La Coppa Italia è un’opportunità, ma non esattamente una priorità. Pasquale Marino non l’ha detto in maniera esplicita nel corso della conferenza stampa di presentazione di Sassuolo-SPAL (giovedì 14 gennaio, ore 17.30), ma in fondo è questa la sensazione ricavata dalle sue considerazioni. A Reggio Emilia andrà in campo una squadra che il tecnico ha definito “competitiva“, ma che presenterà diverse variazioni rispetto alla versione da campionato: “Ci saranno delle novità, perché dobbiamo gestire le energie in vista dell’impegno di campionato (lunedì 18, contro la Reggiana) e avremo solo quattro giorni di recupero. Qualche giovane ci sarà sicuramente, magari a partita in corso. Verrà schierata una formazione in cui ci sarà anche chi ha giocato meno, ma comunque competitiva“.

INDISPONIBILI – Marino non avrà a disposizione Okoli (squalificato), Viviani (problemi muscolari) e Paloschi (affaticamento). L’attaccante, a detta dello stesso tecnico, è fuori solo per precauzione e tornerà ad allenarsi con i compagni già nella giornata di venerdì. Tornerà invece tra i convocati Etrit Berisha: “Si è allenato da un po’ di tempo e sta recuperando la condizione“.

SASSUOLO – “Tra le avversarie di serie A che ci potevano capitare questa è la peggiore, perché il Sassuolo ha lanciato diversi giocatori e dal punto del gioco esprime un calcio di qualità, propositivo, in cui è facile valorizzare i giocatori. Al di là dei numeri e dei moduli ammiro la loro mentalità. Non sprecano mai una palla, iniziano dal basso con grandissima personalità ed è difficile andare a pressarli alti perché ti attraggono nella loro metà campo, se non proprio in area, per poi cercare gli spazi alle spalle per fare male. E’ una squadra molto organizzata che interpreta bene la mentalità dell’allenatore. Per noi sarà una partita complicata, ma non ci dobbiamo snaturare ed evitare di pensare di volerli limitare nel palleggio. Dobbiamo essere bravi nel fare le nostre giocate, riducendo al minimo gli errori tecnici“.

DE ZERBI – “Siamo sempre stati in ottimi rapporti, mi arrabbiai solo quando lasciò Catania dopo la vittoria del campionato per andare a Napoli, ma già qualche mese dopo chiese di tornare. Ci rimasi male perché lo consideravo un giocatore importante, ma da allora siamo andati d’accordo. Non la vedo come una sfida tra maestro e allievo perché lui era già un allenatore in campo: vedeva cose che altri non vedevano alla sua età e si era capito che avrebbe fatto questo mestiere. Ha intuito, è geniale, farà una grande carriera con squadre di altissimo livello“.

SALAMON – “La sua partenza mi è dispiaciuta perché parliamo di un professionista serio che si è sempre fatto trovare pronto. Anche quando non ha giocato si è allenato sempre al meglio. Però quando per un calciatore c’è l’opportunità di tornare a casa non è giusto opporsi. Se avessi fatto saltare il trasferimento avrei dovuto dare garanzie tecniche che non posso dare a nessuno. Se blocchi un giocatore e poi non lo fai giocare nascono dei problemi. Vale per lui e per tutti gli altri. Mi è dispiaciuto, ma è stata una sua volontà che abbiamo accettato. Anche a fronte della sua partenza non credo ci sia bisogno di fare innesti in difesa. In questa stagione abbiamo visto pochissimo Okoli, che ha avuto problemi all’inizio e poi s’è fatto male quando aveva iniziato a giocare alcune partite da titolare. Ora ha recuperato e per noi è come un acquisto per il girone di ritorno. Inoltre c’è anche Spaltro che cresce a vista d’occhio allenandosi con giocatori più esperti di lui“.

MORA – “Su di lui non posso dire niente perché ancora è un giocatore dello Spezia. Se e quando arriverà, ne parlerò. Ad ogni modo non vedo problemi col suo ruolo, può giocare sia nel centrocampo a tre, sia a due. Non sono quei dieci metri di campo a fare la differenza“.

MODULO – “Non sono mai i numeri che contano, ma gli atteggiamenti. A Frosinone serviva un mediano basso e abbiamo giocato a tre in mezzo, avvicinando le due punte (352). Ma non abbiamo cambiato più di tanto rispetto al solito. Lavoriamo con la difesa a tre e i due esterni di centrocampo, poi abbiamo diverse soluzioni. Possiamo invertire il triangolo in mezzo al campo oppure giocare con due trequartisti, è importante essere elastici. A me interessa l’atteggiamento aggressivo, a volte spregiudicato, che dobbiamo sviluppare bene nella fase di palleggio. Lì facciamo errori negli ultimi metri e dobbiamo portare più uomini in area. Per il resto la squadra deve essere pronta a qualsiasi soluzione. L’importante è aver assimilato il modo di stare in campo, a prescindere dal sistema di gioco. Poi dipende dalle dinamiche del mercato: dovesse arrivare un giocatore con determinate caratteristiche dovremmo cercare di adattarci per evidenziarle, sempre che sia un elemento in grado di fare la differenza. Il problema in questo momento non si pone e quindi andiamo avanti con quelli che ci sono e siamo contenti di farlo“.

 

IPOTESI DI FORMAZIONE (3421): Berisha; Spaltro, Vicari, Ranieri; Strefezza, Esposito Sal., Murgia, Sala; Castro, Brignola, Floccari.

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