foto Fraioli

L’espressione del volto di Pep Clotet al termine di Frosinone-SPAL, pur celata dalla mascherina chirurgica, dice molto. Così come anche il tono di voce, un po’ rauco, è abbastanza indicatore. Sono stati due giorni molto difficili per il mister e per tutti quelli che gli stanno attorno.

Infatti “difficile” è uno dei termini che ricorre più spesso nelle considerazioni postpartita, quasi a voler rimarcare in modo inconscio che la situazione, al momento, è fuori dal suo controllo. Che anche per lui, di solito fiducioso, si è trattato di un territorio inesplorato. Perché la SPAL ha fatto una partita a tratti imbarazzante, quasi ingiustificabile per dei professionisti, ma non si può trascurare il ruolo che l’ansia da contagio ha giocato nell’economia della partita. Per quanto il Covid-19 sia ormai una costante della vita delle persone, rimane uno spettro che fa ancora paura.

Quanta voglia si può avere di giocare a calcio dopo che ti hanno fatto sapere che il tuo compagno di stanza era positivo? Quanto si può essere concentrati su un piano-partita (rielaborato a poche ore dal fischio d’inizio) se il tuo vicino sul pullman di qualche ora prima ha ricevuto un esito positivo del tampone molecolare? Perché è questa la situazione nella quale si sono trovati diversi dei ragazzi. Ed è oggettivamente difficile separare con chiarezza i demeriti atletico-sportivi e il fattore ambientale. Come minimo si può dire che Frosinone-SPAL si è giocata con presupposti un po’ surreali, magari nella speranza che l’ASL di turno bloccasse tutto. Nelle menti di diversi dei biancazzurri non c’erano esclusivamente marcature o movimenti senza palla, ma anche i pensieri di familiari e amici da tenere al riparo da eventuali guai. Sempre se si vuole adottare un approccio minimamente empatico e rispettoso dell’umanità dei calciatori.

Altrimenti c’è l’approccio intransigente: via Clotet, via Zamuner, via Tarantino, Tacopina tira fuori i soldi, meno selfie e più fatti. Quello è tutto un altro livello che al momento questa testata non si sente di sottoscrivere. Però è comunque il caso di fare alcune considerazioni, ora che il girone d’andata è agli sgoccioli e la SPAL sta per chiuderlo in zona playout (se non proprio dentro). Servono rinforzi, possibilmente credibili. Lo si sapeva dal principio – anche negli uffici di via Copparo – e si sperava di non doverne avvertire l’urgenza troppo presto. Ma ora la spia sul cruscotto lampeggia pericolosamente ed è opportuno agire. Tra le righe lo aveva fatto capire anche lo stesso Clotet alla vigilia della trasferta di Frosinone.

“Quando sono arrivato sapevo che sarebbe stata un’annata difficile: l’obiettivo della società è molto ambizioso per le risorse che ci sono a disposizione. Ottenere la salvezza in serie B con una squadra giovane è molto difficile, raramente si sceglie questa strada”

Tradotto: per portare a casa la salvezza o si fa qualcosa di eccezionale con questo gruppo di giocatori, oppure bisogna inserire alcuni elementi in grado di aumentare gli indicatori di qualità, personalità e senso pratico. Negli ultimi mesi Clotet ha adottato un approccio aziendalista di fronte ai media, difendendo sempre i suoi giocatori, ma nelle azioni ha dimostrato di non essere convinto di alcune delle scelte estive. Ha accantonato Thiam dopo alcuni errori decisivi, messo stabilmente Tripaldelli in panchina, relegato Mora a riserva d’emergenza, messo in discussione Seck che era considerato un potenziale asset da plusvalenza. Tutte scelte legittime, ma che parlano della necessità di avere alternative migliori in diversi settori.

A Clotet è stato chiesto di fare qualcosa di complicato: portare la SPAL all’obiettivo sportivo della salvezza con la valorizzazione massima dei giovani (per rimettere in ordine il bilancio). Finora ha dimostrato di poterlo fare col materiale a disposizione, pur con qualche incertezza, ma sul lungo termine l’organico che gli è stato consegnato sta mostrando tutte le sue lacune, a prescindere dalle sfortune portate da infortuni e contagi. Il turno è davvero quella della società: starà ai dirigenti trovare le risposte per mantenere la credibilità del nuovo progetto avviato ad agosto.



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