Pep Clotet non è tipo da lasciarsi andare a grandi dimostrazioni d’entusiasmo, ma è senz’altro soddisfatto di quanto mostrato dalla SPAL sul campo dell’Ascoli.

I moduli forse sono un po’ più importanti per qualche altra squadra piuttosto che per noi. Io concepisco il 4-3-1-2 come una variante del 4-3-3 con cui noi stavamo già giocando. Oggi siamo stato un po’ più conservativi per quanto riguarda la pressione sulla squadra avversaria. Abbiamo pensato di utilizzare una disposizione a specchio per provare ad approfittare della nostra intensità e della nostra verticalità. Analizzando l’ultima partita, dove abbiamo solamente pareggiato pur producendo trenta tiri, penso sia normale che l’allenatore cerchi un’alternativa di gioco. Era molto rischioso questo cambiamento, poiché richiedeva grande pressione di Tripaldelli sul terzino avversario, ma ci è riuscito benissimo. L’inserimento di Melchiorri ha dato più libertà di gioco a Colombo, che è un calciatore a cui piace occupare diverse zone di campo, specie se riesce a calciare da fuori“.

Ho scelto Seculin come titolare perché è arrivato prima: ha fatto un grande lavoro tutta la stagione, ha aspettato la sua opportunità, e pensavo fosse giusto concedergliela. Thiam, se non è titolare, per me è giusto che vada in panchina, non credo sia il caso di mandarlo in tribuna. Oggi Seculin ha fatto una bella partita, il suo destino dipende da lui. Demba invece deve continuare a lavorare, migliorare e imparare dal suo compagno con la stessa mentalità che ha sempre“.

L’Ascoli ha giocato con grande intensità, con una chiara identità, con aggressività, con gioco alto. È stato molto difficile per noi fare pressing con una squadra così e ancora più importante era mantenere questo pressing dopo aver segnato. Con l’ingresso di Fabbrini l’Ascoli ha guadagnato in rapidità, producendo molti uno-due che hanno messo a dura prova Viviani, cercando in arrivare in area con combinazioni rapide. L’avversario di oggi aveva molte analogie col Cittadella nel modo di giocare, entrambe a carte scoperte, con intensità, a cercare di fare male all’avversario. Questo mi piace tanto del calcio. Ci siamo presi il rischio di pressare, rendendo la partita più aperta e con un rischio più alto di sbagliare. Nel secondo tempo siamo cresciuti fisicamente, siamo anche molto giovani e impariamo qualcosa ad ogni partita“.

Su Latte Lath e Dickmann, ne sapremo di più domani dopo avere fatto tutti gli esami medici. Quella di Latte Lath potrebbe essere una distorsione, speriamo non sia seria. Dickmann penso abbia avuto un problema di infiammazione a una caviglia dopo un colpo“.



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