foto di Damiano Fiorentini

Da settembre 2021 LoSpallino.com ha una newsletter che arriva via mail una volta al mese e che di volta in volta contiene un contenuto esclusivo per i suoi iscritti. Per la newsletter di febbraio la nostra redazione ha deciso di includere un’intervista esclusiva a Demba Thiam. Col portiere senegalese sono stati affrontati diversi argomenti: la ritrovata titolarità con mister Venturato, i momenti difficili durante la gestione-Clotet, gli errori, i rigori parati, ma anche la vita personale e le perplessità sui portieri africani.

Qui trovate qualche anticipazione, per il resto potete dare una sbirciata su Substack, la piattaforma che usiamo per consegnare la newsletter. Ci si può ovviamente iscrivere con il proprio indirizzo mail per ricevere la prossima edizione (arriverà l’8 o 9 marzo), ma anche dare una sbirciata scegliendo “Let me read it first“.

foto di Damiano Fiorentini

Demba, se avessimo fatto questa intervista un mese fa sarebbe stata un’intervista al terzo portiere. Invece ora vieni da tre partite da 7 in pagella se non di più.
“Ero tranquillo prima e lo sono ora, davvero. Ogni giorno vengo al campo col pensiero di allenarmi bene e di lavorare sulle cose da migliorare, tutto lì”.

Cosa c’è da migliorare?
“Tutto! Fino a che si gioca c’è sempre qualcosa da migliorare. Vale tutti per i portieri del mondo ed è così anche nella vita”.

Nel giorno di SPAL-Benevento ci hanno consegnato la distinta e quando abbiamo letto il tuo nome ci siamo detti: “Venturato si sta prendendo un rischio”. Tu invece cos’hai pensato?
“Ero tranquillissimo. Mi sono detto: ‘Vado in campo e mi sfogo’. Infatti è andata bene, abbiamo fatto una bella prestazione di squadra. Sapevo soprattutto di dover dimostrare che questa categoria la posso fare senza grandi problemi”.

Però tutti hanno pensato che in caso di errori saresti stato “bruciato”, come si usa dire.
“Nella mia testa non l’ho pensato, veramente. Non ci ho mai pensato in generale, poi può capitare. Però se uno ha paura di giocare può darsi al tennis o al golf. Perché tutti i portieri sbagliano, anche quelli di serie A. Perché a me non dovrebbe capitare ogni tanto? Poi quando c’è un errore si prova a lavorare per non farlo accadere più ed è quello che ho sempre fatto”.

Ad un certo punto, durante la gestione di Clotet, sei diventato un’alternativa. Come hai vissuto quel periodo?
“Non mi va di parlare di questo argomento, ormai è tutto passato. Posso solo dire che sono state prese delle decisioni e io le ho accettate come deve fare un professionista. Il mio atteggiamento non è cambiato: ho sempre lavorato in allenamento per fare del mio meglio, rimanendo concentrato su me stesso. Voglio essere sempre padrone del mio destino e so che dipende da me, senza farmi distrarre da altre cose”.

Ma avevi rischiato davvero di andare via a gennaio?
“Non lo so (ride, ndr). No dai, sto bene a Ferrara con la mia famiglia e non ci ho pensato troppo. Vorrei continuare a giocare nella SPAL”.

Il presidente Tacopina dice che siete da playoff.
“Sono d’accordo con lui. Questa è una squadra molto forte. Intanto pensiamo a salvarci il prima possibile e poi potremo provare ad arrivare a quell’obiettivo. Io ci credo”.

Questa è solo una piccola parte della chiacchierata fatta con Demba Thiam grazie alla collaborazione con l’ufficio stampa della SPAL. Il resto lo trovate sul nostro profilo Substack, dopo aver scelto “Let me read it first”.



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