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La SPAL non riesce a dare continuità al successo ottenuto a Reggio Calabria e al Mazza arriva un altro pareggio che cambia poco in termini di classifica, ma che trasmette per gli oltre cinquanta minuti giocati in superiorità numerica. Uno stato d’animo che ovviamente accomuna i tifosi a mister De Rossi che a fine partita si è espresso così.

LA PARTITA – “Non se l’Ascoli abbia meritato il pareggio, non voglio entrare in queste dinamiche, ma fare un discorso più ampio. Se sabato avevo ammesso che la Reggina avrebbe meritato il gol, oggi penso lo avremmo meritato noi. Nel primo tempo avremmo dovuto essere più aggressivi quando il pallone lo avevano loro, perché dietro eravamo tre contro due e quindi potevamo scalare meglio in avanti. Quando il possesso era nostro, invece, abbiamo fatto buone trame. Dopo un inizio a rilento siamo cresciuti. Poi nella ripresa credo sia difficile dare un giudizio, ma credo che il secondo gol potesse starci da parte nostra”.

PROBLEMI OFFENSIVI – “Non credo sia un problema emotivo, anche perché se fosse così servirebbe uno psicologo più che un allenatore. Devo lavorare meglio io, farli arrivare più volte e in modo diverso in zona gol. Questi sono ragazzi solidi, coi nervi tesi in entrambe le fasi di gioco, poi è chiaro che negli ultimi metri servano altre qualità, un’altra freddezza, sennò non esisterebbero i calciatori come Inzaghi”.

SUPERIORITÀ NUMERICA – “Forse un po’ di tensione c’è, ma se facciamo il confronto con la partita di Cittadella, dove ero arrivato da tre giorni, oggi abbiamo creato occasioni e fatto molta meno confusione in campo. Loro erano chiusi, ma siamo entrati almeno due o tre volte, abbiamo crossato, fatto girare il pallone. Rispetto a Cittadella siamo sicuramente migliorati, poi la voglia di vincere in casa c’è e magari un po’ ci pesa”.

INTERRUZIONI – “Oggi credo che l’arbitro abbia deciso diversamente in tante occasioni pur senza incidere però sul risultato. L’Ascoli ha gestito il secondo tempo come avrei chiesto di fare io a miei. È una cosa che in parte mi diverte anche e a Parma lo abbiamo fatto perché nel calcio serve anche scaltrezza oltre a essere belli. Poi è chiaro che se ogni volta che c’è un contrasto si discute o si fa fatica a uscire dal campo si creano delle situazioni poco piacevoli”.

CAMBI – Maistro e Dalle Mura mi hanno chiesto il cambio per problemi fisici. Con il fatto che ci siano massimo tre slot per fare le sostituzioni quando a un quarto d’ora dalla fine hai giocatori con piccoli problemi fisici non puoi cambiarne solo uno e rimandare l’altro. Le altre sostituzioni, invece, sono state per motivi tattici oppure perché erano ragazzi che avevo visto bene in settimana. Credo che tutti siano entrati nel modo giusto”.

CORAGGIO – “Credo che oggi ci sia stato un grande rischio di prendere gol in contropiede. Tutti i cambi che abbiamo fatto erano per vincere, come Tunjov largo a destra oppure mettere tre uomini sotto a Moncini nel finale. Queste scelte fanno parte anche della mia crescita come allenatore. Contro il Modena, per la voglia di vincere, avevo messo Valzania nei tre dietro e appena è stato puntato ha sofferto di più rispetto a un Peda o un Meccariello. Quella sconfitta ci ha fatto molto male e oggi volevo mantenere comunque equilibrio, anche se poi in certi momenti gli schemi vanno a farsi benedire”.

GOL DI DICKMANN – “Dovete chiedere a lui se era un tiro o un cross, io una mia idea ce l’ho, ma non ve la dico. Diciamo che era un tiro a effetto (ride)”.

PRATI – “Mi piace come gioca, come partecipa, come lo guardano i compagni. Sta facendo un percorso, qualche volta si siederà ancora in panchina ovviamente. Credo che tra i miei compiti di allenatore ci sia quello di fare notare alla società, una volta ceduto un giocatore importante come Esposito, che c’è un ragazzino pronto a giocare e che quindi i soldi incassati possono essere investiti in altre zone di campo oppure per le vacanze di Natale dell’anno prossimo (ride). Nel primo tempo è stato il migliore dei ventidue in campo, mentre nelle prime uscite era un po’ frenetico. Lui un giocatore forte, io non so se sono un allenatore forte, ma di giocatori in quel ruolo penso di capirne”.

GIOVANI EMERGENTI – “In questo momento siamo in tanti in rosa quindi potremo inserire ragazzi giovani solo nel caso ci siano defezioni, come accaduto con la convocazione di Rao al posto di La Mantia. Se a giugno sarò ancora qui organizzeremo le cose in modo diverso, con una rosa meno ampia, in modo da far fare qualche partita anche a tre o quattro elementi della Primavera che ho già notato. Poi è chiaro che far debuttare un 2003 è diverso rispetto a un 2006”.

NUOVI ARRIVI – Fetfatzidis oggi non è venuto in panchina solo perché non c’è ancora stato la possibilità di completare il tesseramento, ma sono due giorni che è con noi. Avevo molte perplessità sulla sua condizione fisica, ma ha giocato fino a poco tempo fa anche se in un campionato poco allenante. Per ora ha fatto qualche partitina e l’ho visto bene. Anche umanamente mi è piaciuto il suo ingresso in squadra”.

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