Da lunedì (20 settembre) Nikola Ninkovic, talentuoso ma tendenzialmente problematico trequartista serbo nato nel 1994, inizierà ad allenarsi con la SPAL nel tentativo di trovare un ingaggio.
Di lui hanno parlato un po’ Massimo Tarantino (direttore dell’area tecnica) e Giorgio Zamuner (direttore sportivo) sul palco di “Ponte in Festa”, l’annuale appuntamento a Pontelagoscuro.

Zamuner: “Ninkovic è un ragazzo che vogliamo conoscere meglio: si tratta di capire come sta e che voglia ha di mettersi a disposizione di un gruppo che si è formato molto bene in poco tempo. Se dovesse star bene e dimostrare lo stesso atteggiamento rappresenterebbe senz’altro un giocatore di talento che potrebbe arricchire il nostro reparto offensivo e dare la possibilità al mister di avere un’ulteriore arma da schierare in avanti. Il suo ingaggio non creerebbe particolari problemi numerici perché la rosa non è particolarmente ampia: abbiamo 24 giocatori di movimento e all’interno ci sono ragazzi anche del 2002 alla prima esperienza. Il campionato è lungo e avere più scelta può essere una buona idea nel caso dovessimo sopperire a eventuali mancanze“.

Tarantino: “La valutazione su Ninkovic va fatta con attenzione. Parliamo con un talento che ha potenzialità che probabilmente vanno oltre la serie B e che per una serie di motivi non sono state espresse pienamente. Ci piace l’idea di poter capire se Ferrara può essere un’opportunità per lui e se per noi c’è al tempo stesso l’opportunità per creare valore tecnico e patrimoniale. Lo faremo con i tempi giusti perché non abbiamo fretta. La rosa è valida, quindi procederemo con l’ingaggio solo a fronte delle condizioni giuste. Clotet condivide la nostra visione ed è complice del percorso che stiamo costruendo“.

I due dirigenti hanno fatto anche qualche considerazione sulle potenzialità della squadra e sulla visione a lungo termine che la nuova proprietà ha impostato.

Zamuner: “Le prospettive della squadra sono quelle di chi è partito col proposito di tagliare il monte ingaggi e fare una squadra giovane. L’obiettivo è quello di mettere le basi per permettere alla proprietà di incrementare gli investimenti negli anni a venire con l’orizzonte minimo del mantenimento della categoria. In queste prime partite abbiamo visto una squadra che ha voglia di lottare, che ha coraggio e voglia di confrontarsi con le squadre più forti della categoria. Abbiamo armi importante da far vedere, ma questo non ci deve far perdere di vista l’obiettivo primario che è quello della permanenza in serie B. Però siamo anche fiduciosi di poter regalare molte altre belle prestazioni ai nostri tifosi. Poi tra due o tre mesi vedremo di definire meglio le nostre prospettive per la stagione“.

Tarantino: “La nuova proprietà ha un’idea molto chiara della tipologia di calcio che vuole portare avanti. Un calcio sostenibile e che permetta alla società di avere continuità: questo passa attraverso la valorizzazione dei giovani e quindi l’idea è quella di creare un valore tecnico e patrimoniale grazie a calciatori all’inizio del loro percorso. Abbiamo idee molto chiare al riguardo e insieme cercheremo di seguire questo percorso avviato quest’anno. Ovviamente si parte in salita perché si eredita una struttura di un certo tipo, ma penso che la direzione intrapresa sia giusta. L’operazione fatta con Seck (rinnovo fino al 2025, ndr) è un esempio, ma tra le nostre priorità c’è la ricerca di altri talenti sul territorio italiano o estero che magari per qualche grande società sono meno importanti ma lo potrebbero diventare per noi“.

Zamuner: “L’idea di aprire le porte per alcuni allenamenti è una logica conseguenza dell’atteggiamento di Tacopina nei confronti della tifoseria. Lo dimostra il suo modo di fare e le iniziative che propone. Il presidente vuole vivere la tifoseria e ha avuto la percezione di che tipo di società ha preso e che genere di seguito ha. La città ha bisogno di identificarsi nella squadra, di sentire i giocatori vicini, di partecipare: nel bene e qualche volta nel male. I protagonisti sono i calciatori, ma se li vedi a cinque chilometri di distanza neanche sai come sono fatti. Quando giocavo a Ferrara tutto questo si avvertiva e penso che il presidente voglia far sì che ci sia un riavvicinamento“.



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