foto Pescatore

La rabbia per la vittoria sfumata ad Alessandria probabilmente non se n’è ancora andata, ma per fortuna l’occasione per voltare pagina si presenta dopo poco più di 72 ore. Martedì sera (ore 19) la SPAL riceve nel proprio stadio il Cosenza, squadra con l’acqua alla gola che sta lottando per raggiungere quantomeno un posto ai playout. I calabresi sono certamente alla portata della squadra di Venturato, ma occhio a non sottovalutare troppo l’orgoglio dei rossoblù, che da qui alla fine vivranno ogni confronto come una finale. Per capire come sta la formazione avversaria abbiano chiesto informazioni a Alessandro Storino, firma di CosenzaChannel.it

La sconfitta di sabato contro il Parma ha evidenziato ancora una volta un approccio sbagliato da parte del Cosenza, che ha reagito nella ripresa solo dopo il doppio svantaggio. Quali sono i principali problemi dei calabresi e come si può tentare di porvi rimedio?
“Provare ad adottare dei rimedi ,di fronte ad una situazione simile, credo che ormai sia difficile. Il Cosenza è una squadra con problemi strutturali, caratteriali, tecnici e tattici. Sicuramente l’obiettivo attuale è quello di rimanere aggrappati al treno playout e poi provare a giocarsi tutto nelle due partite a fine stagione. L’unica nota positiva in questo momento è che le avversarie dirette, ovvero Alessandria e Vicenza, non stanno mettendo in mostra uno sprint decisivo per staccarsi dalle zone più a rischio. Credo sia prevedibile una quota playout in classifica molto bassa, diciamo intorno ai 30-31 punti. Sarebbe un punteggio inatteso, che non si è mai verificato da quando esistono gli spareggi per il mantenimento della categoria”.

La critica generale pone sul banco degli imputati il tecnico Bisoli, subentrato a febbraio dopo l’esonero di Occhiuzzi: cosa non sta funzionando nell’operato del mister?
“Diciamo che Bisoli ha puntato più che altro sul fattore emotivo, cercando di dare una scossa all’intero gruppo fin dal suo arrivo. Qualche effetto s’è visto nelle prime partite della sua gestione, penso ad esempio alle gare contro Crotone e Lecce, dove il Cosenza aveva la partita in pugno salvo poi farsi raggiungere in pieno recupero. A parte questa svolta caratteriale, però, non s’è avuta traccia della svolta tattica che ci si aspettava. I proclami non hanno dato un decisivo cambio di marcia alla squadra, né a livello tattico, con diversi schieramenti provati in successione, né a livello di giocatori, cosa che rende davvero difficile fare delle ipotesi sulla prossima formazione del Cosenza”.

È ormai chiaro che le chance di salvezza per il Cosenza passeranno per forza dai playout, ma raggiungere gli spareggi non sarà comunque un’impresa agevole. Come viene vissuta questa situazione di grande incertezza per le sorti della stagione?
“Come detto si cercherà fino all’ultimo di rimanere in zona playout e provare a giocarsi il tutto per tutto fino all’ultima giornata. La sensazione generale è quella della rassegnazione. C’è la consapevolezza che se il Cosenza, fino ad oggi, ha raccolto i pochi punti che si ritrova allora difficilmente potrà esserci un’inversione di tendenza. La partita da recuperare col Benevento è una piccola possibilità per tentare di mettere in cascina qualcosa in più in più rispetto alle concorrenti, ma tutti sono sicuri che la permanenza in serie B, eventualmente, passerà per forza dalle due gare che si giocheranno a maggio”.

Il mercato di gennaio ha consegnato una rosa abbastanza lunga (31 giocatori) per tentare di mantenere la categoria. I nuovi arrivati si sono dimostrati utili per puntare all’obiettivo?
“I trentuno giocatori non rappresentano una scelta voluta dalla società Cosenza. Diciamo che più che altro si sono verificate delle circostanze che non hanno consentito di vendere gli esuberi. Chi doveva andarsene nel mercato di gennaio è invece rimasto sul groppone e questo ovviamente rende più difficoltosa la gestione tecnica. Per quanto riguarda i nuovi arrivati diciamo che il francese Gaetan Laura era partito con grosse aspettative e paragoni ingombranti, ma s’è capito subito che con le difese serrate poteva andare incontro a grosse difficoltà. Il migliore fino ad ora è sicuramente Larrivey, volto già visto sulla scena italiana, che ha messo a segno tre gol in dieci partite. Cito anche Camporese tra i più in forma arrivati a gennaio, autore di due reti. Buone anche le prestazioni di Kongolo, che tuttavia non è sicuro di prendere parte alla trasferta di Ferrara per qualche acciacco. Le delusioni sono invece Ndoj, anche per qualche problema fisico, e Hristov, uno dei pochi nuovi acquisti che la società ha monetizzato immediatamente”.

Il piazzamento in classifica sembra alimentare le critiche verso la figura del presidente Eugenio Guarascio. Quante colpe si possono imputare alla proprietà per questa annata così faticosa?
“Le colpe del presidente Guarascio sono tantissime, perché per l’ennesimo anno non c’è stata la minima parvenza di una programmazione sulla stagione da disputare. Lo scorso anno gli è andata bene con il ripescaggio dopo l’esclusione del Chievo, come gli è andata bene due anni prima con il miracolo salvezza apportato da Occhiuzzi nel periodo post-lockdown. Purtroppo però queste lezioni non gli hanno insegnato nulla, e anche quest’anno si rischia davvero di scivolare in serie C. Il presidente non ha speso nel modo che ci si aspettava a seconda delle esigenze e anche la gestione degli allenatori ha fatto acqua da tutte le parti. Prima è stato sollevato Zaffaroni, che comunque aveva fatto quindici punti in sedici partite, poi s’è puntato sul ritorno di Occhiuzzi, mal voluto dalla piazza, e infine è stato fatto un all-in su Bisoli, che in otto partite ha racimolato cinque punti. Senza dubbio Guarascio è il principale colpevole della situazione attuale in cui si ritrova il Cosenza”.

Vista l’importanza degli ultimi impegni anche martedì giocheranno i titolarissimi? Che formazione potremmo vedere sul campo del Paolo Mazza?
“Fare la formazione del Cosenza in questo momento è un terno al lotto. Bisoli non ha mai confermato la stessa squadra per due partite di fila e al momento le indicazioni sui titolari sarebbero molto incerte. Di sicuro c’è qualcuno che ha giocato più degli altri, quindi in un ipotetico 3-5-2 ci sarà Matosevic in porta, due difensori su tre saranno Camporese e Vaisanen, con il terzo posto per Rigione al rientro dalla squalifica. Al centro i dubbi aumentano: Situm a destra, Liotti a sinistra, nel mezzo Florenzi come mezzala sinistra, regista Palmiero e a destra, se sta bene, Kongolo, altrimenti resta il punto interrogativo. Davanti Larrivey dovrebbe essere confermato al fianco di Caso. Quest’ultimo se la gioca con Laura”.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Matosevic; Rigione, Camporese, Vaisanen; Situm, Kongolo, Palmiero, Florenzi, Liotti; Caso (Laura), Larrivey

INDISPONIBILI: Gori
IN DUBBIO: Kongolo, Millico
SQUALIFICATI: nessuno

IN PIU’ RISPETTO AL MERCATO DI GENNAIO: Hristov (D, Slavia Sofia); Liotti (D, reggina); Sarri (P, Juve Stabia); Di Pardo (D, Vicenza); Camporese (D, Pordenone); Kongolo (C, Herenveen); Ndoj (C, Brescia); Larrivey (A, svincolato); Laura (A, Paris FC)

IN MENO RISPETTO AL MERCATO DI GENNAIO: Saracco (P, Fidelis Andria); Panico (D, Juve Stabia), Sueva (A, Potenza); Corsi (D, Vibonese)



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