Nella giornata in cui Simone Colombarini, Walter Mattioli e Davide Vagnati hanno cercato di mettere in chiaro alcuni concetti su investimenti, mercato e competitività della squadra, anche il dg Andrea Gazzoli ha voluto offrire il suo punto di vista sugli sviluppi recenti: “Il nostro lavoro impone ogni mattina di fare una rassegna stampa corposa e mi sono reso conto che le realtà descritte in questi giorni sono quantomeno distorte. La SPAL ha investito circa 54 milioni di euro da quando è stata promossa in serie A, numeri relativi solo ai calciatori. Un’altra cosa: il paracadute per un’eventuale retrocessione serve a poco, perché viene speso quasi tutti per gli ammortamenti degli ingaggi del parco giocatori. Inoltre, la dinamica di ripartizione dei diritti tv è notevolmente a svantaggio di squadre come la SPAL: gli introiti vanno nelle tasche di club che hanno cent’anni di storia in Serie A. Parliamo di un gap competitivo definito per legge. E la competitività aumenta di certo, sono salite dalla B piazze importanti come Lecce e Brescia che hanno fatto tanti anni nella massima serie e visto campioni straordinari. Poi, un’ulteriore precisazione: gli investimenti fatti dalla società SPAL per il centro sportivo G.B. Fabbri e lo stadio Paolo Mazza avranno rendimento zero perché sarà la città di Ferrra a usufruire dei benefici. L’infortunio di Fares ha influito: siamo dovuti intervenire per ovviare l’assenza di Momo, ergo: altri soldi per tesserare calciatori. Ma abbiamo in programma altri investimenti nel medio-lungo termine”.

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