La conferenza stampa alla vigilia di Genoa-SPAL (domenica 12 luglio, ore 17:15, stadio Luigi Ferraris di Genova) è stata preceduta dall’incontro di una delegazione della curva Ovest con la squadra. Proprio da questo argomento mister Luigi Di Biagio ha voluto avviare il suo ragionamento.

È normale che ci sia tanta amarezza da parte nostra e da parte dei tifosi, è stato un incontro legittimo perché volevano far vedere il loro attaccamento verso a quello che sta succedendo. Hanno chiesto di dare qualcosa in più rispetto a quello che hanno visto nelle ultime gare. E’ stato un incontro civile, cordiale, che non mi è dispiaciuto perché avere un rapporto così ravvicinato non fa male a nessuno. Noi dobbiamo parlare poco, dobbiamo ascoltare, correre tanto e dare di più rispetto a quello che abbiamo dato nelle ultime gare“.

Questa squadra è praticamente ultima dall’inizio dell’anno. Io ho un po’ snaturato il suo modo di stare in campo. Da quando sono arrivato ho cercato di giocare le partite sempre per vincerle, snaturando il DNA che deve avere una squadra che gioca per salvarsi. In genere si dovrebbe avere una certa compattezza in fase difensiva per poi proporre un certo tipo di calcio. Ho cercato di imporre il gioco, non ci siamo riusciti, ho messo una squadra tecnica che riuscisse ad incidere di più in fase offensiva, non ci siamo riusciti. Poi è inevitabile ritornare ai soliti discorsi: se al primo tiro subiamo gol e negli ultimi 30 metri non incidiamo, tutto diventa maledettamente difficile. Non me la sento di dire che i giocatori non abbiano dato tutto o non abbiano corso. Però non sono stati attenti in alcune situazioni della gara. In alcuni frangenti ho visto una squadra vogliosa, che mi segue, che lotta. Poi ci sono momenti in cui ci smarriamo perché perdiamo le distanze, non riusciamo a palleggiare, corriamo male, ma anche quando non la riconosco è comunque una squadra mia. Quando le cose non vanno bene evidentemente devo trasmettere qualcosa di diverso, non è colpa dei ragazzi“.

Nonostante la posizione di classifica e il rendimento delle ultime giornate, Di Biagio sembra non voler perdere un certo ottimismo: ”Anche se sembra follia, io non guardo all’arrivare ultimi o penultimi, guardo qualcosa in più. Oggi parlare di riprendere il Lecce è utopia, però noi dobbiamo pensare che domani abbiamo un partita che in caso di vittoria ci fa riavvicinare a terzultimo posto. A nessuno piace essere ultimi, ma l’obiettivo deve essere fare bene e scalare una posizione per volta, non dobbiamo assolutamente arrivare ultimi, anzi dobbiamo avere il coraggio e la convinzione di fare qualcosa in più. Però è inutile che stiamo qui a parlarne, dobbiamo dimostrarlo, andare in campo e fare quello che ho detto prima: essere un blocco unico, correre l’uno per l’altro ed essere più incisivi in zona gol”.

Sulla formazione da schierare domani, prosegue poi così: “In questo momento il turnover è inevitabile. Sono passate circa trenta ore dall’ultima gara e gli allenamenti che facciamo sono tutti di recupero, nella speranza che arrivando a domattina qualcuno possa stare un po’ meglio. Poi valuterò di sciogliere quei due o tre dubbi che oggi ancora ho. Il modulo non cambia molto: 4-3-3 o 4-4-2, perché alla fine il supporto che bisogna dare all’attaccante va dato con più giocatori, al di là del modulo, dovremo andare più vicino all’area di rigore per cercare di fare gol. Bisogna non dimenticare le caratteristiche di questa squadra, il fatto di giocare sempre all’ultima spiaggia li porta ad avere un atteggiamento diverso e questo si paga a caro prezzo. Questo è ciò che è successo nelle ultime gare. Il risultato fa la differenza, quindi quello che dobbiamo fare in questo momento è far finta che la classifica non esista e pensare alla partita col Genoa come una partita che noi dobbiamo provare a vincere. Lottare fino all’ultimo anche per non perderla, con la tenacia di una squadra compatta. Il Genoa è un’altra squadra in difficoltà come noi, proverà a vincere la partita, concretizzare quello che gli potrà capitare, dovremo essere bravi a contrattaccare, ma conteranno meno le doti tecniche, conterà di più la forza mentale“.

Gli indisponibili saranno Berisha, Fares e Valoti, mentre potrebbero rientrare altre pedine importanti: “Reca l’ho messo in campo con l’Udinese facendomi il segno della croce, invece ha risposto bene e domani ha grosse possibilità di iniziare dal primo minuto. Di Francesco sta meglio, non era ancora in condizione tre giorni fa, ma domani avrà avuto tre giorni in più di allenamento per trovare più sicurezza e potrei pensare di inserirlo negli ultimi minuti in caso di necessità“.

Tra le varie cause della situazione problematica di questa stagione può esserci anche la mancanza di un leader? Secondo il mister non sarebbe questo il problema: “Non credo che a questa squadra manchi un leader. Questo  può essere un luogo comune che lascia il tempo che trova: a volte il leader lo trovi in campo, altre volte lo trovi in panchina, altre volte è leader chi trova semplicemente una parola di conforto per gli altri. Il fatto è che abbiamo perso delle certezze, abbiamo perso delle convinzioni che quando sono arrivato già non c’erano ma che avevo ritrovato. Poi per una serie di motivi, quando non porti a casa i risultati, ti viene a mancare tutto e quindi si può parlare di leader, di gruppo, di sintonia, di motivazioni, ma secondo me non è questo il problema. Secondo me si tratta solo di ritrovare quelle certezze che sono mancate e le possiamo trovare solamente compattandoci dentro al campo, perché fuori lo siamo, ma dentro al campo dobbiamo fare qualcosa di più tutti assieme per aiutarci. Al di là di quello che succederà, dobbiamo aiutare il compagno in campo, dobbiamo non lamentarci, uscire la campo a testa alta, magari dicendo: non siamo riusciti a vincere la partita ma abbiamo dato dimostrazione di essere una squadra, l’obiettivo deve essere questo, poi i risultati potrebbero essere una conseguenza“.



Leaderboard Derby 2019