Crotone-SPAL (16^ giornata di serie B) è finita 1-2, ma oltre al risultato com’è andata? Vediamolo nel dettaglio con un’analisi approfondita.

L’AVVERSARIO
Il Crotone ospita la SPAL in un momento di crisi. La squadra di Marino arriva all’appuntamento al terzultimo posto in classifica con soli 8 punti e distante di 9 dalla squadra di Clotet. La vittoria manca dal 16 ottobre allo “Scida”. Nel mezzo anche l’esonero di Francesco Modesto e il subentro di Pasquale Marino dall’undicesima giornata contro il Frosinone, incontro perso 2-1.

L’ex tecnico della SPAL conferma in blocco la formazione reduce dalla sconfitta 1-0 subita a Terni, affiancando il croato Maric a Mulattieri, autore di 6 reti in 15 partite. Dietro di loro ad agire sugli esterni Giannotti a destra e Zanellato a sinistra, quest’ultimo più abituato ad agire da centrale.

Formazione
1-4-4-2
Festa;
Nedelcearu, Canestrelli, Paz (31’st Kargbo), Molina;
Giannotti (11’st Sala), Estevez, Vulic (31’st Oddei), Zanellato;
Maric (11’st Benali), Mulattieri.
All. Pasquale Marino

LA SPAL
Sorprendono in parte le scelte di Clotet, che si trova a dover far fronte alle importanti assenze di Vicari e Colombo per squalifica. Dopo la sconfitta subita contro il Lecce, sfruttando il rientro di Viviani, ripropone due mediani. Ad agire come trequartista sinistro c’è D’Orazio, alla sua seconda partita da titolare e nella stessa posizione dopo quella contro il Pordenone. Per il resto confermato Peda al centro della difesa e Pomini in porta.

Formazione
1-4-2-3-1
Pomini;
Dickmann, Peda (26’st Heidenreich), Capradossi, Celia;
Viviani, Da Riva;
Seck (1’st Esposito), Mancosu, D’Orazio (21’st Ellertsson);
Melchiorri (17’st Rossi).
All. Josep Clotet

LA PARTITA
La trasferta di Crotone mostra diverse analogie con quella di Cosenza giocata sette giorni prima. A differenza di quanto succede in maniera ricorrente da inizio stagione si è vista ancora una volta una SPAL adottare un atteggiamento più prudente in fase di non possesso. Probabilmente, complice il vantaggio spallino al 2’ del primo tempo e con il raddoppio al 4’ del secondo, la squadra di Clotet ha mantenuto un baricentro molto più basso, accantonando quasi completamente il pressing offensivo che adotta abitualmente.

Il tempo effettivo passato in possesso palla riportato sotto, corrisponde in percentuale a 62,8% per il Crotone e al 37,2% per la SPAL. Dato curioso se si pensa che nella già citata partita di Cosenza le percentuali erano state pressoché identiche: 63,5% per i padroni di casa e 36,5% per la SPAL (fonte Sky Sport). Al minor possesso palla rispetto agli avversari corrispondono anche numeri inferiori alla voce “tiri” e “tiri in porta”, con gli spallini concreti però nel finalizzare uniche due occasioni in cui il pallone è stato scagliato verso lo specchio.

Continuando le analogie con la precedente trasferta calabrese, un dato diametralmente opposto è quello relativo alle palle perse. In questa partita per la SPAL risultano 24, contro le 42 della partita contro il Cosenza. Questa differenza di quasi il 50% è giustificata in gran parte dal modo della SPAL di gestire le transizioni offensive: per larghi tratti della partita (specialmente nel secondo tempo) si è difeso con tutti gli uomini sotto la linea del pallone. Mancando quindi un riferimento offensivo in grado di svolgere funzioni di attacco preventivo, alla riconquista del pallone si è privilegiato il consolidamento, rispetto ad una verticalizzazione immediata che settimana scorsa portava ad una sistematica nuova perdita del possesso stesso.

I biancazzurri trovano il vantaggio al 2’ con Melchiorri, a partita appena iniziata. Il Crotone si dimostra da subito molto propositivo, portando in fase offensiva entrambi gli esterni di centrocampo all’altezza dei terzini della SPAL. Da una palla recuperata sulla trequarti difensiva, in collaborazione tra Da Riva e Viviani, viene servito immediatamente Mancosu. Si crea un 3 contro 3 che si sviluppa con l’assist in zona laterale per Melchiorri (che stazionava lato palla sul possesso avversario), poi bravo una volta giunto al limite dell’area avversaria a riuscire a concludere in porta nonostante l’opposizione di Canestrelli.

Altra grande occasione per la SPAL al 7’. Il Crotone porta pressing nella metà campo avversaria su una costruzione partita dal fondo, sul lato destro spallino. Il pallone in uscita giunge a Seck che muovendosi incontro si porta dietro il diretto marcatore (il terzino sinistro Molina. Appoggiandosi lateralmente grazie ad uno scambio che vede ancora protagonisti Mancosu e Melchiorri, ha poi la possibilità di attaccare la profondità senza opposizione. Si crea un due contro uno in area con D’Orazio, finalizzato con una conclusione direttamente in porta ma respinto in calcio d’angolo da Nedelcearu. Nello screen seguente è da notare come impegnati nel pressing, oltre a Molina nella metà campo offensiva, si trovi anche il centrale di sinistra Paz, in uscita su Mancosu.

Nel fotogramma successivo viene mostrata la SPAL in una fase di sviluppo nel corso del primo tempo. Si può notare come la densità sia concentrata nella zona centrale, senza giocatori di fascia come ad esempio Dickmann e Celia o Seck e D’Orazio ad occupare il campo in ampiezza. Se da un lato questo atteggiamento aumenta la difficoltà nel trovare gli spazi per rifinire le azioni offensive, dall’altro favorisce sicuramente la riconquista immediata in transizione negativa sulla perdita del pallone.

Gli sviluppi preferenziali del Crotone prevedono il cambio di gioco (più spesso quello da sinistra verso destra per Giannotti) e cross dal fondo ben difesi dalla SPAL. Le occasioni più pericolose i padroni di casa le creano quando la linea difensiva spallina si trova alta. La più nitida è sicuramente al 10’, dove Maric e Mulattieri giunti soli in area non riescono a finalizzare davanti a Pomini. Questa occasione però era scaturita da uno scarico di Viviani intercettato a metà tra Dickmann e Peda.

Al 33’ invece, Mulattieri controlla un pallone aereo all’altezza del centrocampo, in seguito ad una rimessa laterale. L’attaccante del Crotone difende prima palla dalla marcatura di Peda fuori dalla linea difensiva, poi si trova accerchiato proprio da Peda, Da Riva e Viviani che esitano senza intervenire. A questo punto Mulattieri in conduzione riesce ad arrivare fin dentro l’area di rigore, dove dopo aver dribblato Capradossi rientra sul sinistro (piede debole) concludendo in maniera centrale un tiro respinto da Pomini.

Proprio sulla transizione positiva seguente alla respinta di Pomini, la SPAL ha un’altra delle migliori occasioni della partita. In maniera molto simile all’occasione riportata al 7’. Viviani recupera il pallone in area e serve Dickmann che ha spazio per condurre in zona laterale, prima di verticalizzare su Melchiorri all’altezza del centrocampo. La punta spallina serve di prima intenzione l’inserimento laterale di Seck che entra in area affrontato da Paz e conclude direttamente sul fondo, senza riuscire a servire D’Orazio sul secondo palo.

Al rientro in campo nel secondo tempo la SPAL trova il raddoppio su calcio d’angolo. Se nel primo della partita battuto al 7’ è stato tentato uno scambio corto, che ha visto poi il pallone tornare indietro fino a Pomini, in questa occasione Viviani ha calciato direttamente in area come mostra la freccia sotto.

Il Crotone difende a zona con una prima linea composta da 4 giocatori (ridosso dell’area piccola) e una seconda da 2. Non sono predisposti attacchi preventivi e gli altri uomini sono posizionati rispettivamente:
1 sul primo palo;
1 sul corto (eventuale pallone in uscita);
1 ad intervenire in caso di scambio corto;
1 a presidiare il limite dell’area.

La precisione della traiettoria calciata sulla prima linea di difesa del Crotone, permette a Mancosu di colpire il pallone in corsa, saltando più in alto di Paz che staccava da fermo. Dettaglio importante se si considerano i 180cm di Mancosu a discapito dei 191cm del difensore argentino del Crotone.

Nei successivi calci d’angolo a favore della SPAL battuti al 52’ e al 79’ la prima linea difensiva del Crotone partirà qualche metro indietro dall’interno dell’area piccola, ma in entrambe le occasioni gli spallini risulteranno comunque pericolosi, andando a colpire il pallone. Anche in queste occasioni sempre Mancosu protagonista.

Clotet decide di cambiare sin dall’inizio del secondo tempo con l’ingresso di Esposito per Seck. Nella prima frazione l’attaccante senegalese aveva partecipato attivamente alla fase di costruzione abbassandosi molto, oltre che a contribuire alle azioni offensive maggiormente pericolose. Diverse volte è infatti si era riusciti ad eludere il pressing del Crotone utilizzando la catena di destra, con Seck a fare da sponda con i suoi movimenti incontro.

Con Esposito a rinforzare il centrocampo, la SPAL in fase di non possesso passa ad un 1-4-3-1-2 quando la pressione si trova nella metà campo avversaria come nell’immagine successiva. I successivi ingressi di Ellertson per D’Orazio e di Rossi per Melchiorri non modificano gli equilibri da questo punto di vista. I biancazzurri difendono nella propria metà campo disponendo una prima linea di pressione con 3 giocatori più piatti e larghi per favorire le collaborazioni laterali, con il gioco avversario che come da inizio partita si sviluppa sulle corsie esterne.

Il Crotone nell’ultima mezz’ora va alla ricerca del pareggio e inserisce Kargbo accanto a Mulattieri a sinistra e Oddei a destra. I due neoentrati vengono schierati a piede invertito e nei restanti minuti giocati saranno principalmente loro a catalizzare la manovra offensiva, rientrando sul piede forte per tentare la conclusione in porta da posizione defilata.

Il gol del definitivo 1-2 viene segnato al 87’ proprio da Kargbo. L’ala del Crotone viene servita in profondità da Sala (altro subentrato, alla SPAL la stagione scorsa) superando in velocità Dickmann. L’azione inizialmente si svolge in zona laterale, ma il terzino spallino resosi conto di non poter più raggiungere l’avversario prosegue la corsa deviando in difesa della porta, confidando nell’uscita del centrale Heidenreich (subentrato al posto dell’infortunato Peda) che però non arriva. Questa esitazione consente a Kargbo di poter entrare in area senza opposizione, fino a concludere in porta a ridosso dell’area piccola.

SPAL IN POSSESSO PALLA
1-4-2-4

La SPAL ha avuto rari momenti in cui è riuscita a gestire il possesso nella metà campo offensiva nel corso della partita. Gli sviluppi sono stati quelli consueti, con Mancosu a cercare spazio tra le linee per ricevere o per inserirsi su uno scarico di Melchiorri. In questa fase raramente l’azione è passata dai terzini e a differenza del gioco avversario non si ricercava espressamente il cross.

La costruzione gestita dal basso ha visto l’intera squadra molto corta nella propria metà campo, complice il pressing avversario. In questi casi, avendo contrapposte due punte centrali sulla prima pressione, il gioco veniva indirizzato lateralmente, zona in cui Melchiorri ha agito molto servendo lui stesso gli inserimenti centrali nello spazio liberato.

Anche le transizioni positive hanno beneficiato della poca distanza tra i reparti. In caso di mantenimento del possesso vi erano più soluzioni di passaggio vicine, mentre per attaccare la profondità la verticalizzazione richiedeva passaggi relativamente brevi. Questo si è potuto osservare di più nella fase finale di partita dove Mancosu, Rossi ed Ellertson disponendosi vicini in fase di non possesso, hanno potuto beneficiare di maggior collaborazione sulle ripartenze.

SPAL IN NON POSSESSO PALLA
1-4-2-3-1 / 1-4-3-3

Nel fotogramma proposto si vede come ha lavorato la SPAL nella metà campo difensiva nella prima frazione di gioco, considerando l’adattamento già citato nel secondo tempo dovuto all’ingresso di Esposito.

Nel complesso di una partita che l’ha vista praticamente sempre in vantaggio, la SPAL ha scelto di portare una pressione moderata attendendo per lunghi tratti gli avversari nella propria metà campo. Con l’abbassamento dei trequartisti, si dispongono Mancosu in posizione centrale, D’Orazio largo a sinistra e Seck a destra. Rispetto al 1-4-5-1 visto a Cosenza in concomitanza con l’assenza di Viviani, si può notare come proprio quest’ultimo si occupi di presidiare lo spazio centrale tra le due linee lavorando con uno scaglionamento diverso rispetto a Da Riva, per una disposizione 1-4-1-4-1 con Melchiorri vertice alto a ridosso della difesa avversaria.


Sergio Restano ha 31 anni, è allenatore UEFA B e ha la qualifica di match analyst professionista.



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