foto Filippo Rubin
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La SPAL si aggiudica la mini-partita del mercoledì pomeriggio con la Lucchese e chiude sul risultato finale di 2-2 il lungo confronto coi toscani. Si tratta di un punto che serve più per il morale che per la classifica e che certifica la voglia dei biancazzurri di tirarsi fuori da una situazione problematica. Mister Colucci ha commentato così i 34 minuti giocati dai biancazzurri.

LA PARTITA – “Penso sia un punto importante per la classifica, ma soprattutto per il morale anche di chi ci segue sugli spalti. Dal mio primo giorno qui a Ferrara ho detto alla squadra che avremmo dovuto noi trascinare i tifosi e che non sempre avviene il contrario. Quando ci metti l’atteggiamento la gente poi riconosce una squadra che dà tutto, anche quando magari si è un po’ in difficoltà, soprattutto quando capita che l’avversario sia più bravo. Di questo sono particolarmente contento perché c’è grande coinvolgimento da parte di tutti. Non era facile fare una partita di 35 minuti perché dentro ci sono state varie partite. Dopo il gol del pareggio si rischia con la foga di volerla vincere e quindi bisogna essere bravi a riconoscere quando fermarsi e non rischiare di perderla di nuovo. I ragazzi sono stati bravi e l’hanno interpretata bene. Ho fatto qualche cambio perché ho visto che loro avevano il trequartista che si sfilava alle spalle dei due centrocampisti e quindi ho deciso di passare a tre a centrocampo per slegare le mezzali. In un paio di occasioni la palla l’avevamo anche rubacchiata, ma dobbiamo continuare a lavorare per arrivare al risultato finale che inizia a intravedersi. Dobbiamo andare ancora più forte perché il campionato è tosto e non ho mai vinto una partita facile“.

La Lucchese è una buona squadra, organizzata. Conosco l’allenatore e so che lavorano molto sul campo, e si vede. Dobbiamo darci da fare nel quotidiano e crescere in fretta: è una cosa che ho detto dal più grande di questo gruppo, il nostro capitano, al più giovane. Bisogna crescere perché gli altri non ci aspettano: se si sta sul campo bisogna essere già vecchi a vent’anni, anche se ho conosciuto tanti giovani vecchi a vent’anni e tanti vecchi giovani a cinquanta, per dire. L’esperienza è una serie di errori. Come mi piace dire: con gli errori che una persona commette si diventa esperti“.

Avevo iniziato con un 4-2-4 per cercare di recuperare la partita. L’idea era di partire forte rischiando anche qualcosa in ripartenza com’è normale che sia con un atteggiamento simile. Siamo stati bravi a recuperarla, i ragazzi hanno lavorato bene sul gol perché è stato bravo Valentini a dare la palla sulla punta più lontana. Se non sbaglio ha segnato poi Rao e mi auguro che poi non venga a fare l’intervista, perché quando i ragazzi segnano non bisogna mandarli in sala stampa. Altrimenti poi li recuperiamo dopo due mesi. So che vi farà sorridere ma è così, sono abituato: poi Rao andrebbe in giro a dire che l’hanno intervistato perché ha fatto gol (sorride, ndr). Siamo entrati in campo così per giocarcela e siamo stati premiati. Lo considero un punto conquistato perché, lo ripeto, la Lucchese è una squadra forte e organizzata“.

Schiacciati alla fine? Dobbiamo valutare con i ragazzi se è stato l’avversario a schiacciarci o se siamo stati noi a farci schiacciare. Per me c’è stato qualche ragazzo che ha avuto il braccino corto, e li posso anche capire nella situazione, come è successo anche domenica che si è passati dal poterla vincere al perderla. Prendiamo il positivo e cioè che in un momento di magra magari anche un punto ci torna utile. Come si cura il ‘braccino’? Si può lavorare e si può migliorare: il nostro alleato deve essere il tempo. Con il tempo si può migliorare, al di là delle caratteristiche di ogni singolo ragazzo. Ma come dico sempre con i ragazzi il presente non esiste, perché già nel momento in cui sto parlando è passato e quindi bisogna crescere in fretta“.

PREPARAZIONE – “Abbiamo fatto un solo allenamento ieri perché lunedì avevamo fatto riposo. Si lavora sui dettagli, sulla testa e meno sotto l’aspetto fisico, stando magari sul campo un po’ più del dovuto anche se poi il direttore a volte si arrabbia, ma è giusto così perché questo è un gruppo che vuole venire fuori da questa situazione delicata. Con il tempo e con il lavoro ci si arriva con una squadra e una società composta da persone serie che hanno voglia di fare bene. Persone leali e lo sottolineo perché ci credo“.

AMMONIZIONE – “Penso sia stata la mia prima ammonizione e quando a fine partita sono andato a salutare gli arbitri ho chiesto il motivo, dato che avevo semplicemente chiesto al giocatore della Lucchese di alzarsi e non perdere tempo. Sdrammatizziamo dicendo che l’arbitro potrà vantarsi di avermi ammonito visto che non mi ha dato spiegazioni e io non avevo detto nulla di che. In panchina sono uno preso dalla partita perché mi piace sempre aiutare i ragazzi con una parola“.



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