Fin dai primi minuti della diffusione della notizia della separazione tra la SPAL e Davide Vagnati il chiacchiericcio social dei tifosi ha sostanzialmente candidato Sergio Floccari alla successione nel ruolo di direttore sportivo biancazzurro. Un chiacchiericcio talmente consistente da far alzare il sopracciglio anche ad alcuni addetti ai lavori, quando in realtà è decisamente improbabile che il club decida di affidarsi all’attuale capitano in una nuova veste.

In primo luogo per una questione di mancanza di titoli richiesti per il ruolo: Floccari allo stato attuale non ha un’abilitazione Figc per svolgere il ruolo di direttore sportivo (serve un corso di 144 ore, regolato da un bando di ammissione) e di conseguenza non potrebbe essere assunto per quel tipo di incarico. Il luogo comune vuole che il ds debba essere una figura dotata di varietà di contatti, buona reputazione e scaltrezza negli affari, ma in realtà le sue competenze vanno oltre e richiedono una formazione specifica che viene sintetizzata così dal regolamento federale in materia: “È direttore sportivo, indipendentemente dalla denominazione, la persona fisica, che, anche in conformità con il manuale delle licenze UEFA e con il sistema delle licenze nazionali per l’ottenimento delle licenze, svolge per conto delle società sportive professionistiche, attività concernenti l’assetto organizzativo e/o amministrativo della società, con particolare riferimento alla gestione dei rapporti fra società e calciatori o tecnici e la conduzione di trattative con altre società Sportive, aventi ad oggetto il trasferimento di calciatori, la stipulazione delle cessioni dei contratti e il tesseramento dei tecnici, secondo le norme dettate dall’ordinamento della FIGC“.  Nulla vieterebbe alla SPAL di assumere Floccari con un incarico diverso al termine del suo contratto da calciatore (30 giugno 2020) e di affiancarlo a un direttore sportivo effettivamente dotato dei titoli necessari, ma così la società si ritroverebbe a pagare due stipendi per un lavoro che in condizioni normali potrebbe essere fatto da una sola persona. Scenario che allo stato attuale non sembra tra quelli degni di maggior considerazione.

C’è poi il tema dei progetti di carriera dello stesso Floccari: l’attaccante di Vibo Valentia, 39 anni il prossimo 11 novembre, non ha ancora parlato pubblicamente della sua vita dopo l’eventuale ritiro (mai annunciato, in realtà) e in ogni occasione in cui gli è stato chiesto di un possibile futuro da dirigente ha abilmente dribblato la questione. Di fatto, anche in interviste recenti (non ultima quella rilasciata a Rtv San Marino) ci sono state allusioni anche ad una possibile prosecuzione dell’attività da calciatore. E’ decisamente improbabile che questo avvenga alla SPAL, visto che il contratto in scadenza non dovrebbe essere ulteriormente rinnovato dopo l’estensione della scorsa estate, fortemente caldeggiata da Leonardo Semplici.

Infine, e non è tema affatto secondario, ci sono da soppesare le strategie della stessa SPAL che dipenderanno in parte dalla sorte di questa stagione e dalle intenzioni di Luigi Di Biagio, anch’egli in scadenza il prossimo 30 giugno. Ad ogni modo, le indiscrezioni circolate già dal pomeriggio di giovedì 30 aprile lasciano presupporre che il prossimo direttore sportivo possa essere qualcuno dotato già di buona esperienza nel settore, nella fase centrale della propria carriera. I nomi apparsi qua e là – tutti da verificare – sono quelli di Giorgio Zamuner (1964, non avrebbe bisogno di presentazioni), Nereo Bonato (1965, attuale ds della Cremonese) e Marco Giannitti (1971, ex Frosinone).

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