Nell’eventuale rosa di nomi per un ipotetico dopo-Di Biagio non si potrà inserire quello di Gianni De Biasi. L’allenatore veneto, 64 anni, ha infatti accettato l’incarico di nuovo commissario tecnico della nazionale dell’Azerbaigian.

Un ritorno di De Biasi alla SPAL aveva costituito una possibilità in almeno un paio di occasioni nelle ultime stagioni (febbraio 2018; dicembre 2019), ma in entrambi in casi non se ne fece nulla. Nel suo biennio a Ferrara, dal 1997 al 1999, conquistò una promozione in serie C1 e una Coppa Italia di serie C, per poi lasciare a causa di dissapori con l’ex presidente Giovanni Donigaglia.

Ora, a distanza di due anni e mezzo dall’ultima esperienza (Alavés, novembre 2017) il tecnico originario di Sarmede (TV) riparte da una nazionale. Il ricordo degli eccellenti risultati conseguiti con l’Albania (2011-2017) è ancora fresco, grazie soprattutto alla prima e storica qualificazione ad un campionato Europeo, avvenuta nel 2016.

La sfida che si presenta con l’Azerbaigian appare decisamente più complessa. La nazionale azera è attualmente 114^ nel ranking Fifa, dietro a Thailandia, Niger, Zimbabwe, Faroe e Repubblica Centrafricana. Le recenti qualificazioni per Euro 2020 hanno visto la squadra conquistare la miseria di un punto nel proprio girone, con un bilancio di un pareggio e sette sconfitte. Le prestazioni nella Nations League sono state invece più incoraggianti, con un secondo posto nel girone D di quarta fascia, davanti a Faroe e Malta.

La larghissima maggioranza dei calciatori azeri gioca in patria nei due principali club: il Neftchi di Baku e il Qarabag, squadra originaria della regione del Nagorno-Karabakh che ha traslocato nella capitale nel 1993 a causa della guerra tra separatisti armeni e il governo locale. L’unico giocatore a far parte di una rosa in un campionato di alto profilo è Renat Dadashov, attualmente sotto contratto con il Wolverhampton nella Premier League inglese.

Il governo azero negli ultimi anni ha dato prova di credere molto nello sviluppo del calcio a livello internazionale, ospitando la finale di Europa League del 2019 ed entrando nel novero di località in cui si sarebbero dovute disputare alcune gare dell’Europeo itinerante del 2020.



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