi depressione, nei confronti di squadra e società. Sono stati messi in discussione gli obiettivi per le scelte di mercato o altro in generale. Ma il progetto SPAL deve coinvolgere tutta la città. Il nostro impegno ci sarà sempre, almeno finché vediamo unità di intenti. Questa sembra venire meno, spero sia solo un periodo complicato. È iniziato il terzo anno di serie A ed è inutile dire quanto possa essere difficile. L’obiettivo è e rimane la salvezza. Lo sanno tutti. Dobbiamo solamente lottare. E sarà così anche per le stagioni a venire, non cambia. Gli investimenti fatti sono stati tanti: giocatori, stadio e centro sportivo, e questi ultimi non sono di nostra proprietà. Avete visto la situazione del San Paolo? Ecco. Servono pazienza e del tempo. Sono amareggiato perché le voci non si placano, anzi, continuo a leggere e sentire in giro che la società avrebbe potuto fare di più. Non c’è nulla di male a salvarsi all’ultima giornata, anche se spero in cuor mio di farlo con un po’ di anticipo. Genoa e Fiorentina, che per parco giocatori e blasone sono qualche passo avanti alla SPAL, alla trentottesima giornata erano ancora lì a soffrire per garantirsi la permanenza in serie A”.

“Io non capisco perché due anni fa lottare per la salvezza fosse un vanto, oggi invece è un problema. Non me ne capacito proprio. Inconcepibile. Forse è il tredicesimo posto della passata stagione, ma lasciatemelo dire: è stata la combinazione di fortunate coincidenze, quando l’Empoli vinse con il Napoli la SPAL era con l’acqua alla gola. Solo i ragazzi della curva Ovest hanno capito la situazione, sembra. Li ringrazio pubblicamente per il comunicato. Non vedo unità”.

FRANCESCO COLOMBARINI
“Non posso che essere d’accordo con mio figlio, perché penso che l’umore dei tifosi degli appassionati di calcio funzioni un po’ come nel matrimonio: all’inizio c’è euforia, poi pian piano cala (ride; ndr). Però concordo su una cosa: la stampa locale ha pubblicato qualche nota pessimistica sulla questione dello stadio. Non ce lo aspettavamo, ma tant’è. Pensavamo di avere o giornali dalla nostra parte”.

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