foto Filippo Rubin
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Da tempo l’opinione pubblica chiedeva a Joe Tacopina di rifarsi vivo con qualche dichiarazione ufficiale e così il presidente della SPAL ha indetto una conferenza stampa nella quale ha affrontato numerosi argomenti. L’avvocato è sembrato un po’ infastidito dalle critiche a un mercato generalmente percepito come insufficiente e tardivo, ma ci ha anche tenuto a ribadire la sua fiducia in De Rossi ed a chiarire che la strada principale per la società deve necessariamente essere quella della sostenibilità.

LA SITUAZIONE SOCIETARIA “A livello economico stiamo andando bene, in particolare i risultati dell’area commerciale stanno andando oltre alle aspettative e di recente abbiamo assunto anche un nuovo direttore commerciale per migliorare ulteriormente.  Abbiamo speso un po’ di più di quello che avevamo preventivato, anche a causa dei contratti del passato che abbiamo ereditato. Ma sono stati fatti anche investimenti importanti per il futuro della società come il convitto e il campo di Malborghetto. Poi c’è stato anche il cambio di allenatore che ha comportato spese extra. Però siamo complessivamente soddisfatti dello sviluppo del progetto societario e dei suoi sviluppi. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi incontri su questo tema e guardiamo con fiducia al futuro. Non sarà facile, ma non ho mai pensato lo sarebbe stato.

GLI ERRORI – “(Sorride, ndr) Non si può tornare indietro nel tempo e quindi non ci si può fare niente. Onestamente non ho grandi rimpianti sulle decisioni prese. L’anno scorso c’era oggettivamente poco tempo per fare le cose in un certo modo. Il cambio di allenatore nell’attuale stagione forse sarebbe dovuto avvenire in estate, per dare forma a un progetto tecnico diverso con i giusti tempi. Però facciamo calcio e non fantacalcio, quindi può capitare di fare delle valutazioni sbagliate come capita nella vita di tutti i giorni”.

MERCATO – “Il mister non ha fatto richieste specifiche menzionando dei giocatori. Ha piuttosto indicato le caratteristiche che gli servirebbero. Stiamo cercando di accontentarlo con gli elementi giusti per il 3-4-2-1 e con Fetfatzidis stiamo andando nella giusta direzione. Per il resto stiamo lavorando su base quotidiana, confrontandoci con Daniele. Su La Mantia il discorso è semplice: è un nostro giocatore, è qui e lo consideriamo importante. Ha fatto fatica ultimamente, ma questo non significa che sia ai margini. Sabato scorso ha fatto bene quando è entrato, ha cambiato la partita, ma l’ultima parola è di De Rossi e spetta a lui determinarne il minutaggio. Se il tecnico deciderà che Andrea non gli è utile dovremo valutare la situazione. Dovremo valutare il bene di tutte le parti coinvolte. Però nessuna decisione è stata presa su questo tema. Io considero La Mantia uno dei nostri giocatori più importanti e una grande persona. Ma dobbiamo anche fidarci delle indicazioni che ci vengono fornite dall’allenatore”.

“Sapete quanto apprezzo Giuseppe Rossi, ma anche nel suo caso deciderà De Rossi. Ci prenderemo 7-10 giorni per capire se potrà dare un contributo. Nessuno può mettere in dubbio il suo valore tecnico. Ce ne sono pochi al suo livello. Bisogna tuttavia capire quali sono le sue condizioni fisiche e se può giocare a un livello adeguato. Questo spetterà allo staff. Ma la mia opinione non peserà sulla decisione che verrà presa”.

“Non capisco le preoccupazioni dei tifosi, davvero. Non parliamo di fantacalcio, ma di veri calciatori e veri soldi. Abbiamo speso 23 milioni in poco più di un anno e mezzo. Numeri senza precedenti nella storia recente della SPAL. Tutti devono calmarsi. Prendiamo solo Fetfatzidis? Vi sembra poco? (con molta enfasi, ndr). Probabilmente è un giocatore che ha qualità superiori a gran parte di quelli attualmente in serie B e costerà più di Esposito e Finotto messi insieme. Se qualcuno ci sta accusando di fare troppo poco è un idiota, perché non conosce il valore che Fetfatzidis può portare alla squadra. In più il suo inserimento può essere ideale per noi dal punto di vista tattico. E comunque quella che lo riguarda non sarà l’unica operazione che faremo all’interno di questo mercato”.

“Al momento in serie B tutti hanno fatto molto poco. Sappiamo cosa stiamo cercando e agiremo nel momento in cui ci saranno le condizioni. Noi non siamo ansiosi e spero che la gente giudichi con maggiore lucidità. La persone analizzano il mercato come se fosse un gioco: non prenderemo calciatori tanto per prenderli. Né è detto che a una cessione debba per forza equivalere un acquisto. Se arriverà qualcuno sarà perché c’è davvero la possibilità di alzare il livello. De Rossi è in gran parte soddisfatto dell’organico e non vedo perché dovremmo prendergli altri giocatori quando qui abbiamo tutto quello che ci serve, anche nel settore giovanile. La filosofia deve essere quella di puntare sui giovani e l’esempio di Prati è lì a dimostrarlo. La SPAL non deve aver paura di dare fiducia a giocatori della sua età. Lo fanno Liverpool e Borussia Dortmund, può farlo anche la SPAL nonostante la mentalità di questo paese. Quindi ingaggeremo solo giocatori in grado di farci fare un vero salto di qualità”.

“Per Buchel c’è una trattativa, ma non abbiamo fretta. L’Ascoli lo lascia andare e lui vorrebbe venire alla SPAL. Ma vogliamo avere il tempo di capire se c’è qualcosa di meglio. Sabato hanno giocato Prati e Zanellato e hanno fatto benissimo. Murgia rientrerà sabato. Prenderemo qualcuno se ci sarà modo di alzare il livello, ma non ci sarà un inserimento solo per riempire una casella. C’è il tempo per analizzare altri profili”.

“Cerchiamo un trequartista di sicuro, forse un centrocampista. Valuteremo qualcosa in difesa. Potrebbe arrivare anche un portiere di riserva, anche se devo dire che il giovane Abati è molto bravo”.

OBIETTIVI – “Il mio modo di vedere non è cambiato rispetto all’estate. Nonostante le difficoltà io continuo a pensare positivo e farò un bilancio solo alla fine del campionato. Ci sono tantissime partite e il girone di ritorno è iniziato al meglio. Nessuno pensava avremmo vinto con la Reggina e invece è successo. Il calcio è strano ed è per questo che è divertente. Non farò proclami, ma i miei obiettivi personali rimangono gli stessi di agosto. Abbiamo fatto molta fatica all’inizio e penso sia dipeso in parte dalla mancanza di un’identità precisa e da problemi di comunicazione con Venturato. Con Daniele molte cose sono migliorate e i calciatori si butterebbero nel fuoco per lui. Se sistemiamo alcune cose col mercato, come vogliamo fare, probabilmente arriveremo al livello che avevamo in mente, pur dovendo mettere in conto delle difficoltà. Ultimamente il clima nello spogliatoio è migliorato e io credo fermamente che il carattere del gruppo e la sua unità incidano molto più del talento”.

L’IMPEGNO ECONOMICO – “L’impegno attuale (circa 10-12 milioni all’anno per la gestione) non è sostenibile, ma lo sapevamo fin dal principio. Sapevamo che avremmo dovuto spendere tanto a causa della situazione che c’era al mio arrivo. Presto cominceremo a crescere in altre aree e ad aumentare le voci di ricavo nel bilancio. C’erano contratti pesantissimi e finalmente questo è stato risolto, quindi le spese diminuiranno. Era stato messo in preventivo di spendere all’incirca 20 milioni nei primi due anni: siamo finiti con lo spendere qualcosa in più, ma ci può stare, gli imprevisti capitano. Nei prossimi anni la società dovrà diventare sostenibile, fino al punto di riuscire a camminare da sola. Credo sia l’unico modo di gestire il club in maniera responsabile. Non siamo marinai ubriachi (“drunken sailors”, modo di dire statunitense per indicare chi scialacqua il denaro) e non possiamo certo permetterci di fare come il Parma che ha chiuso l’ultimo bilancio con 87 milioni di perdite per rimanere esattamente dove siamo noi ora. Vogliamo fare le cose nella maniera giusta, coltivando il talento e valorizzandolo, sia attraverso il settore giovanile sia con lo scouting. Stabilendo anche dei tetti salariali. Se poi qualcuno penserà di valere di più della SPAL potrà andare e noi ricominceremo da qualcun altro. Dovremo essere disciplinati e responsabili nello spendere i soldi, senza fare debiti. Ce lo chiede la gente, la città. Vogliamo essere solidi e credibili”.

RINNOVI DI CONTRATTO – “Con Tunjov abbiamo già un accordo per rinnovare, dobbiamo solo annunciarlo. Pomini e Zuculini sono i miei bastoni della vecchiaia, staranno qui fino a ottant’anni (ride, ndr). A parte gli scherzi: non c’è fretta di decidere”.

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