Un Pasquale Marino insospettabilmente di buon umore ha affrontato la conferenza stampa di presentazione di SPAL-Chievo (martedì 15 dicembre, ore 21) col proposito di analizzare meglio quanto avvenuto nell’ultimo turno e tratteggiare ciò che la sua squadra dovrà fare nel match del 12° turno di campionato.

DELUSIONE – “Da parte nostra ci deve essere voglia di riscatto perché sappiamo che a Cittadella abbiamo sbagliato la partita e l’approccio non è stato quello di sempre. Nei primi 20-25 minuti eravamo in gara, poi in maniera graduale ci siamo spenti e non abbiamo fatto quello che possiamo e dobbiamo. Di conseguenza ci deve essere voglia di rialzarsi subito e per fortuna si gioca subito: siamo arrabbiati per quello che non abbiamo fatto“.

INDISPONIBILI – Ancora una volta non ci saranno Berisha (Covid-19), Ranieri (lesione muscolare), Dickmann (lesione muscolare) e Viviani (problemi muscolari). In compenso arrivano buone notizie su Okoli e Ranieri, mentre D’Alessandro probabilmente dovrà stringere un po’ i denti. Così lo stesso Marino sulla situazione dell’infermeria: “Okoli sta bene e ha fatto gli ultimi due allenamenti: ha un quarto d’ora d’autonomia, magari sarà al 100% per la partita successiva. Ranieri a giorni dovrebbe riaggregarsi al gruppo, così come Dickmann: entrambi stanno recuperando bene. D’Alessandro si è allenato a parte oggi, ma in quel ruolo possono giocare sia Strefezza e Sernicola“.

SCOSSA E MIGLIORAMENTO – “Credo che se abbiamo dei valori una sconfitta come quella di sabato ci debba far tornare con i piedi per terra, perché magari inconsciamente l’approccio generale non è stato quello normale. Ci deve essere una reazione forte, fatta di cattiveria agonistica. Sappiamo che dopo un periodo molto positivo abbiamo steccato su tutto. Se alla vigilia della partita ho detto che dovevamo migliorare l’atteggiamento generale fuori casa, su questo abbiamo fatto dei passi indietro. Nelle volte precedenti c’era stata solidità, pur non giocando alla grande. Stavolta invece ci sono state disattenzioni, anche sui calci piazzati, che in altre circostanze non s’erano viste. Abbiamo sbagliato una partita e ci può stare: è la prima volta in cui accade in questa stagione. Ci abbiamo messo un masso sopra e non possiamo farci condizionare nei prossimi impegni. Accettiamo la lezione e guardiamo avanti, col proposito di fare quello che abbiamo fatto finora“.

MAL DI TRASFERTA – “Per capire i motivi di questa differenza d’approccio ci vorrebbe uno scienziato (ride, ndr). E’ strano perché non c’è il pubblico e questo potrebbe condizionare maggiormente. Ci stiamo lavorando ed è senz’altro un aspetto di natura psicologica. Col Cittadella è mancata la cattiveria agonistica che serviva. Abbiamo sbagliato sotto il profilo tecnico sia quando pressati, sia in assenza di pressione. Si vede che in questo momento c’è differenza tra le partite in casa e quelle fuori. Tra i nostri obiettivi ci deve essere quello dell’avere lo stesso atteggiamento a prescindere dal campo. Sappiamo che le nostre avversarie a volte vengono ad aggredirci in maniera anche scriteriata per cercare di limitare le nostre fonti di gioco, a prescindere dal luogo in cui si sta giocando. Però questo deve diventare un vantaggio per noi, perché se riusciamo a superare il primo pressing poi si creano spazi per far male con gli attaccanti. Soprattutto nel nostro caso visto che abbiamo giocatori tecnici e in grado di creare superiorità numerica“.

FIDUCIA – “Non sono uno a cui piace stravolgere la formazione da una partita all’altra, anche perché si paga molto di più la terza di una serie di partite. Per cui ci saranno tre o quattro cambiamenti rispetto alla partita precedente“.

GLI AVVERSARI – “Il Chievo ha fatto una partita importante contro la Reggina. Ha esterni veloci come Garritano e Canotto, che attaccano bene la profondità e mettono buoni palloni in area. In attacco ci sono elementi di grande fisicità come De Luca, Margiotta e Djordjevic. Penso sia una squadra costruita per fare un campionato di vertice, al pari nostro, del Lecce e dell’Empoli“.

ASPETTATIVE – “Arrivati a questo punto magari potevo aspettarmi qualcosa in meno del terzo posto, viste le difficoltà iniziali, penso sia inutile negarlo. Al momento devo ringraziare il gruppo per quello che ha fatto, perché tanti si sono allenati senza la certezza di rimanere, col mercato che era quello che era. La preparazione è stata fatta in tempi ristretti e in condizioni del genere i valori faticano a emergere. Quando non si è al massimo delle proprie possibilità, soprattutto fisiche, il divario tra squadre con diversi livelli di qualità si fa meno accentuato. Noi non siamo ancora al massimo: avevamo iniziato con un certo tipo di progetto e poi abbiamo cambiato direzione. Siamo stati bravi a metterci alle spalle tutti i problemi del precampionato e reagire alla sconfitta di Empoli che peraltro è nata in circostanze abbastanza strane“.

Ipotesi di formazione (3412): Thiam; Tomovic, Vicari, Salamon; Sernicola, Murgia, Missiroli, Sala; Castro; Di Francesco, Paloschi



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