Forse l’ho colpita troppo bene“. Così Jacopo Segre ha commentato l’occasione clamorosa avuta negli istanti finali di SPAL-Empoli. Lo ha fatto nel giorno della sua presentazione ufficiale, a ormai due settimane piene dal suo ingaggio (in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione) dal Torino. “Il pallone aveva anche rimbalzato bene, magari se l’avessi colpito in maniera più sporca avrei potuto fare gol. Ma ci saranno altre occasioni per fare meglio, ne sono sicuro“.

[l’occasione capitata a Segre nel finale di SPAL-Empoli del 13 febbraio 2021]

L’ottimismo sembra decisamente essere uno dei tratti caratteristici del centrocampista torinese: “Quando si indossa la maglia di una società storica e gloriosa come questa bisogna penso si debba solo dimostrare ogni giorno quanto si vale. Bisogna migliorare costantemente per ottenere risultati individuali e di squadra. Abbiamo la possibilità di salire e deve essere fatto. Sono felice di essere qui, di mettermi a disposizione di compagni, allenatore e società per provare a riconquistare la serie A“.

Scendere di categoria non è mai facile, ma quando arriva una società così importante e che vuole risalire la scelta si fa più facile. Parlando col direttore Vagnati e il mio procuratore non ho dovuto pensarci più di tanto, ho risposto subito in maniera positiva. Conoscevo già Dickmann ed Esposito dopo l’esperienza che abbiamo avuto al Chievo e mi hanno aiutato a integrarmi rapidamente. Marino invece mi ha accolto con una battuta: ‘Ecco qua un altro di quelli che mi ha buttato fuori dai playoff’ (sorride, ndr). Purtroppo dopo aver eliminato l’Empoli del mister non siamo riusciti a battere lo Spezia. La promozione mi è sfuggita in semifinale, quest’anno vorrei aiutare la SPAL a conquistarla“.

Quando il direttore (Zamuner, ndr) ha detto che ho le caratteristiche di un centrocampista alla Tardelli penso abbia un po’ esagerato: per arrivare a quei livelli ho ancora tantissima strada da fare. Ma penso che con l’entusiasmo, il sorriso e la voglia di allenarmi sempre al meglio io possa togliermi tantissime soddisfazioni. Ogni volta in cui entro in questo centro sportivo lo faccio di buon umore con l’obiettivo di migliorarmi sempre. Se devo menzionare un calciatore che ho sempre guardato con ammirazione dico Kakà, per la sua progressione e le sue doti tecniche. Quand’ero più giovane dicevano che gli somigliavo, anche se lui ovviamente è stato un fuoriclasse“.

In tanti mi hanno chiesto se l’equivoco capitato a Torino abbia influito sulla decisione di andare via e ho sempre scelto di evitare l’argomento, ma non per menefreghismo. Semplicemente preferisco guardare avanti. Ho già chiesto scusa per quella vicenda e ho spiegato che non era certo mia volontà divulgare quell’immagine. Per quanto riguarda il minutaggio ho preso la decisione assieme alla società e ora sono pronto ad andare in serie A con la SPAL perché se lo merita“.

Non c’è una ragione particolare dietro la scelta della maglia numero 5. Prediligo i numeri ad una sola cifra ed era l’unico disponibile al momento del mio arrivo. Potendo scegliere avrei preso l’8, ma era occupato (da Valoti, ndr). Mettiamola così, spero di riuscire a fare almeno 5 gol da qui alla fine del campionato“.

Il giro di presentazioni ufficiali degli arrivi di gennaio si concluderà martedì 16 febbraio con la conferenza stampa dedicata a Raul Asencio.

 

foto: ufficio stampa SPAL



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