foto ufficio stampa SPAL

Il nuovo portiere della SPAL di cui si è tanto parlato tra dicembre e gennaio alla fine ha assunto le sembianze e tutto il resto di Enrico Alfonso, giocatore classe 1988 prelevato dalla Cremonese, che al pari di Finotto e Vido ha già avuto modo di condividere un percorso con mister Roberto Venturato.

Siamo molto contenti – ha detto Massimo Tarantino nel corso della presentazione ufficiale – di essere riusciti a raggiungere questo obiettivo all’interno del calciomercato. Arriviamo da un periodo un po’ complicato per quanto riguarda la gestione dei portieri. Enrico si è rivelato essere la soluzione ideale e il giusto compromesso che serve per dare garanzie alla nostra squadra. Possiamo contare su un giocatore di grande esperienza che può dare la serenità che serve a tutto l’ambiente e soprattutto alla società“.

Conosco Alfonso da tanto tempo – ha aggiunto Zamuner – e la scelta è ricaduta proprio su di lui poiché è un portiere di grande personalità. È un ragazzo importante sia a livello di mentalità sia per lo spogliatoio, che è una caratteristica che stavamo cercando, oltre alle qualità tecniche. Siamo convinti che lui possa dare una grossa mano a tutto l’ambiente“.

Sono molto entusiasta dell’opportunità che mi è stata data“, ha esordito Alfonso. “Parallelamente e per tanti anni io e la SPAL ci siamo scontrati per raggiungere i vari obiettivi. Ho sempre visto la SPAL da avversaria e l’ho guardata sempre con gli occhi della grande piazza. Quando ho saputo che la SPAL stava valutando la situazione dei portieri ci ho sperato e poi a fine mese è arrivata la chiamata e non ci ho dovuto pensare“.

Conoscendo il gioco che vuole esprimere il mister Venturato, sia in fase offensiva sia difensiva, sono convinto che da me si aspetti qualche parola sui posizionamenti e su come uscire forte in fase di non possesso. “Il mister mi conosce fin da quando ero nel Pizzighettone, avevo diciotto anni. Lo considero una grandissima persona dal punto di vista umano e un eccellente allenatore dal punto di vista tecnico. È molto preparato e il suo percorso, anche esterno al calcio, l’abbia portato a maturare nelle sue abilità sia umane sia motivazionali. Sarà un allenatore che farà bene anche alla SPAL“.

Aver raggiunto a trentun’anni lo scopo che mi ero prefissato di guadagnarmi la Serie A mi ha un po’ appagato ma è stato un errore che ho pagato a duro prezzo di cui ne ho preso insegnamento. Nel frattempo aver trovato un portiere veramente forte come Carnesecchi mi ha limitato, assieme all’aggiunta di qualche problemino. Il passato è passato e non si può rimediare. Sono qua per riprendere questa strada con la SPAL che mi da grande gioia e grande volontà“.

Con la società e il mister non ci siamo detti niente rispetto al posto da titolare. Ho la fortuna di confrontarmi con due ottimi portieri spessore. Sono molto orgoglioso di lavorare con due professionisti come Demba (Thiam) e Alberto (Pomini). Qualsiasi ruolo avrò all’interno della squadra, i risultati e il gruppo verranno sempre prima rispetto a quelli che sono i miei obiettivi personali, che sono comunque forti dopo gli ultimi due anni passati in naftalina a Cremona“.

Sono molto severo con me stesso e non mi do alibi per quello che è successo alla Cremonese. Aver raggiunto a 31 anni l’obiettivo della serie A mi ha un po’ appagato ed è stato un errore che sono finito col pagare. In più trovare un portiere molto forte come Carnesecchi mi ha limitato, assieme a qualche problemino. Il passato è passato e non si può rimediare e ora sono qui per fare un percorso diverso con la SPAL“.

I video in cui lanciavo i cori sono stati fatti in piazze in cui bisognava dare anche una mano alla tifoseria a creare un po’ di entusiasmo: sicuramente Ferrara non ha bisogno del mio aiuto per fare queste cose (sorride, ndr). Si trattava però di anni passati in cui era anche il momento giusto per festeggiare. Durante la stagione sono abbastanza concentrato su quelli che sono gli obiettivi della squadra e della società, ma al tempo stesso mi piace sempre essere molto partecipe all’interno dello spogliatoio sia in maniera scherzosa sia in modo incisivo quando ce n’è bisogno. Siccome durante l’anno vivo tutto in modo impostato, quando c’è da festeggiare sono uno che si lascia abbastanza andare“.

Ho dato sempre grandissima importanza ai rapporti con gli altri. Sono andato via da Cremona dopo aver giocato poco, ma nonostante questo alcuni dei compagni avevano le lacrime agli occhi il giorno del mio addio, perché mi sono rimboccato le maniche, mi sono armato di un gran sorriso e ho tentato di lavorare per chi scendeva in campo, aiutandoli e dando loro consigli. Ho preso sotto la mia ala, in quel caso, Carnesecchi e il mio atteggiamento non cambierà per Demba se ce ne dovesse essere l’occasione. Dipenderà se mi vorrà dare questa opportunità perché si tratta comunque sempre di un rapporto reciproco. In una squadra non ci possono essere prime donne, ma deve essere un gruppo coeso per raggiungere gli obiettivi insieme. Ne è la testimonianza il grande gruppo della SPAL che ha compiuto il doppio salto. Anche qui comunque ho trovato un ottimo spogliatoio“.



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