foto Paola Garbuio
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Tempo, serve tempo per sistemare questa SPAL e portarla a un livello adeguato. Questo è il riassunto del pensiero di Daniele De Rossi a margine della sconfitta di Genova che ha segnato l’eliminazione dalla Coppa Italia.
ASSETTO – “Cerco sempre di provare quello che in un certo momento sembra essere buono. A volte ci muoviamo anche in base alle caratteristiche dei nostri giocatori e di quelle degli avversari. L’unica punta sicuramente si può riproporre con più giocatori offensivi. Però onestamente il secondo tempo è andato molto meglio. Queste sono delle indicazioni che dà il campo e dobbiamo rispettarle.”
PERICOLOSITÀ – “In attacco è mancata qualche soluzione. Tiriamo poco in porta e dobbiamo lavorarci. Sono arrivato da sei giorni e ho cercato di fare come il bambino che prima va con il triciclo, poi con la bicicletta, quindi motorino e moto. Ma non perché io debba insegnare chissà cosa a questi ragazzi. Sono già degli ottimi giocatori ma il tempo per fare è poco. La Coppa Italia non è che ‘rompa’ o spezzi qualcosa, perché giocare in uno stadio così bello è un obiettivo importante, ma rende più difficoltoso il processo. Questa era una settimana di lavoro che poteva essere intensa e piena, invece abbiamo fatto otto ore di pullman in due giorni. Ci ha scombussolato. Alcuni ragazzi avevano giocato, alcuni avevano botte, acciacchi. In questa prima fase più lavoriamo sul campo, meglio è”.
GIOVANI – “La coppia difensiva era giovane, ma dobbiamo anche stare attenti a dire che a vent’anni sono molto giovani. Negli altri campionati ci tirano fuori i Bellingham di diciassette anni. Di giocatori giovani ne abbiamo e sono forti, ce ne sono tanti anche in Primavera. L’anno scorso hanno vinto un campionato Under 18. Anche in questa rosa ci sono giocatori giovani che daranno tanto a questa squadra e i difensori sono quelli che sono emersi un po’ di più. Sono tanto contento per loro, però quando giocano bene i difensori manca sempre qualcosa davanti. Mi dispiace e dobbiamo lavorare meglio su quelli che abbiamo in attacco. Giovani o meno giovani, ma altrettanto bravi”.
ORIZZONTE – “Abbiamo immensi margini di miglioramento. I ragazzi sono capaci di giocare a calcio, hanno delle qualità e delle caratteristiche ben precise. Devo essere bravo io e tutto lo staff a sfruttarle al meglio. Ci stiamo conoscendo, un po’ come la madre con i cuccioli appena nascono. Ci stiamo annusando. Sto cercando di provarli: alcuni giocatori sono già in forma e li vedo che recepiscono un po’ meglio alcuni concetti. Altri devo per forza continuare a lavorarci perché un talento come Georgi Tunjov per esempio non possiamo abbandonarlo dopo 45 minuti di fatica in cui tutta la squadra ha sofferto. Ci sono dei giocatori dove dobbiamo essere per forza noi bravi a tirargli fuori qualcosa perché c’è troppo merito in loro per sprecarlo”.


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