Chievo-SPAL (31^ giornata di serie B) è finita 1-1, ma oltre al risultato com’è andata? Vediamolo nel dettaglio con un’analisi approfondita.

L’AVVERSARIO
I numeri parlano di un Chievo Verona in difficoltà: i gialloblù accolgono la SPAL dopo aver vinto solamente una delle ultime otto partite, in cui sono maturate cinque sconfitte contro Brescia, Monza, Cosenza, Vicenza e Lecce. L’allenatore Alfredo Aglietti decide di schierarsi come di consueto con il 4-4-2, dove gli esterni di centrocampo Ciciretti a destra e Garritano a sinistra (miglior marcatore con 5 gol e 8 assist in stagione), con la loro qualità tecnica sono sicuramente gli uomini più pericolosi in fase offensiva.

4-4-2
Semper;
Bertagnoli; Leverbe; Rigione; Renzetti;
Ciciretti (63’ Di Gaudio); Palmiero; Viviani (63’ Obi); Garritano;
Djordjevic (74’ De Luca); Canotto (74’ Fabbro)

LA SPAL
Seconda presenza in panchina per Massimo Rastelli dopo l’esordio vittorioso contro il Cittadella. Il tecnico spallino oltre a fare i conti con le assenze di Raúl Asencio e Paloschi, dovendo fare a meno anche di Floccari (match winner contro il Cittadella) e senza prime punte di ruolo decide di affidarsi in avanti a Strefezza e Valoti. La sorpresa è Viviani titolare con la SPAL 1048 giorni dopo la vittoria per 3-1 contro la Sampdoria del 20 maggio 2018 ( in serie A), ma non solo: la gara con il Chievo segna per lui anche l’esordio stagionale in B, avendo fin ora collezionato solo un totale di 17 minuti in 2 presenze in Coppa Italia.

3-5-2
Berisha;
Okoli; Tomovic; Ranieri (92’ Sala);
Sernicola; Segre; Viviani (65’ Missiroli); Mora (65’ Murgia); Dickmann;
Valoti; Strefezza (81’ Di Francesco);

LA PARTITA

Le statistiche a fine gara raccontano di un sostanziale equilibrio, ma la SPAL ha subito le iniziative avversarie principalmente nei primi 15 minuti, dove il Chievo si è reso pericoloso con cinque dei suoi otto tiri complessivi, di cui due in porta, e altrettanti corner. Proprio al 15′, con la richiesta di calcio di rigore per fallo su Valoti, si ha la prima vera occasione a favore che cambia l’inerzia della partita:

Viviani ha il compito fondamentale di servire Sernicola che si occupa di dare ampiezza allo sviluppo spallino, così come Dickmann dalla parte opposta. Con la densità del Chievo attirata sul lato palla, mantenere tutta l’ampiezza anche in fase di rifinitura consente di servire rasoterra in area l’accorrente Dickmann, non precisissimo in questa situazione, che termina con un tiro sul fondo di Valoti

Entrambe le squadre hanno adottato un atteggiamento molto attendista in fase di non possesso, bloccando spesso le prime linee di pressione all’altezza del centrocampo. Aspetti comuni anche in fase di possesso, in cui si è sviluppato principalmente il gioco per vie laterali anche se in maniere molto diverse:

– il Chievo ha preferito mantenere il possesso palla laterale fin dalla costruzione bassa, sfruttando le catene con passaggi corti, dove l’accentrarsi di Garritano e Ciciretti (schierati a piede invertito) ha favorito le sovrapposizioni dei terzini, non disdegnando talvolta di trovare in posizione esterna anche le rispettive punte. 

– la SPAL ha mantenuto gli esterni bloccati in ampiezza, cercando di isolarli mantenendo una maggiore densità in zona centrale, per poi servirli con un cambio di gioco nel momento in cui fosse stato possibile arrivare sul fondo.

SPAL IN POSSESSO PALLA
3-1-5-1

In costruzione – con i tre difensori centrali bloccati dietro – faticando a superare la prima linea di pressione avversaria, Viviani ha lavorato come raccordo tra i reparti in posizione centrale. Un compito svolto spesso anche da Valoti, molto dinamico per tutto il corso della partita.

La linea a cinque di centrocampo, oltre a garantire l’ampiezza necessaria a cercare il cross con Sernicola e Dickmann, ha consentito il controllo delle seconde palle e l’efficacia delle transizioni difensive, vedasi il maggior numero di palle recuperate: 8 contro 14.

Al solo Strefezza è toccato il compito di attaccare la profondità su tutto il fronte d’attacco, mentre Mora si è occupato di affiancarlo più spesso nei momenti in cui Valoti si abbassava molto in fase di costruzione.

SPAL IN NON POSSESSO PALLA:
5-3-2

Superati indenni i primi quindici minuti, la prova difensiva della SPAL è stata molto solida: con il baricentro sulla trequarti difensiva per gli avversari è stato impossibile riuscire ad entrare in zona di rifinitura per creare pericoli.

La linea a cinque di difesa si compone con l’abbassamento di Sernicola e Dickmann, primi ad uscire sul possesso palla laterale degli avversari, mentre una seconda linea a tre composta da Mora, Viviani e Segre presidia la zona centrale. Valoti e Strefezza compongono la prima linea di pressione che cerca di indirizzare lateralmente il gioco avversario. 

Le migliori occasioni per il Chievo successivamente arrivano al:
– 52’ con il rigore concesso per fallo di Okoli su Canotto. In questo caso è stato possibile creare un uno contro uno laterale su una verticalizzazione, sfruttando una delle poche occasioni in cui la SPAL ha provato a portare pressione più alta su una ripresa dal fondo avversaria.
– 65’ quando una palla persa a centrocampo ha consentito di creare un 4 contro 3 conclusosi con l’intercetto di Berisha sull’ultimo passaggio di poco lungo destinato in area a Di Gaudio.
– 82’ con De Luca servito in area che sbaglia il controllo davanti a Berisha, questa volta ad innescare la verticalizzazione del Chievo è stata una palla persa in transizione positiva, proprio quando tutta la linea difensiva stava salendo.

 

Sergio Restano ha trent’anni, è allenatore UEFA C e ha la qualifica di match analyst professionista.



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