foto Filippo Rubin

La SPAL è pronta a riprendere la lotta salvezza con la sfida forse più importante della stagione, ad Alessandria (sabato, ore 14), contro la squadra allenata da Moreno Longo. Uno scontro diretto decisivo che può mettere bel punto esclamativo sul campionato degli spallini, visto che in caso di vittoria guadagnerebbero un vantaggio di dieci punti sulla quartultima posizione. Sarà una gara fondamentale anche per i piemontesi dall’altra parte, che vogliono provare a salvarsi senza passare dai playout. Per capire come stanno gli avversari abbiamo chiesto informazioni a Mimma Calligaris, firma del quotidiano locale “Il Piccolo”.

La sfida di sabato per l’Alessandria è probabilmente una delle ultime chiamate per potersi salvare senza playout. Che clima si respira intorno alla squadra in vista dello scontro diretto con la SPAL?
“Per l’Alessandria questa è sicuramente ‘la partita’, come la definiscono i tifosi che accorreranno in gran numero al Moccagatta. Sarà uno scontro fondamentale per tante cose: la squadra non vince dalla prima giornata del girone di ritorno col Benevento; non segna da 360 minuti ed è reduce da tre sconfitte consecutive. In un colpo solo l’Alessandria potrebbe ritrovare la fiducia e dare una svolta in ottica classifica. La vittoria consentirebbe di mettere pressione alla SPAL per la volata finale di stagione. Senza dimenticare che, in caso di arrivo a pari punti, gli scontri diretti sarebbero in favore della formazione in maglia grigia. È l’ultima fermata per salire sul treno che può portare alla salvezza diretta, anche se in tanti affermano che salvarsi nell’ultima gara del playout sarebbe come vincere un campionato”.

La vittoria col Benevento in avvio di 2022 ci aveva fatto dire che l’Alessandria sarebbe stata pericolosa, e invece si è inceppata: cos’è successo negli ultimi due mesi?
“Oltre alla vittoria contro i campani, anche i pareggi successivi con Pisa, Brescia e Lecce avevano dato l’illusione di una svolta. Il problema principale è che la rosa non è profonda come quella delle dirette concorrenti e in più si sono aggiunti gli infortuni e il calendario fitto di impegni. Già nel girone d’andata s’erano intraviste le difficoltà di giocare tante partite ravvicinate, in particolare per quanto riguarda i titolarissimi che non sono mai riusciti a tirare il fiato. Con questi ritmi la squadra non è rimasta al passo, perdendo lucidità ed efficacia. Sono venuti a mancare alcuni interpreti che si trovavano nel loro momento migliore, come ad esempio Pirozzi (al rientro contro la SPAL), che stava disputando un’ottimo campionato. Ci sono state tante gare in cui Longo ha avuto davvero gli uomini contati e questo ha condizionato ovviamente anche le scelte di formazione”.

Fino a dicembre mister Longo è stato elogiato per aver condotto un’Alessandria combattiva e in grado di fare anche vittorie pesanti come quelle di Ferrara e Reggio Calabria. Il periodo difficile ha intaccato un po’ la fiducia che c’era attorno a lui?
“Assolutamente no. C’è una fiducia totale in Longo nonostante la situazione attuale faccia pensare il contrario. L’andamento del campionato ha vissuto vari alti e bassi, ma l’Alessandria non ha mai messo in discussione nessuno, confermando le scelte che aveva fatto dopo la promozione dell’estate scorsa. Il pensiero dominante della gente è che senza il tecnico questa squadra non sarebbe nemmeno nella posizione di giocarsi la salvezza. Non scordiamoci che Longo è l’allenatore che in cinque mesi ha riportato Alessandria in serie B dopo 46 anni. È un conoscitore di calcio e un eccellente motivatore. Indipendentemente dai risultati non si tocca, tanto che dopo il terzo k.o. consecutivo s’è sollevato l’hashtag #iostoconLongo in risposta a qualche critica isolata. La fiducia è saldissima e sicuramente il finale di stagione sarà con lui al timone. Per il futuro ci si penserà in seguito, ma la figura del mister è considerata una delle migliori passate sulla panchina dell’Alessandria negli ultimi anni”.

L’Alessandria, a differenza delle dirette concorrenti, ha quasi esaurito il giro di partite contro le big del campionato: questo può essere considerato un vantaggio per la volata finale?
“Non dover più affrontare le big del campionato, ad eccezione della Cremonese martedì prossimo in trasferta, è sicuramente un vantaggio. Va detto però che questa squadra ha ottenuto più punti nel ritorno con le formazioni che lottano per playoff o per la promozione immediata. Quindi la chiave di lettura può essere doppia. L’Alessandria ha quattro scontri diretti in casa (SPAL, Pordenone, Reggina, Vicenza) e questo è senza dubbio un altro punto a suo favore, a patto che poi si sappia sfruttare il fattore campo nel modo giusto”.

Alla luce delle difficoltà mostrate dalla squadra in attacco è lecito pensare che a gennaio si sarebbe potuto fare qualcosa in più per rinforzare la squadra?
“Si poteva certamente fare qualcosa di più in attacco. Anche perché la partenza di Arrighini, ceduto alla Reggiana, secondo alcuni aveva un po’ indebolito la potenza offensiva dei grigi dopo il mercato invernale. Qualche innesto sarebbe stato senza dubbio un aiuto, ma l’Alessandria punta molto su Marconi, che nelle ultime due stagioni in B è andato sempre in doppia cifra con il Pisa. In città lo si conosceva già benissimo, ma i problemi principali sono stati l’infortunio al tendine e la lunga squalifica per le frasi razziste della passata stagione. Alla squadra di Longo mancano sicuramente dei gol. Tuttavia, per tutto il mese di gennaio non è mai circolato con insistenza il nome di una punta”.

La sosta ha consentito di recuperare qualcuno tra i tanti infortunati? Che formazione possiamo aspettarci per sabato?
“Sono sicuramente recuperati i tre giocatori che avevano avuto la febbre prima della gara di Terni, ovvero Mattiello, Fabbrini e Di Gennaro. Sono recuperati anche Prestì e Palombi, a cui si aggiungono Pirozzi, fermo da due mesi, e Parodi. Potrebbe andare in panchina Kolaj, mentre hanno già finito la stagione Bellodi, Orlando e Palazzi. Longo punterà sul 3-4-2-1 che all’occorrenza può diventare anche un 3-4-3, con Pisseri tra i pali e Mantovani, Di Gennaro e Parodi in difesa. Non credo partirà subito titolare Pirozzi dopo i due mesi di assenza. I due esterni saranno Mustacchio a destra e Lunetta a sinistra. In mezzo scelte obbligate con Ba e Milanese. Sulla trequarti Chiarello e Fabbrini, mentre davanti per il ruolo di prima punta è favorito Marconi.

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-2-1): Pisseri; Mantovani, Di Gennaro, Parodi; Mustacchio, Ba, Milanese,  Lunetta; Chiarello, Fabbrini; Marconi

INDISPONIBILI: Bellodi, Orlando, Palazzi, Gori
IN DUBBIO: Kolaj
SQUALIFICATI: Casarini

IN PIU’ DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Coccolo (D, Juventus U23); Gori (C, Frosinone); Mattiello (C, Atalanta); Cerofolini (P, Fiorentina)

IN MENO DOPO IL MERCATO DI GENNAIO: Arrighini (A, Reggiana); Cosenza (D, Piacenza); Russo (P, Sassuolo); Celesia (D, Torino); Beghetto (D, Perugia); Speranza (C, Derthona); Gerace (C, Fiorenzuola); Sini (D, Renate)



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