foto Filippo Rubin
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Dal prossimo 2 gennaio 2023 (e fino al 31) il mercato invernale sarà ufficialmente aperto e dalla SPAL ci aspetta come minimo qualche aggiustamento all’organico per tentare di rendere meno difficoltoso il raggiungimento della salvezza. Analogamente a quanto accaduto dodici mesi fa c’è anche un nuovo allenatore da accontentare, visto che Daniele De Rossi ha fatto capire abbastanza esplicitamente di attendere rinforzi per realizzare il suo progetto tattico del 3-4-2-1. Senza voler scomodare troppi nomi – perché al momento ne circolano insolitamente pochi – è il caso di provare a inquadrare su quali coordinate si muoverà la società da qui al mese di febbraio.

IL CONTESTO
A livello generale sarà ancora una volta un mercato generalmente avaro di grandi trasferimenti, un po’ come quelli del 2021 e del 2022. Tanto in serie A, quanto ai piani inferiori pesano ancora una volta le risorse scarse e i costi ancora fuori scala dei cartellini. Chiunque abbia un giocatore anche solo in grado di mettere insieme quindici partite a buon livello (anche in serie C) gli attribuisce un valore molto alto nella speranza di rimpinguare rapidamente le proprie casse in tempi difficili. In questo quadro solo qualche club rappresenterà l’eccezione (es.: Reggina, Genoa, Parma) e azzarderà ulteriori spese fuori parametro.

Acquistare a gennaio è come farlo all’ortofrutta alle quattro del pomeriggio: trovi solo merce marcia” disse a dicembre 2021 Stefano Bandecchi, presidente della Ternana. L’analogia del sempre colorito patron delle Fere magari è un po’ esagerata, ma il sentimento strisciante tra tanti presidenti e direttori sportivi è molto simile. Gli stessi Lupo e De Rossi hanno sottolineato che si tratterà di cogliere delle opportunità più che fare delle vere e proprie scelte. In serie B a gennaio si ragiona soprattutto su scambi reciproci per tentare di trovare soluzioni a problemi di varia natura. Diverse squadre hanno messo fuori rosa alcuni elementi e potrebbero trovare altrove le pedine giuste con le quali compensare le eventuali partenze, magari con la speranza di veder rivalutati alcuni cartellini. Oppure un avvicendamento può essere la via d’uscita per giocatori scontenti o esclusi dai progetti tecnici.

Un altro filone è rappresentato dalle discese dalla serie A. Al piano superiore ci sono dozzine di giocatori che reclamano un minutaggio più ampio, hanno in programma di strappare contratti più sicuri per il loro futuro o hanno semplicemente bisogno di dare una svolta alle loro carriere. Agganciarli non è facile, in primis a causa delle pretese economiche, e normalmente si tratta di calciatori contesi da varie squadre con serie ambizioni a breve termine. Tradotto: è difficile che un giocatore di serie A possa trasferirsi alla SPAL o al Perugia per lottare per la salvezza, a prescindere da quelli che possono essere i piani a medio-lungo termine delle rispettive dirigenze. Anche se la reputazione del club biancazzurro rimane di ottimo livello e in alcuni casi aiuta ancora a convincere gli indecisi.

C’è poi un tema relativo ai tempi: c’è infatti una correlazione diretta tra costi dei trasferimenti e giorni rimanenti nella sessione. Non a caso tante società aspettano le ultime 48 ore di trattative per stringere e strappare il classico sconto.

LE PREMESSE PER LA SPAL
Negli uffici della sede di via Copparo c’è la consapevolezza di dover mettere mano all’attuale rosa per affrontare il girone di ritorno con maggiore serenità. Però ci sono anche alcuni punti dai quali non si può scappare:

* Non sono previste rivoluzioni, perché il gruppo è ancora considerato di valore, anche se ha reso sotto le aspettative. Sarebbe quindi sorprendente se ci fossero più di 4 o 5 volti nuovi da qui a febbraio, almeno di quelli in grado di portare un contributo significativo.
* Il sistema di base scelto da De Rossi è il 3-4-2-1 e quindi verranno cercati giocatori in grado di inserirsi all’interno di questo schema, soprattutto nel reparto centrale e avanzato.
* I numeri del bilancio e le scadenze di alcuni contratti non permettono spese pazze, anche se la situazione è in sensibile miglioramento rispetto al 2021. Il margine di manovra dipenderà anche da eventuali cessioni, ma se si parte col tredicesimo budget della categoria la dimensione è abbastanza chiara.
* Nel caso venisse effettivamente ceduto Esposito per una cifra ritenuta adeguata (ne parliamo più avanti) non funzionerà propriamente come nei videogame, con l’intero incasso da reinvestire immediatamente sul mercato.

Solo tenendo a mente questi quattro presupposti si potrà avere un quadro sensato dei movimenti della SPAL a gennaio senza farsi trasportare dalla fantasia o dalla realtà parallela creata dai siti di calciomercato. Per questo verosimilmente si cercherà di razionalizzare un po’ la rosa attraverso alcune cessioni e con alcuni inserimenti mirati per aumentare il livello di qualità a disposizione di De Rossi.

IL QUADRO REPARTO PER REPARTO

Portieri: Tutto ruota attorno a Demba Thiam (1998), che in autunno ha rinnovato il contratto fino al 2025, ma non ha trovato lo spazio che desiderava e che in una certa misura gli era stato promesso al termine della scorsa stagione. Il procuratore del portiere senegalese (Fabrizio Ferrari) è al lavoro per trovare possibili destinazioni. Allo stato attuale, vista la durata del contratto, sembra plausibile un prestito in un’altra squadra di serie B o all’estero. Se Thiam dovesse partire si aprirebbero due scenari: la prosecuzione della stagione con Pomini (1981) e Abati (2004) in qualità di alternative oppure l’ingaggio di un secondo. Da escludere un investimento su un potenziale titolare, vista la fiducia che De Rossi ha più volte ribadito nei confronti di Alfonso.

Difensori: Con tre posti disponibili per cinque giocatori non sembra esserci la necessità di un intervento, anche se l’integrità di fisica di Varnier (1998) rappresenta un grande punto interrogativo, considerate le appena 6 presenze da agosto a oggi. Se il difensore padovano dovesse essere in grado di affrontare il girone di ritorno senza ulteriori ricadute un ulteriore innesto nel reparto risulterebbe superfluo, a maggior ragione viste le buone prestazioni di Peda (2002) e Dalle Mura (2002) che tra l’altro stanno consentendo di portare a casa sostanziosi contributi per il minutaggio degli Under 23. Meccariello (1991) ha estimatori in serie B, ma la SPAL non sembra dell’idea di volersene privare. A meno di una partenza di Arena (1999) in prestito non sembrano esserci operazioni significative all’orizzonte.

Esterni: Finora De Rossi ha mostrato una leggera preferenza per Celia (1999) come titolare sulla fascia sinistra e questo potrebbe indurre Tripaldelli (1999) a esplorare le proprie possibilità sul mercato, anche se il contratto fino al 2025 renderebbe difficoltosa una cessione a titolo definitivo. Nel caso andrebbe individuato un sostituto, a meno di una coraggiosa promozione tra i senior del promettente Saiani (2005), un ragazzo che da almeno due anni è sulla lista di tutti i grandi club italiani. Situazione da tenere d’occhio. A destra una vera alternativa a Dickmann (1996) non c’è, visto che Almici (1993) e Fiordaliso (1999) hanno caratteristiche prevalentemente difensive. Almici peraltro è in scadenza di contratto e potrebbe partire per liberare un po’ di spazio nel monte ingaggi, ma non c’è esattamente la fila là fuori. Punto interrogativo su Tunjov (2001): l’estone è stato utilizzato come esterno di destra malgrado sia mancino e sembra essere stimato dal mister. Ma può davvero essere lui il sostituto di Dickmann in caso di assenza del titolare?

Centrocampisti: Senz’altro il cantiere in cui si concentrerà gran parte del lavoro di Fabio Lupo. Quella di Esposito (2000) ormai è una telenovela quotidiana: se andrà allo Spezia verrà con tutta probabilità rimpiazzato da Fiordilino (1996) del Venezia. Se rimarrà ci saranno da valutare le conseguenze di un mancato trasferimento, visto che il centrocampista ha già la promessa di un quadriennale sostanzioso da parte dei liguri. La professionalità di Esposito è considerata indiscutibile, ma gli effetti collaterali di una delusione sono spesso imprevedibili. La vicenda è nota: lo Spezia offre poco meno di 3 milioni, la SPAL ne vorrebbe almeno 4. Di norma a 3,5 più bonus e percentuale sulla futura rivendita si arriva a una stretta di mano e allo stato attuale pare uno scenario plausibile. De Rossi ha rimarcato di avere abbondanza persino eccessiva nel reparto: Zanellato (1998) e Proia (1996) rischiano di essere di troppo o di avere un minutaggio limitato. Le loro però sembrano cessioni complicate da realizzare, soprattutto nella prima parte del mercato. Decisamente improbabile una “restituzione” di Valzania (1996) alla Cremonese che già sta cercando di trovare posto ad altri giocatori, anche perché il mister pare apprezzarne le doti di impegno e combattività.

Attaccanti: Anche qui sono attese scelte decisive. Si cerca come minimo un mancino in grado di partire dalla trequarti campo e puntare l’uomo. Profilo non facile da trovare, ma qualche idea ci sarebbe già. Nessuno però s’è ancora fatto scappare il nome. Maistro (1998) rimane l’altro titolare prescelto per supportare il centravanti, ma potrebbe anche arrivare un’alternativa per mantenere alto il livello di qualità. Finotto (1992) va verso la scadenza del contratto e la sua partenza a gennaio è probabile. Da esaminare assieme al Torino la situazione di Rauti (2000), finora poco utilizzato. La Mantia (1991), Moncini (1996) e Rabbi (2001) sono invece considerati punti fermi. C’è poi la storia infinita che riguarda Giuseppe Rossi (1987): l’ex azzurro è fermo da fine aprile e ha affrontato l’ennesima operazione al ginocchio. Su input del presidente verosimilmente verrà fatto un altro tentativo di recuperarlo e renderlo disponibile alla causa, ma dopo 8 mesi di inattività è difficile stabilire quando e quanto potrebbe essere schierato.



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