Ternana-SPAL (6^ giornata di serie B) è finita 1-0, ma oltre al risultato com’è andata? Vediamolo nel dettaglio con un’analisi approfondita.

L’AVVERSARIO
Per la Ternana l’abbandono del 1-4-2-3-1 in favore di una disposizione e un atteggiamento più prudente ha portato due risultati positivi contro Monza e Parma. Per cercare di consolidare questa tendenza l’allenatore Lucarelli conferma l’ultimo 1-4-3-3, seppur ricorrendo a molti cambi: 5/11 diversi rispetto al turno infrasettimanale. Nelle rotazioni spicca la scelta di puntare su un reparto di centrocampo completamente inedito, con Kontek che da difensore centrale di ruolo (unica presenza nella prima giornata contro il Brescia) viene schierato nei tre come schermo davanti alla difesa.

Formazione
1-4-3-3
Iannarilli;
Defendi, Sørensen (17’st Boben), Capuano, Martella;
Paghera (1’st Koutsoupias), Kontek, Agazzi (30’st Palumbo);
Partipilo (14’st Falletti), Donnarumma (1’st Pettinari), Furlan;
Allenatore: Lucarelli

LA SPAL
Totalmente opposte le scelte di Clotet che preferisce dare più continuità possibile alla formazione reduce dalla vittoria casalinga contro il Vicenza. Nonostante l’impegno ravvicinato l’unico cambio è Celia ad agire come quarto di sinistra al posto dell’indisponibile Tripaldelli.

Formazione
4-2-3-1
Thiam;
Dickmann, Vicari, Capradossi, Celia (31’st Coccolo);
Esposito, Viviani (35’st Da Riva);
Seck (21’st D’Orazio), Mancosu, Crociata (21’st Melchiorri);
Colombo (31’st Latte-Lath).
Allenatore: Clotet

LA PARTITA
Già alla vigilia le parole dell’allenatore avversario (“Mi accontententerei di un pareggio”) potevano indurre a pensare ad una partita preparata con l’obbiettivo di contenere la SPAL. Eppure, a livello puramente statistico nelle prime tre giornate in cui non ha raccolto punti la Ternana ha sempre avuto un possesso palla superiore all’avversario:
54% contro il Brescia, sconfitta 0-2;
51% contro la Reggina, sconfitta 3-2;
55% contro il Pisa, sconfitta 1-4.

Al contrario le ultime due partite, numericamente hanno visto un netto cambio di tendenza, che ha portato i primi quattro punti stagionali:
41% contro il Monza, pareggio 1-1;
42% contro il Parma, vittoria 3-1

Tendenza confermata poi nella partita di domenica sera, dove il possesso si è ripartito 36% Ternana e 64% SPAL. Essere passati in vantaggio al 26’ ha sicuramente favorito la strategia degli uomini di Lucarelli, che hanno potuto abbassare il proprio baricentro e cercare di sfruttare al meglio le transizioni positive con i giocatori più veloci. Da parte sua anche la SPAL, rispetto alle prime giornate, ha utilizzato di meno il pressing alto. I biancazzurri erano abituati ad attaccare anche il portiere avversario, ma probabilmente hanno scelto di gestire le energie residue del terzo impegno in otto giorni. Dal controllo del possesso palla scaturisce un numero maggiore di tiri / tiri in porta, anche se in prevalenza effettuati da fuori area. Le occasioni più nitide capitano nell’ultima parte dell’incontro, quando sia Seck sia Latte Lath davanti non riescono a centrare lo specchio della porta malgrado posizioni favorevoli.

In possesso nella metà campo offensiva, con gli avversari schierati, si è ricorso ad uno sviluppo che prevede i trequartisti laterali Seck e Crociata più stretti rispetto ai terzini incaricati di mantenere l’ampiezza. Nell’immagine seguente Dickmann resta prima largo in possesso palla, per poi convergere al centro a creare una superiorità numerica al limite dell’area (non sfruttata), con il traversone di Crociata che finisce fuori sul fondo dal lato opposto. In questo caso anche la posizione di Celia è significativa, visto che si rende disponibile con una contemporanea sovrapposizione esterna.

Davanti alla difesa Esposito e Viviani giocano molto vicini tra loro, specialmente durante la costruzione, in quanto si cerca di aumentare la densità in zona palla. Nell’immagine seguente Viviani non riesce a controllare un passaggio all’indietro, ma proprio grazie alla collaborazione di Esposito la SPAL riesce a riappropriarsi subito del possesso, prima che gli avversari possano approfittarne. Si nota però come con questa occupazione del campo, in caso di recupero del pallone da parte della Ternana, lo spazio tra Dickmann e Seck avrebbe potuto essere difficilmente chiuso in transizione negativa.

Proprio dalla difficoltà nel difendere tutta l’ampiezza davanti alla difesa scaturisce il gol di Martella. Su un fallo laterale battuto sulla trequarti, anche se la palla è coperta e non sembrano esserci possibili sviluppi, sia il mediano sia il trequarti opposti si fanno attirare lateralmente per cercare di conquistare il possesso. Questo lascia nuovamente sguarnita la zona davanti alla difesa sul lato destro, dove il terzino non trova opposizione ed è libero di calciare in porta, seppur da molto lontano.

Con la SPAL in svantaggio si accentua lo spostamento di Mancosu da trequartista a mezzala sinistra per pareggiare numericamente il reparto di centrocampo avversario. Questa era una tendenza osservabile già ad inizio partita, ma che nel momento di difficoltà, con la Ternana ancora nella metà campo spallina, è diventata necessaria per difendere in maniera organizzata. Nell’immagine che segue è evidenziato il momento in cui Viviani recupera un pallone in zona centrale, con ai suoi fianchi proprio Mancosu ed Esposito. Questi ultimi continueranno comunque a godere di molta libertà di movimento in fase di possesso, alternandosi a supportare in linea l’attacco, specialmente nel finale di partita e con il baricentro avversario ancora più basso.

Nel secondo tempo si verifica un altro episodio chiave, con il portiere Thiam questa volta protagonista in positivo. Come per il gol incassato, l’azione si sviluppa partendo da una rimessa laterale: il pallone viene servito in profondità il terzino destro Defendi. In foto si nota come il ripiegamento di Seck in realtà ostacoli parzialmente l’uscita di Celia, trovatosi a metà strada tra l’avversario laterale e la mancata copertura alle sue spalle. In questa situazione resta libera proprio la linea di passaggio su Partipilo, che dopo aver controllato serve l’accorrente neoentrato Pettinari, il cui tiro deviato da Vicari destinato in porta viene messo in corner dal portiere spallino.

Thiam è decisivo di nuovo pochi minuti dopo. Su un pallone perso centralmente in zona di sviluppo la Ternana, con il primo passaggio, si appoggia a Partipilo, uno dei giocatori più veloci, che da solo ha puntato spesso l’intera difesa spallina in campo aperto. Il numero 21 delle Fere attira su di sé gli avversari e poi serve in area per Pettinari che calcia sul primo palo. Altra deviazione del portiere in angolo.

Con la Ternana ben organizzata in difesa la soluzione più ricercata è stato il tiro da fuori. I padroni di casa, specialmente dopo il vantaggio, difficilmente hanno concesso profondità alle spalle della propria linea difensiva. In una delle rare occasioni in cui hanno cercato di alzare la pressione a ridosso del centrocampo si sono esposti ad un’azione pericolosa confezionata da Mancosu – che attira su di sé i centrali e Seck. La diagonale di Defendi ha ostacolato l’attaccante spallino che non è riuscito a centrare lo specchio della porta con il piede debole.

SPAL IN POSSESSO PALLA
1-4-2-4
Mentre la linea d’attacco composta a rotazione da quattro giocatori agisce piatta tenendo schiacciata la difesa avversaria, sono i terzini a dare ampiezza durante lo sviluppo. In questa partita sia Celia a sinistra sia Dickmann a destra hanno potuto beneficiare del baricentro basso degli avversari e della mancanza di pressing, proponendosi alti e inserendosi talvolta al centro anche senza palla. Le catene laterali non sono state utilizzate molto per ricorrere al cross, nonostante la struttura di Colombo e Seck sono proprio loro i giocatori a ricevere spesso palla tra le linee.

SPAL IN NON POSSESSO PALLA
1-4-3-3
In fase di non possesso era necessario per Mancosu o Crociata a sinistra e a Seck a destra di partecipare assieme ai due mediani alla copertura davanti alla difesa. Compito assolto per lunghi tratti della partita da Mancosu, il quale partendo largo da sinistra (spesso di più rispetto a Crociata, posizione a lui congeniale per rientrare sul destro) in transizione negativa ha sempre dato un contributo importante alla fase difensiva. Come già segnalato rispetto al solito la SPAL è ricorsa ad una pressione moderata fin quasi alla metà campo, dove poi si è resa protagonista di un recupero e mantenimento del possesso spesso agevole, facilitato dal numero ridotto di giocatori con cui gli avversari partecipavano allo sviluppo.

Sergio Restano ha 31 anni, è allenatore UEFA B e ha la qualifica di match analyst professionista.



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