foto Filippo Venezia
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Il penultimo appuntamento casalingo del 2022 mette la SPAL di fronte alla necessità urgente di fare punti per tenere il passo delle candidate alla salvezza. Lo sa benissimo Daniele De Rossi, che in conferenza stampa alla vigilia di SPAL-Palermo ammette di essere disponibile a firmare per una vittoria ottenuta con le cattive, pur rivendicando le ragioni della sua proposta tecnico-tattica.

PERUGIA – “Mi rimane un po’ di dispiacere perché siamo partiti bene per i primi 20-25 minuti, poi siamo andati troppo dietro alla loro maniera di giocare. Avevamo parlato di andare contro il Perugia in un’altra maniera e c’è stata poca pulizia a livello tecnico nei passaggi, negli sviluppi, nelle rifiniture e nelle conclusioni. Ero dispiaciuto per questo perché credo che la SPAL sia più forte del Perugia e quindi potessimo vincere tranquillamente“.

SCELTE – “Oggi non ho ancora deciso chi giocherà ed è la prima volta in cui lo dico per davvero rispetto alle altre, in cui venivo in conferenza stampa a dirvi che non avevo ancora le idee chiare. Soprattutto perché bisogna vedere come va il recupero del turno infrasettimanale: fare il viaggio in pullman è come aver giocato un tempo in più. Giocatori che possono essere un’alternativa a Moncini ne abbiamo, quindi sono abbastanza tranquillo“.

MORALE – “La situazione psicologica è quella di una squadra che non sta facendo risultati positivi e che al netto dei propri errori ha raccolto meno punti di quanti avrebbe meritato nelle ultime quattro o cinque partite. Soprattutto con Ternana e Modena. Il morale è alto quando siamo in campo, perché ci si allena con entusiasmo, intensità ed energia. Per il resto è basso, ma d’altra parte sarei preoccupato dal vedere sorrisi quando si perde. Quando abbiamo fatto la sessione video post-Perugia abbiamo notato Meccariello e La Mantia inginocchiati e con le mani nei capelli per un cross che non è andato a buon fine all’ultimo minuto. La mentalità giusta è questa qui, di giocatori disperati quando non vincono la partita. Poi una volta finita ovviamente si riparte e sta a me ricreare l’entusiasmo verso l’impegno successivo“.

TENSIONI – “Non mi pare ci siano problemi coi nostri tifosi. Finita la partita di Perugia sono andato coi ragazzi a salutarli come faccio sempre. Sono venuti di giovedì pomeriggio, con la pioggia e il freddo a sostenerci nonostante le cose non vadano bene. Noi faremo la nostra prestazione anche per loro, senza pensare troppo al clima che ci sarà sugli spalti. Giustamente i tifosi applaudiranno o fischieranno in base a quello che faremo vedere. Ma la curva Ovest col Modena ha cantato fino al 95° e non ha mai fatto mancare il sostegno. Anzi, sarebbe bello che l’intero stadio trascinasse la strada come fa la curva“.

PALERMO – “Il Palermo è una squadra che sta giocando molto bene, ha sviluppi chiari e ottimi giocatori. I pericoli sono quelli. Cercano meno il contropiede e più il fraseggio rispetto ad altri. Corini è un ottimo allenatore e una persona che stimo, sono contento di incontrarlo dopo tanti incontri sul campo“.

MERCATO – “Questa è una domanda da fare al presidente. Non posso rispondere per quanto riguarda i singoli, non sarebbe corretto da parte mia. Sono cose che vanno gestite all’interno degli uffici perché sono molto delicate. Penso ci sia la voglia di fare un cammino consono con quelle che sono le ambizioni della società. Poi Joe conosce meglio di me i numeri e saprà dirvi qual è la potenza di fuoco: se c’è, non c’è, se possiamo comprare, se dobbiamo vendere. Certo è che siamo tutti e due scontenti dell’andamento generale: secondo me la SPAL è una squadra sana dal punto di vista caratteriale, non cambierei nessuno se dovessi fare una valutazione a livello umano. Però ci siamo detti che bisogna fare di più, io per primo, perché qui ci sono bravi giocatori“.

CLASSIFICA E GIOCO – “La classifica la guardo eccome come guardo ai risultati. Se mi proponeste di firmare per giocare malissimo e vincere non avrei alcuna esitazione a firmare. Ho la sensazione però che giocando un pochino meglio sia più facile ottenere punti. A volte abbiamo giocato abbastanza bene ma non abbiamo ottenuto punti, ma è successa la stessa cosa quando abbiamo giocato male. Sono dell’idea che bisogni valutare sempre la prestazione. Giocando in una certa maniera, e non vuol dire tiki-taka, le partite si possono vincere. Scegliendo un approccio più sporco invece sono più alte le probabilità di perdere“.

LA MANTIA – “A Perugia Andrea è entrato da freddo e inizialmente era fuori dal match, ma era inevitabile in quel contesto, perché è un giocatore che ha bisogno di tempo per trovare il giusto ritmo. L’intera squadra ha reso sotto le aspettative, non è che lui ha fatto male mentre gli altri sono andati come delle schegge. Non abbiamo creato tantissimo e lui ha sprecato. Gli ho detto che se arriva a tirare in porta tre o quattro volte a partita il gol arriva. Ci sono state occasioni in cui l’ho visto un po’ spento. Ma col Modena ha calciato un paio di volte e colpito di testa ed è stato bravo il portiere. Arriverà il momento in cui la toccherà con l’alluce e la palla andrà all’angolino. Col Perugia si era liberato bene su un cross ed è stato bravo il difensore a chiuderlo. Per me è importante vederlo vivo, coinvolto. Nella mia carriera non ho mai conosciuto un attaccante che non si abbattesse almeno un po’ per la mancanza del gol“.

PROVA D’ORGOGLIO – “La SPAL deve giocare con orgoglio sempre, non può dipendere dal momento. Dal mio punto di vista non potrò mai criticare il gruppo o fare recriminazioni per l’atteggiamento. Nello spogliatoio parliamo di tattica, di tecnica e di tutto il resto. Ma la prestazione col Modena è stata una dimostrazione di orgoglio. Capisco che tifosi e giornalisti valutino il risultato, io devo prendere in considerazione quello che vedo negli occhi dei giocatori e quello che hanno sviluppato in campo. Quindi io sono orgoglioso di loro. Sono felice di tutto quello che fanno? No. Sono soddisfatto di come a volte sviluppano il gioco? No. Son contento di come difendono? A volte no. Però sono sempre orgoglioso di loro per l’impegno ed è raro sentirsi così. Mi piacerebbe che la gente glielo riconoscesse, ma mi rendo conto non sia facile per il pubblico. Non ci sono partite che vanno giocate con orgoglio e altre di ci si può fregare. Ci devono essere sempre rabbia agonistica, voglia, coraggio, intensità e disponibilità allo sforzo fisico“.

 

IPOTESI DI FORMAZIONE (352): Alfonso; Peda, Varnier (Dalle Mura); Meccariello; Dickmann, Murgia (Proia), Esposito, Valzania (Maistro), Tripaldelli (Celia); La Mantia, Finotto (Rauti).



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