La SPAL inizia male il trittico di scontri diretti che avrebbe dovuto avvicinarla alle rivali salvezza. Il 3-0 incassato dalla Sampdoria, pur non rispecchiando fedelmente quanto visto in campo, la avvicina sempre più alla retrocessione. Se la prestazione è stata decorosa, ancora una volta sono stati gli errori individuali a tagliare le gambe ai ragazzi di mister Di Biagio.

VOTO DI SQUADRA: 5,5 – L’equilibrio iniziale viene rotto da un errore in disimpegno, prima di Dabo e poi di Sala. La squadra però torna bene in partita, giocando con buona personalità e sfiorando il pareggio con Strefezza. Il crollo a fine primo tempo, con due gol in pochi minuti, decide però il risultato finale e, anche quando le occasioni per accorciare il risultato ci potrebbero essere, nemmeno la fortuna è dalla parte dei biancazzurri.

LETICA 5 – Sul gol di Linetty forse le perplessità sono superiori rispetto alle sue reali colpe, alimentate dall’immobilità mostrata. Sulla punizione del 2-0 di Gabbadini, pur essendo la traiettoria molto precisa, sembra ancora una volta in ritardo nella partenza.

CIONEK 6 – La generosità non gli fa difetto e di errori clamorosi non ne fa. Si vede forse più in fase di pressione e di spinta che nelle chiusure difensive. Ammonito, salterà la partita di giovedì contro l’Udinese.

VICARI 6 – Fino al tracollo di fine primo tempo è il migliore dietro, con diverse situazioni risolte (dal 15’ s.t. SALAMON ng – Entra quando la Sampdoria ormai è concentrata a mantenere l’ampio vantaggio, senza spingere).

BONIFAZI 5,5 – Il suo strapotere fisico spesso gli permette di fare bella figura nei recuperi, ma troppe volte eccede con la sicurezza finendo per commettere errori banali, seppure senza conseguenze gravi. Ramirez lo perdona nel primo tempo.

SALA 5 – Spinge molto, creando qualche problema al fronte destro della Sampdoria soprattutto nella prima mezz’ora. Il rinvio sui piedi di Linetty è però un errore che spalanca le porte della vittoria ai blucerchiati e ha un peso specifico enorme sulla partita.

STREFEZZA 6 – Si accentra molto rispetto al solito ed è quello che cerca di creare qualcosa con più insistenza. L’occasione più nitida per il pareggio ce l’ha sulla testa da buona posizione, ma la impatta centralmente, facilitando il compito di Audero.

DABO 5 – Corre tanto, soprattutto nella prima mezz’ora, ma i palloni persi in mezzo al campo sono troppi, come nel caso del retropassaggio che innesca l’azione dell’1-0 (dal 1’ s.t. VALDIFIORI 6 – Porta ordine in mezzo al campo, confermandosi un giocatore al quale Di Biagio difficilmente può rinunciare).

MISSIROLI 5 – Si piazza davanti alla difesa, cercando di fare il mestiere di Valdifiori, inizialmente a riposo. Non se la cava male, ma con la svirgolata che regala il 3-0 alla Sampdoria esce dalla partita.

MURGIA 5,5 – Pur fuori ruolo si dà molto da fare, interpretandolo a modo suo, tagliando spesso dentro al campo per cercare qualche spazio sulla trequarti. Poco cattivo a inizio secondo tempo quando si trova a tu per tu con Audero per il possibile 1-3 (dal 33’ s.t. TUNJOV ng – Pochi minuti, giusto il tempo di riprendere confidenza col campo dopo la lunga sosta forzata).

FLOCCARI 5,5 – Si muove molto, spesso troppo lontano dall’area di rigore, ma con la sua qualità è l’unico davanti a poter fare quel tipo di lavoro. Non trova mai la conclusione verso la porta e quando è in buona posizione viene servito malamente (dal 15’ s.t. PETAGNA 6,5 – In quarantacinque minuti da subentrato è il pericoloso di tutta la squadra e meriterebbe di entrare nel tabellino dei marcatori, ma la sfortuna glielo nega per due volte).

CERRI 5 – Tante botte prese e l’impegno non si può negare che ce lo metta. Mai pericoloso e anche in fase di rifinitura si vede solo con un paio di sponde sfruttando il suo fisico (dal 24’ s.t. CASTRO 5,5 – Vederlo trequartista sembra più un modo per trovargli un posto nel 442 che una vera e propria soluzione in cui il mister possa credere).

DI BIAGIO 6 – Sul risultato di questa partita le sue colpe sono davvero relative. Con mezza squadra inutilizzabile mette in campo la formazione migliore e anche il piano partita sembra poco attaccabile. Purtroppo per lui, come già successo al suo predecessore Semplici, sono gli errori e le ingenuità dei singoli a costare caro.



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