Chiusa la parentesi di Omega Group come sponsor principale di maglia, la SPAL si prepara a fare un pezzo di strada con Orlandi Lubrificanti, azienda di rilievo nazionale con base a Consandolo (Ferrara). Per le prossime cinque partite dei biancazzurri (contro Cagliari, Napoli, Milan, Sampdoria e Udinese) a occupare lo spazio principale sarà il marchio OrOil. La novità è stata presentata in una apposita conferenza stampa che ha visto la partecipazione dei dirigenti di casa SPAL.

“Lo considero un passo importante – ha detto Simone Colombarini – perché avere aziende del territorio che credono in noi ci dà una spinta per continuare in questa direzione, oltre ovviamente al sostegno economico. Ringrazio l’azienda, noi metteremo in campo tutto quanto per far sì che questa partnership soddisfi tutti quanti”.

Il direttore commerciale Alessandro Crivellaro ha spiegato così l’iniziativa: “Orlandi è al nostro fianco da ormai tre anni e siamo cresciuti insieme. Quando una realtà del territorio diventa sponsor di maglia per me rappresenta un valore doppio. Oltre alla presenza come sponsor principale ci sarà una maggiore esposizione anche allo stadio. Questa impostazione andrà avanti per cinque partite, poi vedremo quali possibilità si presenteranno: personalmente ho sensazioni positive al riguardo. L’obiettivo è quello di trovare uno sponsor definitivo, ma sono sincero: queste soluzioni non dispiacciono né a me e né alla proprietà, perché lavorare con queste realtà dà molta soddisfazione, comunque vada. E’ chiaro che lo sponsor nazionale, bello da vedere e che tutti conoscono, fa gola. Ma sono contento anche così, di questo tipo di sviluppo che stiamo facendo“.

Andrea Orlandi, fondatore e titolare dell’azienda, ha raccontato di essersi avvicinato alla SPAL pur senza esserne un tifoso: “E’ un onore essere qui, ma devo dire la verità: non ho mai seguito il calcio, non mi è mai interessato. Da giovane simpatizzavo per il Bologna, ma in questi ultimi anni mi sono avvicinato alla SPAL per l’ammirazione che ho nei confronti della famiglia Colombarini e del presidente Mattioli. Perché ricordo bene quando il Consandolo, la squadra del mio paese, giocava con la Giacomense che era l’espressione di una comunità di 450 abitanti. Sono partiti da lì e hanno portato la SPAL in serie A: rappresentano un esempio vincente per tutti. Pensate che ho firmato il contratto nel giorno in cui la SPAL ha perso in casa contro il Lecce. Mi sono detto: ‘Porca puttana, vuoi vedere che adesso andiamo n B’. Ma non bisogna abbandonare la barca nel momento difficile e quel poco che faccio lo faccio molto volentieri. E spero che la SPAL in queste cinque partite faccia quindici punti (sorride, ndr)“.



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