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Qualche appunto sparso, a mente fredda, sul ritorno alla vittoria della SPAL dopo ben sette partite.

Una è andata, ne mancherebbero altre quattro

Oh ma quant’è bello vincere! Succede talmente raramente che quasi ci si era scordati la sensazione e le espressioni euforiche fuori dal Paolo Mazza appena dopo il fischio finale ne sono testimonianza più che credibile. All’incirca una settimana fa quel volpone di Pierpaolo Bisoli – allenatore del Sudtirol che sogna la serie A da debuttante assoluta in B – ha fissato attorno ai 42 la stima della quota salvezza. Vista l’esperienza accumulata finora vale la pena di credergli. Questo significa che se si vogliono evitare gli sbalzi coronarici dei playout serviranno altre 4 vittorie da qui al termine (10 partite). Tante per una squadra che ne ha fatte 6 in 28 partite, in realtà il giusto per chi è riuscito a mettere un po’ d’ordine e ha riacquistato un po’ di fiducia. L’importante – per prendere in prestito un concetto di Fabio Lupo – sarà non avere fretta di far prendere alla classifica le sembianze che si vorrebbero a fine maggio. Servirà un passo regolare, non un semplice sprint temporaneo, per arrivare al traguardo davanti a cinque avversarie.

È successa una cosa piuttosto rara

Per la prima volta da dicembre la SPAL è riuscita ad andare all’intervallo in vantaggio, riuscendo poi a conservare il risultato favorevole fino al termine. Si tratta di un’occorrenza piuttosto rara e questa è una delle ragioni per le quali la squadra si trova a lottare per la sua sopravvivenza. Qualche numero al riguardo: tutte e sei le vittorie stagionali sono arrivate in partite in cui la SPAL ha colpito per prima. Ma in cinque altri casi sono arrivati dei pareggi e in uno addirittura la sconfitta (col Benevento). Proviamo a pensare a quanto sarebbe stato utile mantenere anche solo un paio di vantaggi. Effetto: +4 rispetto alla classifica attuale e 15° posto, con relativa riduzione dell’ansia (almeno di un po’). La speranza è che il ritorno alla vittoria al Paolo Mazza abbia contribuito a raschiare via un po’ di quella insicurezza che ha contraddistinto le prestazioni casalinghe, soprattutto in tempi recenti.

A Oddo va riconosciuto d’aver fatto ordine

Una ventina di giorni fa circolavano delle perplessità sulle effettive possibilità di Massimo Oddo di presentare una proposta convincente alla squadra dopo la dolorosa separazione (per molti) con l’amico-allenatore Daniele De Rossi. Invece il tecnico pescarese nelle quattro gare affrontate finora ha dimostrato di aver usato i concetti giusti per portare la ciurma dalla sua parte in modo inequivocabile. La prima SPAL di Oddo è stata per forza di cose una squadra un po’ impaurita e ansiosa, ma ha dimostrato di aver recepito una richiesta di un calcio essenziale e non pretenzioso, molto più somigliante a quello che viene generalmente praticato in categoria. La SPAL non è ancora fuori dall’oscurità, ma pare impegnata in un percorso coerente di crescita che non a caso il mister ha sottolineato anche dopo le sconfitte con Genoa e Frosinone.

Abbiamo rivisto Maistro

Tra i meriti di Oddo va senz’altro aggiunto il “recupero” di Maistro, uno dei giocatori un po’ meno considerati da De Rossi nonostante un’iniziale status da titolare. Il ragazzo di Porto Tolle qualche segnale di vita l’aveva dato già contro il Frosinone mettendo in porta La Mantia e contro il Cittadella ha dispensato quattro o cinque giocate che hanno ricordato a tutti il motivo per il quale in estate il suo acquisto era sembrato assai sensato. Quel suo andamento un po’ ciondolante tende talvolta a irritare perché sembra essere il sintomo di indolenza, ma in realtà è il suo stile. La fiducia dell’attuale mister non potrà che fargli bene, anche perché lui e Fetfatzidis sono gli unici in questo organico a poter accendere la luce creando giocate offensive praticamente dal nulla.

Dice Joe che il peggio è già passato

Prima di imbarcarsi di nuovo per New York, dove rimarrà per almeno tre settimane, il presidente Tacopina ha affidato il suo pensiero alla fida testata ItaSportPress: “Ringrazierò sempre i tifosi perché non fanno mai mancare il loro sostegno alla squadra anche nei momenti di difficoltà. Insieme usciremo da questo momentaccio, anzi penso che ne siamo già usciti. Noi salvi al più presto“. La speranza è ovviamente che abbia ragione, anche se le insidie della serie B e gli eventi che hanno contraddistinto il campionato della SPAL consiglierebbero maggiore prudenza. Ma d’altra parte s’è capito come ragiona l’avvocato di Brooklyn: ad maiora, sempre e comunque, anche nelle situazioni più complicate.



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