foto Filippo Rubin

Scivolata ufficialmente in zona playout dopo l’ultima giornata, la SPAL di Venturato non può più sbagliare se vuole salvare una stagione fin qui molto complicata. Il calendario la porta a Vicenza per uno scontro salvezza (sabato, ore 14) che ha tutta l’aria di essere decisivo in ottica di classifica, sia per i biancazzurri sia per i veneti allenati da Christian Brocchi. Il Lanerossi è penultimo e la gara del “Menti” rappresenta una delle poche opportunità rimaste per mantenere la categoria. Alla vigilia della partita abbiamo analizzato la squadra avversaria con Daniele Scaramella, giornalista di Biancorossi.net.

Gli ultimi due pareggi non hanno migliorato granché la situazione del Vicenza: la partita di sabato è considerata una sorta di ultima chiamata per riaprire la corsa alla salvezza?
“La situazione del Vicenza è tale che qualsiasi pareggio non cambia di molto l’aspetto della classifica. Quello con il Cosenza al ‘Menti’ ha fatto male perché una vittoria avrebbe permesso di accorciare sensibilmente su una diretta avversaria. L’occasione, probabilmente l’ultima, ora si ripresenta con la SPAL non solo per tirar dentro una rivale in più nella lotta per la salvezza, ma anche con lo scopo di mantenere bassa la quota playout (unico obiettivo verosimilmente raggiungibile dal Lane) ed evitare che, come nella scorsa stagione, gli spareggi non si disputino a causa del divario oltre i quattro punti tra quart’ultima e quint’ultima”.

Il risultato della partita d’andata costò la panchina a Domenico Di Carlo. In caso di sconfitta rischia la stessa sorte anche Cristian Brocchi? E cosa non ha funzionato finora nella sua esperienza in biancorosso?
“In caso di mancata vittoria, non solo di sconfitta, Brocchi potrebbe rischiare la panchina (il nome più attuale per l’eventuale cambio è quello di Dionigi), nonostante il patron Renzo Rosso abbia pubblicamente detto che con il nuovo allenatore i biancorossi hanno dimostrato un gioco migliore e più divertente. Nel concreto, invece, con Brocchi la squadra non ha migliorato la classifica e non è mai andata in fiducia, continuando ad evidenziare i problemi di inizio stagione: una difesa che prende gol con irrisoria facilità e trame di gioco fin troppo leggibili e codificabili da parte degli avversari, non ultima poi una propensione alla sconfitta che ne fa la squadra più battuta del campionato”.

Su 13 punti totali 6 sono arrivati dopo la pausa invernale: merito esclusivo del mercato oppure c’è stato qualche altro cambiamento significativo?
“Il mercato ha cambiato sostanzialmente il volto della rosa, ma non si può dire che finora sia stato determinante. Alcuni dei giocatori arrivati come Lukaku, Teodorczyk e Boli hanno visto il campo con il contagocce a causa di infortuni vari, altri come Bikel e Da Cruz sono scesi in campo ma senza finora convincere per motivi diversi. Gli unici ad aver concretamente contribuito finora sono stati Cavion e il portiere Contini, che sono arrivati nell’ultimo giorno del mercato invernale. Va sottolineato che dei sei punti conquistati, cinque sono arrivati in casa con una vittoria e due pareggi entrambi giunti con diversi patemi. Il punto preso nell’ultimo turno a Pisa, invece, nonostante il doppio vantaggio iniziale, lascia più la sensazione del pericolo scampato che del rammarico, in quanto i toscani nella seconda frazione hanno dominato il match andando più volte vicino al terzo gol che avrebbe garantito loro il risultato pieno”.

Uno dei protagonisti del pareggio di Pisa è stato senz’altro l’ex biancazzurro Nikita Contini. Che impatto ha avuto dal momento del suo arrivo?
“Quello del portiere era senza dubbio un punto su cui bisognava lavorare. Contini è arrivato l’ultimo giorno di mercato e, dopo un turno in panchina, è sceso in campo a Frosinone in una partita che il Vicenza ha perso ma in cui l’estremo è risultato uno dei migliori. Stessa cosa accaduta nelle seguenti partite con Cosenza e Pisa, quindi si può dire che al momento sia lui l’acquisto più azzeccato, anche forse a sorpresa, del mercato invernale. C’è da sottolineare che il nuovo portiere ha contenuto l’impatto dei numerosi tiri in porta che subisce il Vicenza in ogni gara, ma che la squadra continua a lasciare arrivare con fin troppa facilità gli avversari al tiro”.

Di recente Renzo Rosso ha dichiarato di essere parecchio dispiaciuto e infastidito per gli insulti ricevuti e ha rivendicato i grandi investimenti fatti per risollevare il Vicenza. La reputazione della proprietà è ancora buona o inizia a scricchiolare pericolosamente?
“Come in qualsiasi realtà, la reputazione della società è legata a doppio filo con i risultati che ottiene. Di fatto quello in corso, per numero di sconfitte e situazione in classifica, può essere considerato uno dei peggiori campionati della storia del Vicenza,  se non forse proprio il peggiore in assoluto. Questo non giova a rendere la situazione idilliaca. A fronte di un grande impegno e una sensibilità dimostrata per la storia passata del Vicenza, testimoniata da numerose iniziative messe in atto, la società non ha mai dimostrato realmente una vera e propria volontà di investire in modo convincente sulla squadra e per rendersene conto basta controllare il monte stipendi biancorosso che risulta uno dei più bassi della categoria. Quindi un po’ alla volta la fiducia iniziale dei tifosi verso questa nuova proprietà si sta incrinando, lasciando posto sempre più allo scetticismo sulle reali volontà di far grande il Vicenza”.

Con quale situazione di squadra si arriva al confronto di sabato? Ci saranno cambiamenti di formazione rispetto agli undici visti a Pisa?
“Il punto di Pisa, pur arrivato con grande affanno, non può essere disprezzato, visto che è stato ottenuto contro una della big del campionato. La squadra arriva quindi alla partita contro la SPAL con un pochino di fiducia in più, ma consapevole che un nuovo passo falso chiuderebbe i giochi per la corsa ai playout. Per quanto riguarda la formazione, rispetto alla squadra scesa in campo a Pisa, saranno da valutare le condizioni di molti giocatori. Potrebbe esserci il rientro di Lukaku e Pasini nella linea difensiva (al posto di Crecco e Brosco), mentre in mediana la squalifica di Bikel probabilmente verrà assorbita da un ritorno al modulo 4231 con Zonta e Cavion in mediana e Ranocchia nuovamente in posizione di trequartista. In avanti nessuno degli attaccanti sta particolarmente bene: Diaw a Pisa è uscito anzitempo acciaccato e Meggiorini e Teodorczyk non sembrano in grado di reggere i novanta minuti, mentre sembra fuori dai giochi il giovane Mancini (classe 2004) che quando è sceso in campo si è dimostrato ancora ben lontano dal poter incidere in questa categoria. Possibile che anche stavolta Brocchi si affidi ad una staffetta in avanti, ma è difficile pronosticare chi potrebbe vestire la maglia nell’undici titolare”.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Contini; Bruscagin, Pasini, De Maio, Lukaku; Cavion, Zonta; Diaw, Ranocchia, Da Cruz; Meggiorini.
INDISPONIBILI: Cappelletti, Boli.
SQUALIFICATI: Bikel.

IN PIU’ DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Lukasz Teodorczyk (A, Udinese); Janio Bikel (C, Vancouver) Sebastien De Maio (D, Udinese); Charles Boli (C, Lens); Alessio Da Cruz (A, Parma); Jordan Lukaku (D, Lazio); Michele Cavion (C, Brescia)

IN MENO DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Marco Calderoni (D, Cesena); Mario Ierardi (D, Pescara); Davide Lanzafame (A, svincolato); Simone Pontisso (C, Pescara); Federico Proia (C, Brescia, prestito); Samuele Longo (A, Modena, prestito)



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