foto Roberto Manderioli
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Bentornato capitano! Vederti giocare di nuovo con quella elegante casacchina a righe sottili, la fascia al braccio e il petto in fuori, con quella tua caratteristica corsa a busto eretto, mi fa venire dei dubbi sulla mia granitica eterosessualità. Tu sei roba nostra e ora sei a casa. Quindi, dove eravamo rimasti? Ah già, al piano di sopra. Una retrocessione devastante: sarebbe bastato poco per non farci rivedere la terza serie. Ma ora basta piangere sul latte versato: questo mio quarantasettesimo anno di militanza va a incominciare.

Il mio outfit (le mie figlie saranno orgogliose di me) è presto detto: classica maglietta a righe sottili, quella di CM6, storico calciatore sottovalutato dai più. Cuore e ignoranza le sue caratteristiche principali. La punta col sindaco del Batiguàza è giù dal ponte dell’Impero, ma la macchina la metto dall’Hotel Orologio. Cambiare la cabala l’anno scorso non ha portato benissimo. Un po’ di casino per entrare, ma siamo dentro, Mela bacia dalle due alle trecento persone – in grandissima maggioranza donne – e anche lì niente di nuovo sul fronte occidentale. In tribuna sono piazzate le sontuose attrezzature di Tele Mondo Ferrarese, pronte a trasmettere l’esordio dell’Ars et Labor. Ma a noi che ce frega, noi ci siamo e ci apprestiamo a viverla questa partita.

L’approccio con la serie C non fa fare nemmeno una piega alla curva Ovest. Anzi, a dire il vero mi aspettavo qualche coro vintage tipo: “Quando segnerà Pezzato…” oppure “Quando la S.P.A.L. sarà veramente grande…” o “Quando i Nutty Boys arriveranno…“, ma i ragazzi in balaustra, per la maggior parte, ai tempi non erano ancora nati. Mancano molti dei nostri veterani: mancano sangue, tendini e coratella, ma i ragazzi giovani ié tgnizz e non mollano un minuto. “Dei delitti e delle pene” scriveva Cesare Beccaria oltre tre secoli fa, ma l’iniquità dei provvedimenti di daspo che ci hanno decimato la curva non rispecchia per nulla il sacro testo della giurisprudenza italiana. Il discorso è troppo lungo da affrontare per la mia ignoranza, ma sarebbe arrivato il momento che pure i benpensanti, senza pregiudizi, iniziassero ad avvicinarsi a queste tematiche. La presunzione di reato non è reato se non nel distopico 1984 di George Orwell.

Mi accorgo di essere l’unico dell’intera curva a battere le mani fuori tempo, ma la mia dotazione neuronale non mi permette di fare due cose contemporaneamente, ossia cantare e battere le mani. La squadra pare di lotta e di governo, sembra ci siano garretti, polmoni e classe ben distribuiti, ma il campionato durerà cinque lustri e il tempo, spesso, è galantuomo. Il gol del Lupo sotto la curva è di ottimo auspicio, pare riannodare un filo interrotto qualche anno fa, un legame col passato che è inutile paragonare a un altro, anche perché la sfiga, imparentata con la iazza, è sempre lì che aspetta. Ma rivedere gioire i ragazzi aggrappati alle recinzioni del campo fa bene al cuore. Innesca quelle maledette endorfine di cui io sono fottutamente e consapevolmente dipendente da quasi mezzo secolo.

Un grandissimo in bocca al lupo al ragazzo che è uscito dalla curva in ambulanza: riprenditi e torna al tuo posto in trincea di fianco a tutti noi. Il jingle messo su dal dj a fine partita di “Questa non è Gradizza” c’entra con noi come al gnìc in tal Credo oppure come il pipino nell’acqua fredda. Nota di servizio: non è che noi con la retrocessione abbiamo meno sete, anzi, forse è necessario rimpinguare il personale di servizio ai bar, altrimenti si fa la coda fino davanti al castello (n.d.r.). Buon campionato folle amore nostro, a te e a tutti noi. Forza vecchio cuore biancazzurro.



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