Il direttore sportivo della SPAL Giorgio Zamuner ha partecipato in qualità di ospite all’appuntamento di LoSpallino [email protected], la diretta Facebook del mercoledì sera organizzata dalla nostra redazione.

SPAL CHE VIAGGIA VELOCE – “Eravamo consapevoli di avere una squadra con un valore tecnico di un certo tipo e l’obiettivo era quello di provare a disputare un campionato di vertice. Il mercato ci ha permesso di operare in un certo modo, seppure in maniera limitata. Volevamo ringiovanire la squadra, cercando di mantenere l’ossatura della stagione precedente. Credo che il mix stia funzionando. Abbiamo avuto una partenza un po’ lenta, dettata dalle scorie della retrocessione e dal mercato lungo. Certi giocatori avevano il pensiero di ritrovare la serie A, ma poi si sono messi tutti lì con la testa per fare più punti possibili. La strada intrapresa è quella ci auguravamo. Non abbiamo fatto niente, ma il trend è positivo e ci fa ben sperare”.

MARINO CHE HA VINTO LO SCETTICISMO – “Percepire gli umori della piazza è un po’ difficile senza il pubblico allo stadio. Con Marino ho fatto una scelta ben precisa perché serviva un allenatore esperto, che sapesse far giocare bene la squadra e fosse in grado gestire un gruppo reduce da una retrocessione. E’ un personaggio che non ama apparire o fare dichiarazioni roboanti, quindi magari inizialmente non è riuscito a trasmettere l’entusiasmo, la passione e la competenza che ha. Però è un allenatore molto preparato e in grado di trasmettere principi di calcio alla squadra. A oggi credo che anche lui possa aver acquisito punti tra i tifosi. Gli va dato merito di aver plasmato una squadra che vince da cinque partite consecutive, peraltro utilizzando tanti giocatori. Non era scontato in così poco tempo, visto che non abbiamo potuto fare una preparazione normale”.

I GIOVANI IN PRESTITO – “In sede di trattativa le società di appartenenza non ci hanno concesso possibilità di diritti di riscatto per nessuno. Questo ovviamente è successo a settembre, in una finestra atipica. Mi sono speso con le società di appartenenza dicendo che nel caso in cui la SPAL andasse in un certo modo io avrei piacere di poter tenere in una categoria che non mi va di nominare. L’idea della SPAL è di fare una squadra giovane, con gente che ha voglia e prospettiva. Ferrara può permettere a questi ragazzi di crescere in un ambiente che conoscono. Sono discorsi che avevo fatto anche a settembre, ma che magari si potranno affrontare di nuovo”.

DIFFICOLTA’ E ASPETTATIVE – “Sapevo che la retrocessione e la mancanza del pubblico potevano comportare qualche problema, però sono sempre stato convinto che la squadra, una volta chiuso il mercato, potesse diventare forte perché ci sono tutti giocatori bravi e i giovani vogliono giocarsi il posto. Le difficoltà iniziali erano in preventivo. Nella mia idea di gioco la SPAL ideale è quella del primo tempo della partita contro la Salernitana e penso che questo gruppo sia in grado di fare quel genere di prestazione con continuità. L’ha fatta per un’ora a Pordenone, a tratti anche a Empoli: chiaro che non si può fare per 90 minuti, ma per gran parte della partita sì. Questo tipo di gioco viene meglio se affronti avversari che ti sfidano a viso aperto, mentre contro squadre che si chiudono, come il Pescara, diventa più complicato”.

PROSPETTIVE DI GENNAIO – “Il famoso mercato di gennaio, detto mercato di riparazione, di solito serve per sistemare, coprire e rinforzare. Le domande sono un po’ premature perché la rosa della SPAL è molto ampia e abbiamo tanti doppioni in tutti i reparti. Sotto il profilo numerico siamo un po’ sopra la media, ma oggi ci riteniamo fortunati viste le partite che ci sono da giocare e i rischi legati al Covid-19. Il pensiero di rendere più forte la squadra è normale che possa venire, a maggior ragione se ci si ritrova in una posizione di classifica di netto vantaggio. Però sono davvero convinto che la squadra sia forte così e in certe situazioni rompere l’alchimia che si è creata potrebbe non essere una cosa molto saggia. Poi se dovessimo renderci conto che ci manca qualche pedina saremo pronti per non farci sfuggire l’occasione di regalare al pubblico un’altra gioia. Oggi non è una priorità, tra 7-8 partite avremo un quadro più chiaro”.

FUORI DAI CONFINI – “Per il mercato estero non ci manca niente: normale che anche lì ci siano opportunità con giocatori che quasi sempre costano un po’ meno di quelli italiani, ma spesso si rivelano un po’ meno bravi al confronto. A me piace l’idea di proporre una squadra giovane perché sono convinto che i ragazzi cresciuti in Italia siano molto bravi e in generale si fa fatica a dargli spazio e fiducia. Chiaro che un occhio al mercato estero ci deve sempre essere perché possono capitare opportunità importanti. Ma in questo momento penso che la SPAL si debba concentrare sul mercato italiano”.

TRATTENERE I BIG – “L’obiettivo iniziale era di rimettere in sesto i conti della società perché sono stati fatti contratti importanti e difficili da sostenere in serie B. Alcuni dei nostri giocatori non sono mai stati in discussione sotto un punto di vista tecnico, ma solo per il discorso economico. Normale che se dovessimo essere in una posizione di classifica molto più vantaggiosa di quella che abbiamo adesso non credo andremo a disperdere il nostro patrimonio”.

ARDEMAGNI LAST MINUTE – “Quella per Ardemagni è stata una trattativa concreta e anche abbastanza vicina alla conclusione perché avremmo fatto uno scambio con un giocatore (Jankovic, ndr) che per caratteristiche si sovrapponeva con altri, mentre in caso di buona riuscita avremmo preso un elemento con qualità un po’ diverse. Ardemagni avrebbe potuto darci forza, peso e impatto fisico. Tra 6-7 partite faremo una riflessione e vedremo se ci sarà ancora questa esigenza. A conti fatti non credo che la SPAL abbia un problema nel fare gol: abbiamo uno tra gli attacchi più prolifici della serie B e in genere i campionati di vertice si fanno grazie alla difesa forte. Abbiamo tanta fiducia in Paloschi che finora è stato sfortunato e finora ci è mancato Floccari che può dare un gran contributo. Mettiamoci Castro, Brignola, Di Francesco: in rosa ci sono tanti giocatori che possono garantire dei gol. A fine dicembre tireremo una riga assieme a proprietà e allenatore e vedremo cosa ci sarà da fare. Poi se dovesse capitare un’occasione che ci può far fare l’ulteriore salto di qualità ci faremo trovare pronti”.



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