Di certezze, in tempo di pandemia, un allenatore ne può aver poche. Nel caso di Pasquale Marino sembra esserci la consapevolezza di dover trovare spirito d’adattamento, ma anche la chiave per aiutare la SPAL a scrollarsi di dosso insicurezze e complessi d’ansia. Questo il riassunto delle le considerazioni del tecnico alla vigilia della partita col Vicenza (sabato 24 ottobre ore 14).

TURNOVER – “Qualcosa cambieremo, anche perché rispetto all’ultima partita qualcuno lo recuperiamo, ad esempio Dickmann. Dove si potrà fare alterneremo gli uomini per gestire meglio le energie. Abbiamo avuto alcuni imprevisti e sarà necessario fare di necessità virtù. Di Francesco potrebbe essere tra i titolari, anche se non so quale autonomia abbia. Dobbiamo aumentare il suo minutaggio perché è un giocatore che ci è mancato tanto. Floccari invece sta migliorando, ma non sappiamo in maniera precisa quando potrà essere a disposizione. Tra i ragazzi della Primavera convocheremo sicuramente Moro perché in attacco siamo un po’ carenti a livello numerico“.

FINALI FATALI – “Diciamo che nell’ultima partita c’è stato un calo dovuto anche alle emergenze in certi reparti, come in attacco o tra gli esterni. Siamo stati costretti a far giocare ragazzi che non sono al meglio della condizione fisica, come Sala che è stato in isolamento per dieci giorni o Ranieri che non faceva una partita intera da tempo. Di conseguenza c’è stato anche un calo atletico. Poi capita che ci siano ansia e voglia di portare a casa il risultato pieno e questo paradossalmente ci frena perché smettiamo di giocare come sappiamo. A Empoli però eravamo in totale emergenza perché rinunciare a D’Alessandro, Dickmann, Strefezza, Paloschi e Floccari e avere Di Francesco a mezzo servizio è un problema. Nonostante tutto questo potevamo fare un risultato migliore“.

REBUS ATTACCO – “Numericamente, senza una punta centrale di ruolo, abbiamo sofferto certe situazioni. Purtroppo i problemi maggiori sono lì, perché non abbiamo mai avuto tutti a disposizione a causa dei vari infortuni. Quella di un cambio di modulo è un’opzione, ma c’è poco tempo per apportare modifiche che poi potrebbero portare equivoci o confusioni. Andiamo avanti con l’attuale impostazione con tre difensori, quattro centrocampisti e tre uomini d’attacco. Poi lo sviluppo in attacco lo potremo fare con trequartista e due attaccanti oppure tre attaccanti. Dipenderà dalle circostanze, ma anche dai momenti della partita“.

LE SCORIE DELLA RETROCESSIONE – “In genere può capitare che si porti dietro qualcosa. A me personalmente è successo a Frosinone (2016/2017) e prima di rimetterci in carreggiata abbiamo perso tempo, subendo tre sconfitte nelle prime sette partite. Le prestazioni con una certa continuità non arrivavano. Ma non possiamo pensare a queste cose. Prima si parlava della retrocessione, poi del mercato, quindi della preparazione corta. Ci sono stati tanti ostacoli sul fronte psicologico e dell’organizzazione. Però il mercato è chiuso ormai da tempo: chi è rimasto qui ora deve starci con la testa. Perché per quanto i ragazzi si siano allenati bene un conto è sapere di rimanere, un altro avere sempre l’interrogativo. Dopo la chiusura del mercato abbiamo fatto due partite: la migliore a Pordenone dove abbiamo pagato delle disattenzioni e un’altra a Empoli in cui la prestazione non è stata così buona. Però l’Empoli è una candidata alla promozione diretta, ha giocatori molto forti. L’abbiamo affrontata con tante defezioni importanti e nonostante questo siamo rimasti in partita fino alla fine. Per cui il bicchiere può anche essere visto mezzo pieno, pur con la consapevolezza di dover migliorare perché ci sono disattenzioni evitabili attraverso la voglia e una concentrazione massima. Dobbiamo sopperire alle assenze con altre armi, la squadra ha voglia di svoltare. Ci serve una vittoria per avere serenità e mettere la qualità che hanno i singoli a servizio della squadra“.

IL VICENZA – “Arriva con tanto entusiasmo ed è un matricola solo sulla carta. L’organico è di grande qualità. Hanno una buona organizzazione tattica e dobbiamo stare attenti alle ripartenze. Hanno esterni come Dalmonte e Vandeputte che sono giocatori importanti, oltre che veloci. Si chiudono bene e sanno ripartire“.

LEADERSHIP – “Dobbiamo crescere in tutto e cercare di aiutarci in campo. Più della leadership conta il gruppo e la voglia che dobbiamo mettere per superare i momenti di difficoltà“.

I RAPPORTI CON LA PROPRIETA’ – “Ci confrontiamo tutti i giorni dall’inizio della stagione“.

 

INDISPONIBILI: M. Gomis (Covid-19), Viviani (?), Strefezza (Covid-19), D’Alessandro (infortunio), Floccari (infortunio), Paloschi (Covid-19).

IPOTESI DI FORMAZIONE (3412): Berisha; Salamon, Vicari, Tomovic; Dickmann, Esposito Sal., Valoti, Sala; Castro; Di Francesco, Esposito Seb.

foto: Isabella Gandolfi / SPAL



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