foto ufficio stampa Cagliari Calcio

SPAL-Cagliari in serie B è una partita che manca addirittura dal 1978, ma è soprattutto una sfida che sarà contraddistinta dal ritorno di Marco Mancosu a Ferrara dopo il suo repentino addio ai colori biancazzurri. Per capire meglio cosa c’è da aspettarsi dalla sfida del Paolo Mazza abbiamo interpellato Roberto Pinna, firma del giornale cagliaritano Centotrentuno.com

Dopo sette anni il Cagliari è tornato in serie B. Come è stata vissuta questa esperienza traumatica da parte della città?
“È stato senza dubbio un brutto colpo. Durante tutto il precampionato ci sono state forti contestazioni nei confronti di Giulini, in particolare dalla parte più calda della tifoseria. Il gruppo Curva Nord ha lasciato alcune scritte nei pressi dello stadio e ha fatto capire al presidente che in città non è più gradito. Non sono mancati poi i classici cori durante le partite fin qui disputate. La piazza invece, soprattutto dopo la bella vittoria col Cittadella della settimana scorsa, piano piano sta ritrovando il giusto entusiasmo”.

Il primo cambiamento per la stagione tra i cadetti è stato scegliere Liverani come allenatore. È l’uomo giusto per cercare di tornare subito in massima serie?
“È stato individuato come l’uomo ideale per la rifondazione della squadra. A oggi nell’undici titolare, rispetto all’ultima sfida in serie A contro il Venezia, sono rimasti solo Deiola e il capitano Pavoletti. Visti i tanti giovani acquistati serviva una svolta tecnica e tutto sommato sembra che Liverani stia fornendo delle buone garanzie. Il mister ha un’idea di gioco chiara che sottintende un progetto, cosa che purtroppo negli anni scorsi non è mai stata concretizzata dalla società. In questa sessione di mercato sono arrivati anche vari giocatori esperti, ma l’idea è quella di dare al mister la possibilità di plasmare e lavorare con tanti giocatori di prospettiva funzionali al suo credo tattico”.

Al di là dei risultati, come è andato l’inizio campionato dei rossoblù?
“Fin qui si può definire a due facce, perché a livello di gioco la squadra palesa ancora qualche momento di blackout. L’esordio contro il Como ha evidenziato una certa difficoltà sul piano offensivo, mentre contro il Perugia in Coppa Italia i sardi erano andati in svantaggio. Anche la sfida col Cittadella era cominciata male, poi nel secondo tempo sono arrivati i primi tre punti per 2-1 grazie al gol di Makoumbou. Liverani ha cambiato due moduli in quella partita: inizialmente col 4-3-2-1, in seguito col 4-3-3; ovvero il modulo che ha provato in tutto il precampionato. La squadra deve ancora formarsi e per ora si basa sui singoli, sulla giocata di Lapadula, Mancosu, Pereiro o Makoumbou. Quando i giocatori più qualitativi si accendono succede sempre qualcosa di interessante”.

Squadra inevitabilmente rivoluzionata dopo la retrocessione, ma qualche nome importante è ancora lì. Quali motivi stanno dietro a questo aspetto e quali sono invece i nuovi arrivati che si stanno già imponendo nell’undici titolare?
“I nomi più importanti che hanno deciso di rimanere sono senza dubbio Deiola, Pavoletti, Rog e Nandez, anche se quest’ultimo rimarrà in bilico fino all’ultimo con il mercato aperto. Tutti hanno deciso di restare per sposare il nuovo corso e cercare una pronta risalita nel massimo campionato. Tra i nuovi arrivati s’è inserito subito benissimo Makoumbou, centrocampista ex Maribor che sa giocare sia da play sia da mezzala tecnica e come detto ha già segnato la sua prima rete in stagione. Bene anche Lapadula, che ha segnato in Coppa Italia ma ha faticato in campionato, e poi niente male anche l’impatto del giovane Zito Luvumbo, ex Primavera che ha fatto un gran precampionato, fornendo tra l’altro l’assist a Mancosu per il momentaneo pareggio col Cittadella”.

Il ritorno a Cagliari di Marco Mancosu s’è concretizzato in brevissimo tempo dopo la sua rescissione con la SPAL. Come viene valutata la sua operazione dal punto di vista tecnico e ambientale?
“La piazza l’ha accolto con grande entusiasmo, dedicandogli un lungo applauso sabato scorso, durante la lettura delle formazioni. Il giocatore ha risposto alla grande, giocando una buona gara e segnando la rete del pari che ha fatto partire la rimonta per la prima vittoria dell’anno. Mancosu rappresenta un po’ il figliol prodigo di Cagliari: è un giocatore di qualità che mancava a questa rosa e riportarlo in Sardegna, in questo momento, è stata una mossa efficace. Può essere l’anello di congiunzione tra il tifo, compreso quello ancora scottato dalla retrocessione, e una squadra in cerca di rilancio”.

In vista di sabato con quale formazione potrebbe scendere in campo la squadra rossoblù?
“Resta da capire che modulo deciderà di adottare Liverani, ma anche a Ferrara si dovrebbe continuare sul 4-3-2-1. In porta nessun dubbio su Radunovic, linea a quattro quasi confermata con il solo cambio di Altare in difesa e lo slittamento di Obert in fascia al posto di Zappa. Nandez, Makoumbou e Viola in mezzo, con Mancosu e Pereiro ad inventare dietro l’unica punto Lapadula”.

PROBABILE FORMAZIONE: 4-3-2-1 Radunovic; Di Pardo, Altare, Goldaniga, Obert; Nandez, Makoumbou, Rog; Mancosu, Pereiro; Lapadula

SQUALIFICATI:  Nessuno

INDISPONIBILI: Zappa, Lella, Delpupo, Walukiewicz, Barreca

IN PIU’ RISPETTO ALLA SCORSA STAGIONE: Lapadula (A; Benevento); Maloumbou (C, Maribor); Viola (C, Bologna), Di Pardo (c, Juve under 23): Millico (A, Torino); Mancosu (C, SPAL); Barreca (D, Monaco)

IN MENO RISPETTO ALLA SCORSA STAGIONE: Joao Pedro (A, Fenerbache); Carboni (D, Monza); Bellanova (D, Inter); Marin (C, Empoli); Caligara (D, Ascoli); Cragno (P, Monza); Miangue (D, Cercle Bruges); Likogiannis (D, Bologna); Gagliano (A, Padova); Conti (C, Verona); Tramoni (A, Pisa); Contini (A, Olbia)



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