Sergio Floccari (1981) è uno dei decani della serie B 2020/2021 (secondo solo a German Denis per anzianità), ma nella partita di Coppa Italia contro il Sassuolo ha dimostrato ancora una volta quanto può essere prezioso, rimanendo in campo per tutti i 95 minuti di partita.

L’edizione del 16 gennaio del Corriere dello Sport-Stadio gli ha dedicato una pagina intera con un’intervista realizzata da Tullio Calzone. Di seguito i passaggi più interessanti.

I GOL E L’ESEMPIO – “È chiaro che i gol sono importanti, ma in questa fase della mia carriera l’atteggiamento è alla base di tutto. […] Penso che ognuno abbia il proprio segreto. Al di là di tutto, una certa mentalità e la predisposizione al sacrificio fanno sempre la differenza. L’esempio di Rodrigo Palacio è un classico. Il filo conduttore deve arrivare dall’atteggiamento e dalla predisposizione a lavorare nella direzione della squadra. Io spero di dare il mio contributo partendo da queste due qualità“.

OBIETTIVI – “Marino può aprire un nuovo ciclo alla SPAL e noi possiamo contribuire perché ci siamo trovati bene da subito. La SPAL di Semplici ha fatto un percorso incredibile dalla serie C alla A, mentre quella di oggi non è più una sorpresa ed è percepita da tutti come una favorita. Questo complica le cose. Sappiamo di avere un organico importante e possiamo ancora crescere. Le antagoniste non mancheranno. Sarà fondamentale la continuità e capire cosa migliorare, perché i nomi non bastano per vincere. Intanto pensiamo alla Reggiana. Sappiamo che è un derby sentito dalla nostra tifoseria e vogliamo vincerlo“.

PARAGONI – “Diciamo che sono stato l’attaccante che avrei dovuto essere. Ho cercato di imparare da tutti sin da giovane. Ma non mi sono mai ispirato a un solo modello. Anche perché sono un calciatore atipico e per ciò faccio fatica anche a trovare un erede“.



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