A tre giorni dall’incontro tra la dirigenza della SPAL e i rappresentanti degli sponsor, la società ha diffuso un video che contiene estratti significativi degli interventi di Simone Colombarini e Walter Mattioli. Nelle considerazioni del patron sono contenuti diversi riferimenti a temi di strettissima attualità.

Noi siamo qui da sette anni e quando siamo arrivati abbiamo impostato un programma che era indipendente dai risultati sportivi. Poi ogni anno ci siamo trovati a vincere il campionato o raggiungere l’obiettivo massimo, anche andando al di là di quelle che potevano essere le nostre aspettative. Abbiamo sempre gestito situazioni nelle quali si otteneva di più di quello che pensavamo. Questa volta invece la situazione è diversa. Ci siamo fatti trovare pronti nei bei momenti e lo faremo anche adesso. Il pubblico di oggi è fatto di imprenditori: quando si dirige un’azienda e si imposta un programma non si può pensare che il solo risultato sportivo possa avere un’influenza così grandi sulle aspettative future. Un’azienda va programmata con investimenti, previsioni di entrate e uscite, e deve avere sempre un progetto a lungo termine. La sopravvivenza della società deve essere sempre garantita in qualsiasi momento. Il nostro progetto progetto iniziale non era di arrivare in serie A o in una certa posizione di classifica, era quello di ritrovare una città unita verso i propri colori. Quello che mi dà più fastidio in questo momento non è la nostra posizione in classifica, ma è che molte parti della città, di quella città che si è sempre dimostrata attaccatissima alla SPAL negli ultimi tre-quattro anni, ora iniziano a vedere grigio, nero o bianco sporco. Non c’è più quell’unità di intenti, come a dimostrare che il risultato sportivo era l’unico obiettivo. Per noi non è così, non lo è mai stato“.

Le nostre intenzioni continuano a essere quelle di qualche anno fa e spero che possano proseguire con lo stesso entusiasmo del passato. Lo dobbiamo trovare al nostro interno, ma lo dobbiamo riscontrare anche in città. So che tanti sono d’accordo con noi, qualcun altro lo è un po’ meno, ma faremo il possibile per convincere gli scettici. Vorrei rivedere uno spirito diverso, la voglia di lottare tutti insieme. E’ ovvio che i nostri calciatori non ci stanno aiutando tanto, perché nelle partite questo spirito si fa fatica a percepirlo. Cercheremo di cambiare registro al più presto. L’anno prossimo dovrà essere completamente diverso da questo. Tornare a giocare e vincere delle partite potrà riportare l’entusiasmo che sembra si stia affievolendo“.

La domanda (sulle presunte trattative di cessione della SPAL, ndr) mi è stata fatta tante volte e ho sempre detto che siamo qui, abbiamo iniziato un progetto e lo vogliamo continuare. Fino a quando non lo so, ma ad oggi non c’è nessun motivo per interromperlo e vogliamo andare avanti. Il nostro apporto alla stagione finisce il 31 gennaio, dopo quella data possiamo fare molto poco e quindi non si vede il motivo di essere sempre sui giornali. Ci sono dei giocatori e un allenatore che vanno in campo. Mi stancherò della SPAL solo quando sentirò la gente dire che non è più interessata e non la segue più. Che il nostro lavoro è insufficiente. Quello che mi fa arrabbiare di più è leggere sui giornali che abbiamo speso poco e male. Sul male posso anche essere d’accordo, si è assunto le responsabilità il presidente, ma lo faccio anch’io. Se le dovranno assumere anche i nostri collaboratori che il mercato l’hanno fatto (Davide Vagnati, ndr). Però sul poco… non c’è il nostro commercialista presente oggi, altrimenti gli chiederei di mostrare i numeri”.

“Questo è l’anno in cui di gran lunga abbiamo speso di più. Tre anni fa abbiamo iniziato la serie A con un costo degli ingaggi dei calciatori di 21 milioni di euro lordi. All’epoca tutti erano entusiasti di partecipare a quel campionato e tutti sapevano che sarebbe stato difficile, però ci credevamo, abbiamo lottato e ci siamo salvati all’ultima giornata. Quest’anno arriveremo vicini ai 33 milioni di euro lordi di ingaggi. Forse li abbiamo spesi male, ma non accetto si parli di poco. Continuiamo a essere a Ferrara, una città che può godere di incassi da diritti tv, dal pubblico e dagli sponsor. Quest’ultima voce è cresciuta moltissimo in questi anni e siamo contenti perché ci ha sempre permesso di provare a fare un passettino in più. Ma non salti e corse in avanti. Quest’anno abbiamo fatto anche uno sforzo in più, perché quando le cose iniziavano a mettersi male abbiamo deciso di provare a spendere ancora. Accetto tutte le critiche sugli errori, tranne quella sulle spese“.

La trascrizione dell’intervento di Walter Mattioli, almeno la parte contenuta nel video diffuso dalla SPAL, è contenuta in quest’altro articolo.



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