foto Grillotti / ufficio stampa Ascoli Calcio

Ancora tre partite e poi le squadre della serie B potranno tirare un po’ il fiato dopo oltre due mesi di impegni ravvicinati. Il primo dei tre appuntamenti nel calendario della SPAL riserva l’Ascoli (sabato ore 16.15), squadra che non fa mistero di inseguire un piazzamento in zona playoff. Per sapere come i bianconeri si stanno preparando per la sfida di Ferrara abbiamo contattato Marco Amabili, direttore responsabile di Picenotime.it

La stretta attualità racconta di un Ascoli che nell’ultimo mese ha vissuto momenti di grande euforia (vittoria a Benevento) e altre partite meno esaltanti (sconfitte con Perugia, Brescia e Lecce). Come si può inquadrare l’andamento recente della squadra?
“Dopo la fine di gennaio l’Ascoli ha giocato otto partite, ottenendo undici grazie a tre vittorie, tre sconfitte e due pareggi. Il rendimento è stato abbastanza altalenante, ma questo probabilmente si può ricondurre al grande affollamento di impegni collocati sul calendario. Nessuna delle altre formazioni di serie B, se ci si guarda in giro, è riuscita ad offrire un rendimento di piena continuità. La squadra è rimasta in zona playoff, cogliendo una notevole vittoria a Benevento e ritrovando il successo anche nel proprio stadio. I tre punti al ‘Del Duca’ raggiunti contro l’Alessandria mancavano addirittura dal 6 di novembre. Male invece la prestazione col Perugia di inizio febbraio, dove si è vista una prova tra le peggiori della stagione. Le sconfitte con Brescia e Lecce sono un po’ diverse tra loro, perché contro le rondinelle l’Ascoli ha perso meritatamente, mentre a Lecce la squadra di Sottil ha sfiorato una clamorosa rimonta nel finale. Nell’ultimo impegno col Frosinone (1-1) si sono avute ottime risposte per quanto riguarda il gioco espresso. L’andamento è stato quindi certamente non lineare, ma in piena tabella di marcia per rimanere nei primi otto posti di classifica”.

Mancano ancora diverse gare da giocare, ma arrivati a questo punto i bianconeri non possono più nascondersi: mancare i playoff verrebbe visto come una sorta di fallimento?
“Possiamo dire che i playoff sono l’obiettivo della società: quindi del patron Pulcinelli (azionista di maggioranza), dei nuovi soci americani capitanati da Matt Rizzetta, della famiglia Passeri e dei fratelli D’Alessandro. Questo nuovo quadrumvirato aveva inizialmente l’obiettivo di disputare un campionato tranquillo, poi strada facendo s’è incominciato a strizzare l’occhio alla zona playoff. La squadra non è mai scesa oltre il decimo posto da inizio stagione e cercherà negli ultimi mesi di giocarsi tutte le sue carte. Ci sarebbe certamente amarezza se non si dovesse centrare l’obiettivo, tuttavia non sarebbe un dramma. Perché rispetto alle scorse annate sono stati fatti degli enormi passi in avanti. Quello attuale è infatti il miglior campionato se si considerano gli ultimi quattro anni gestiti da Massimo Pulcinelli”.

Federico Dionisi non è ancora al meglio dopo il recupero dall’infortunio. Il capitano è davvero insostituibile? Quali sono le altre soluzioni offensive a disposizione di Sottil?
“Dionisi ha avuto un inizio di 2022 abbastanza complicato, con un risentimento al polpaccio sinistro che l’ha tenuto fuori per diverse partite. È rientrato in gruppo da un mese, ma fondamentalmente ha giocato da titolare solo il match con il Crotone. Nella sconfitta di Lecce è subentrato facendo bene, mentre nell’ultima uscita contro il Frosinone, sua ex squadra, è rimasto in panchina per tutti i 95 minuti. Sottil ha dichiarato che il capitano sarà un valore aggiunto per questo finale di stagione, ma al tempo stesso dovrà essere gestito per evitare altri infortuni. Negli ultimi tempi l’Ascoli sta facendo spesso a meno di lui, adottando un modulo con più elementi offensivi rispetto allo schieramento con le due punte e il trequartista del girone d’andata. Nello specifico, il nuovo attacco vede Paganini a destra, Bidaoui a sinistra e Maistro dietro l’unica punta Tsadjout”.

Se da una parte l’attacco funziona bene, sembra invece avere qualche piccolo problema la difesa, tra le dieci peggiori del campionato con 36 gol subiti. Quali sono i principali punti deboli?
“La difesa è sempre composta da una linea a quattro, che rappresenta per Sottil una certezza assoluta. È cambiata la coppia centrale a gennaio, con il ritorno di un ascolano doc come Peppe Bellusci (al posto di Avlonitis) che va a formare con Botteghin una cerniera molto affidabile per la categoria. Il duo s’è distinto particolarmente nel successo prestigioso a Benevento, risultando fondamentale per espugnare il ‘Vigorito’. Il problema, in sostanza, è che giocano sempre loro due. Entrambi non sono più di primo pelo e in alcune gare hanno evidenziato un po’ di stanchezza. I sostituti sono Quaranta, di valore ma non al livello dei titolari, e lo sloveno Tavcar, che quest’anno non ha mai giocato. La difesa, oltre al rendimento del portiere Leali, fa molto leva sulle prestazioni dei due centrali: se rendono al top l’Ascoli non subisce gol, viceversa la squadra può andare in sofferenza. Sulle fasce si alternano Salvi e Baschirotto a destra, a sinistra giocano invece Falasco e D’Orazio”.

Di recente il patron Pulcinelli ha ammesso di aver sbagliato qualche decisione a causa dell’inesperienza. La piazza gli ha perdonato gli errori del passato?
“Pulcinelli ha sempre messo anima e cuore nel progetto Ascoli, sia quando era da solo sia nell’ultimo anno insieme ai nuovi soci. Rimane il faro di questa società, l’elemento più carismatico che segue la squadra passo dopo passo in ogni partita, sempre in prima fila allo stadio. Di sicuro qualche errore in passato è stato commesso, ma non dimentichiamoci che quando arrivò ad Ascoli, nel 2018, era una sorta di neofita di questo sport. Ha pagato le scelte sbagliate, soprattutto nei primi periodi, ma ha capito che nel calcio bisogna creare basi solide, bisogna dare continuità tecnica e collocare al proprio posto tutti i tasselli. Non ha perso l’entusiasmo e al suo quarto anno nel Piceno può sicuramente dirsi soddisfatto del percorso ottenuto. La piazza sinceramente non gli può proprio imputare nulla”.

In vista di sabato che formazione possiamo aspettarci? Si continuerà col 4231 schierato nelle ultime due sfide di campionato?
“Di sicuri indisponibili c’è solo il lungodegente Felicioli, poi bisogna vedere se verrà convocato il trequartista Fontana. Per il resto, conferma tattica del modulo 4-2-3-1. In porta Leali; Salvi e Falasco sono in pole nei ruoli di terzini e la coppia centrale sarà sicuramente composta dai titolarissimi Bellusci e Botteghin. In mezzo Buchel e Saric. A destra, nei tre dietro la punta ci sarà Paganini, a sinistra imprescindibile Biadoui, l’uomo più in forma del momento, e sulla trequarti centrale Maistro. Per il ruolo di prima punta sembra in vantaggio Dionisi, nel caso utilizzabile anche a ridosso dell’attaccante centrale”

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Leali; Salvi (Baschirotto), Bellusci, Botteghin, Falasco (D’Orazio); Buchel, Saric; Paganini, Maistro, Bidaoui; Dionisi(Tsadjout)

SQUALIFICATI: Nessuno
INDISPONIBILI: Felicioli, De Paoli, Tavcar, Fontana
IN PIU’ DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Tsadjout (A, Milan); Falasco (D, Pordenone); Bellusci (D, Monza); Paganini (A, Lecce); Ricci (C, Reggina)

IN MENO DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Castorani (C, Feralpisalò); Sarzi Puttini (D, Latina); Avlonitis (D, Apollon Limassol); Petrelli (A, Genoa); Fabbrini (A, Alessandria); Sabiri (A, Sampdoria)

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